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    11 dicembre 2018
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La "leggenda" del sarto sardo di Einstein

Albert Einstein, la teoria della relatività, i suoi vestiti e la Sardegna. Titolo di un bislacco film fantascientifico? No, storia, vera. Princeton, 18 aprile 1955: il grande scienziato tedesco muore. A confezionargli l’abito per il funerale un certo Giovanni (John) Meloni, guspinese. Raggiunge così l’apice la leggenda del sarto sardo sull’oceano, quella di un uomo che dopo il 1921 era giunto molto giovane a New York con la valigia di cartone, con dentro ago, filo e forbici e uno scrigno di speranze per un avvenire migliore. A pescare e ricostruire questa storia affascinante ha pensato qualche anno fa uno studioso dell’emigrazione italiana, sarda in particolare, all’estero, Martino Contu. Che, già autore di diverse pubblicazioni, ha avuto l'idea brillante di dare alle stampe “Giovanni Meloni. Un antifascista guspinese negli Stati Uniti d’America. Da sarto dei vip a New York a vicesindaco di Saint Petersburg" (edizioni SEA). Villacidrese, laurea in Scienze Politiche e specializzazione in “Studi sardi” all’Università di Cagliari, Contu spiega: “Il libro nacque dopo una scoperta casuale che ho fatto a Guspini nella casa dell’ex sindaco Italo Pisano, che custodisce un prezioso carteggio intrattenuto con lo zio John Meloni. Materiale inedito che mi ha permesso di ricomporre la sua vicenda umana e politica”. E’ da anni che Contu conduce una ricerca sull’emigrazione sarda all’estero. Ha frequentato un master europeo a Madrid in “Estudios latinoamericanos”, presiede da tempo il Centro Studi SEA, sulla Sardegna e sui suoi rapporti con l’Europa e, soprattutto, l’America Latina, è console onorario dell’Uruguay a Cagliari.

Sotto la sua lente di ingrandimento è così finita anche la storia straordinaria di Meloni, che, nonostante la pubblicazione del libro non sia recente, merita di essere ancora segnalata e raccontata. E’ a Guspini che John venne iniziato al “taglia e cuci”, a New York affinò quest’arte fino a diventare un sarto di alto rango, molto richiesto. A proposito dell’inventore della teoria della relatività, lo “stilista” guspinese scrisse nel 1967 al nipote Italo, con tono alquanto ironico: “Un certo Albert Einstein, per sfortuna sua, fu messo nella bara con un vestito confezionato da un Melone sardo-sarto”.

“Meloni, come tanti emigrati, era arrivato a New York probabilmente in modo clandestino”, racconta l’autore del libro. “Allora nella Grande Mela c’erano circa ottocentomila italiani. La sua speranza era quella che li accomunava tutti: fare fortuna. Aprì una bottega sartoriale che, fra gli anni ’30 e ’40, attirò l’attenzione di vip dell’epoca, intellettuali, politici, attori cinematografici”. Una clientela eletta, soprattutto italo-americani, che annoverava, oltre Einstein, altri grandi: il direttore d’orchestra Arturo Toscanini, il fisico Enrico Fermi, Fiorello La Guardia, l’allora sindaco di New York e star del cinema. Insomma, quello che amava definirsi un semplice “rattoppator di panni” aveva in realtà trovato il suo Eldorado negli States.

Ma il volume di Contu non si è limitato a ripercorrere la parabola di Meloni negli Usa come sarto, nella parte iniziale descrive anche le sue esperienze politiche. John arriva infatti a New York da emigrato antifascista. A Guspini, già dal 1914, quando ancora non aveva compiuto i sedici anni, fu segretario del locale circolo giovanile socialista. Aderì poi al partito comunista ed ebbe modo di conoscere e frequentare Antonio Gramsci. Quell’ideologia non lo abbandonò mai. Tra i clienti della sua sartoria c’era anche Franklyn Roosvelt jr., figlio dell’omonimo Presidente degli Stati Uniti, al quale era legato da un rapporto di amicizia e dalla comune fede politica. Giovanni Meloni, una volta conseguita la cittadinanza statunitense, si iscrisse infatti, come indipendente, al Partito Democratico. Negli anni Sessanta il sarto di Einstein si trasferì nella cittadina di Saint Petersburg, in Florida, della quale fu amministratore, ricoprendo la carica di vicesindaco. Nel 1977 ricevette addirittura la visita a domicilio dei servizi segreti americani, per aver scritto una lettera contro gli armamenti a un senatore statunitense, figlio di un proprietario di fabbriche d’armi. Gramsciano forever. La leggenda del sarto sardo sull’oceano si concluse il 29 maggio 1986. John aveva  88 anni, lasciò la moglie Mariuccia, origini incerte, di Guspini o Gonnosfanadiga, e i figli John, Elisa e Maria. Nessuno decise mai di fare il sarto.

                                                                                   Massimiliano Messina


 
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