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    15 luglio 2019
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Filosofia e crisi

 

 

Festival, fermenti, iniziative. Il mondo della cultura e dello spettacolo in Sardegna è vivo. Eppure si muove su un’onda di costante precarietà, tanto che il sistema rischia il collasso. Troppa incertezza sui contributi che devono arrrivare dalle istituzioni, un fondo che negli anni è andato sempre più assottigliandosi. Manca la ratio nei criteri di assegnazione, manca la progettualità. Gli operatori del settore hanno lanciato un grido d’allarme.

Recentemente la terza edizione del Festival di Filosofia, organizzato a Cagliari, al Massimo, dal Teatro Stabile della Sardegna in collaborazione con l’Università. Ancora un successo di pubblico (600 persone presenti a ogni dialogo). “Il conflitto dei valori: la bellezza creata e la bellezza dissipata”, il tema, con la messa in scena dell’Elena di Euripide, regia di Guido De Monticelli, a fare da specchio. Si è parlato per tre giorni di diritto, repubblica e parole, di Costituzione, del concetto di bello, di bellezza declinata nelle sue diverse interpretazioni, armonia e simmetria. Lo hanno fatto Gherardo Colombo, Stefano Rodotà, Remo Bodei, Vito Mancuso, fra gli altri.

Filosofia e crisi, il titolo di questa riflessione. Nell’Isola e nel suo capoluogo la pentola è in continua ebollizione. Nella prima settimana di giugno (dal 5 all’8) torna a Cagliari per la sesta volta il festival internazionale di letteratura Leggendo Metropolitano, con nomi di grande richiamo. E altre manifestazioni verranno, musica, teatro, ancora letteratura. Ma la crisi è profonda, il sistema non si sa quanto potrà durare, è quasi al capolinea. Lo denunciano gli addetti ai lavori.

Dall’Agis Sardegna è partito un sos: “siamo al collasso”, “siamo in guerra”, hanno detto i rappresentanti dell’organismo, che riunisce le principali imprese dello spettacolo in Sardegna, fra teatro, musica, danza, cinema. I contributi? Quasi dimezzati (nel 2006 11,3 milioni di euro con la Giunta Soru, 6,9 milioni quelli  disponibili per il 2014). Ma ad oggi – hanno dichiarato gli operatori – è stato erogata un’anticpazione di appena il 40% dei contributi del 2013 (solitamente veniva erogato il 70-80%). Il 60% mancante ha mandato in cortocircuito il sistema, e del 2014 non v’è certezza alcuna. Molte imprese sono alla frutta, alcune hanno già dovuto fare ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti (il settore conta su circa 1200 lavoratori nell’Isola). La richiesta urgente: un’ulteriore anticipazione del 30% sui fondi 2013, per arrivare al 70% sul totale dovuto e poter prendere un po’ di ossigeno. 

Filosofia e crisi. E’ scoppiata anche la bomba “Moviementu”, la libera associazione di registi, maestranze, sceneggiatori, produttori, attori ed esercenti cinematografici operanti nel’Isola (quasi 200 aderenti). Che denunciano: la gestione della Sardegna Film Commission è fallimentare, non ha dato nessun impulso al settore, non è in grado di dare risposte ai tanti interrogativi che vengono posti da coloro che lavorano in una situazione di grande disagio nell’industria sarda del cinema.

Dunque, la cultura e lo spettacolo in Sardegna boccheggiano, non hanno più aria. Tanta “bellezza creata” e tanta “bellezza dissipata”. Prendere la situazione con filosofia? Difficile, molto difficile, praticamente impossibile.

 

            Massimiliano Messina


 
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