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    15 luglio 2019
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Lo spazio bianco

 

 

 

 

 

http://www.unionesarda.it/foto/previewfoto/2013/05/17/sant_elia_l_arena_delle_polemiche_scontro_tra_maggioranza_e_opposizione-330-0-364099.jpg

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Uno spazio bianco prima di queste poche considerazioni. Come gli spazi per le attività di spettacolo all’aperto a Cagliari. Bianchi, nel senso di pochi, vuoti. Lirica, sinfonica, jazz, teatro, en plein air non è possibile. Allora, vediamo. Parliamo di “luoghi deputati”. Cosa sono? Nel teatro medievale erano le sedi designate, le “mansiones”, dove si ambientavano gli episodi delle sacre rappresentazioni. Luoghi adatti, fatti apposta per, destinati a quella funzione. Esistono luoghi deputati in città? Per lo spettacolo indoor, sì. Il Teatro Lirico, il Massimo, delle Saline e altri spazi e spazietti vari. Ma quando arriva l’estate? Lo scenario cambia, desolatamente in peggio. L’Arena Grandi Eventi (?) di Sant’Elia non è certo un luogo deputato. Non è mai stata accolta favorevolmente dagli operatori e dagli artisti, anonima, con un paesaggio incantevole alle spalle, sì, ma con molti, troppi, limiti. Non ha appeal, il suo fascino è pari a quello del triste asfalto della Fiera, che il “vuoto” per molti anni ha tamponato. E poi, note musicali e maestrale non vanno d’accordo. Il Parco della Musica sarebbe un luogo deputato perfetto, concepito e nato per far suonare e cantare a cielo aperto. Invece no. Recente il caso “Jazz in Sardegna”: scia lunga di polemiche fra gli organizzatori e l’amministrazione comunale, strascichi velenosi. Cui prodest? A chi giova tutto ciò? Non agli operatori, non alla musica, non alla città e a chi la governa, in pieno “processo” verso Cagliari capitale europea della cultura per il 2019. C’era una volta l’Anfiteatro Romano. Non più – ancora per quanto? - luogo deputato allo spettacolo, niente “panem”, niente “circenses”. Ma Cagliari non ha più neanche un luogo deputato per giocare a calcio, uno stadio degno di questo nome. Una struttura multifunzionale per il futuro? Prima o poi, forse… evitando altre “silvestronate”, please. Fill in the blanks, dicesi in inglese, riempire gli spazi in bianco. Questo l’esercizio: dare alla città i suoi “luoghi deputati” per le attività di spettacolo all’aperto. Ci si riuscirà per il 2019? Cinque anni posson bastare…

                                                                                                                                                                                       Massimiliano Messina

 


 
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15-07-2019
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