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    20 novembre 2019
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Cantar l’altrove

Sergio Atzeni amava le città d’acqua. Come la sua, Cagliari. Per lui anche Milano era una città d’acqua, con i suoi Navigli. E sotto la Madonnina è approdato, a “Cantar l’altrove”, omaggio alla sua prosa e poesia, spettacolo fortunato di e con Marta Proietti Orzella, attrice fra le più apprezzate, e complete, del panorama teatrale sardo. A far da occasione il Bookcity Milano, il festival letterario che da tre anni invade festosamente il capoluogo lombardo, ospitando molti scrittori, italiani e stranieri, di fama. Evento monstre: 250 location, più di 900 incontri in tre giorni, presentazioni, dialoghi, letture, mostre, spettacoli, seminari, giusto per rendere l’idea.

“Cantar l’altrove” non poteva essere ospitato in un luogo più appropriato: la Casa Museo Alda Merini, sui Navigli, sull’acqua, “felice coincidenza”, dice Proietti Orzella. E in quello che è stato il “nido” di una delle più grandi poetesse italiane, e non solo, del ‘900 l’attrice è andata in scena, accompagnata dal sound designer Alessandro Aresu (sinth, chitarra, percussioni, cajón). Un incontro che ha visto la partecipazione anche di Rossana Copez, compagna di vita e di libri di Atzeni, e del sociologo Luigi Manconi. “Sono molto legata a questo spettacolo – sottolinea l’autrice e interprete - per com’è nato e per le emozioni e le soddisfazioni che ci ha regalato nella sua evoluzione”. Preziosa la collaborazione proprio della Copez, che ha curato la selezione dei brani che compongono il testo: i racconti de “I sogni della città bianca” si alternano alle poesie tratte dalla raccolta “Versus”. L’andamento ritmato della lingua, stile letterario tanto caro allo scrittore cagliaritano, questo l’elemento distintivo.

Più che riuscito il connubio artistico che ha portato alla genesi del progetto “Cantar l’altrove”: “Io, Rossana e Alessandro, armato di chitarra, seduti sul divano a sorseggiare un moscato “da meditazione” e a leggere racconti e versi di Atzeni: così è nata questa performance fatta di espressività di voce, corpo e musica”, ricorda Marta Proietti Orzella. Che esprime giusta soddisfazione per essere stata scelta per Bookcity: “Una vera “macchina da guerra”, con nomi del calibro di Dario Fo, che è andato in scena contemporaneamente al nostro spettacolo”. “Cantar l’altrove” era già stato rappresentato a Milano, nello scorso marzo, al Teatro dell’Elfo. Ma la seconda replica ha avuto un altro sapore: Casa Merini, quel piccolo appartamento di ringhiera, sulle pareti Alda annotava con il rossetto poesie e attimi di vita, accumulava quadri, fotografie, in quel disordine creativo tutto il suo mondo. “Interpretare Carluccio, matto internato dei racconti di Atzeni, nella casa di una poetessa che ha conosciuto la sofferenza del manicomio, vicina alla sua camera, è stata una forte emozione”, spiega l’attrice.

Il pubblico milanese ha risposto positivamente: “Molti non hanno potuto assistere allo spettacolo”, precisa Proietti Orzella. “C’erano soprattutto giovani, che ascoltavano a bocca aperta, come i bambini le favole, quell'altrove di Sergio”, racconta Rossana Copez. “Dai commenti – dice ancora l’attrice e autrice – ho colto grande interesse per questo scrittore, così particolare e dall'ironia amara, e per le sue poesie diventate canzoni”. “Come Sergio forse avrebbe fatto, lui, che scriveva sempre con la musica e che avrebbe voluto fare il cantautore”, fa eco la Copez.

Trasferta meneghina portatrice di buone notizie per l’attrice sarda: “La casa delle artiste”, che gestisce Casa Merini, ci ha invitati a presentare nuovi progetti da inserire nelle loro manifestazioni, così come gli organizzatori di Bookcity, per l'edizione 2015”. Capitolo finale, l’accoglienza. “Il Circolo dei Sardi di Vimodrone (centro dell’hinterland milanese, ndr), che ci ha ospitato nei giorni del festival, ci ha riempito di affetto. Quei sardi emigrati vedono Sergio Atzeni non come uno scrittore sardo tout court ma come sardo aperto al mondo”. Come Marta Proietti Orzella, attrice “trasversale”. Anche lei, guarda caso, amante delle città d’acqua.

                                  

                                                                            Massimiliano Messina

 

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