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    23 aprile 2018
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Sénne

Al CArteC di Cagliari

Sénne di Alessandro Biggio, sculture in cenere, in sénne, come si dice in dialetto tabarchino. Biggio, cagliaritano, classe 1974, vive e lavora fra Cagliari e, non a caso, Calasetta, dove affondano le sue radici. La mostra è stata inaugurata a Cagliari il 16 marzo allo spazio CArteC, la Cava d'arte contemporanea (Galleria comunale d'arte ai Giardini Pubblici) dei Musei Civici, che accoglie i progetti di ricerca di importanti artisti del panorama contemporaneo. La personale di Biggio, visitabile fino al 13 maggio, si inserisce nel contesto in cui rientrano la rassegna "Opera sola" alla Galleria Comunale e la mostra antologica dedicata a Giovanni Nonnis a Palazzo di Città.

"I lavori in mostra rappresentano una tappa importante di un filone di ricerca che Alessandro Biggio porta avanti da circa dieci anni, nell’affascinante e difficile tentativo di indagare le possibilità formali di un materiale, la cenere, sénne in dialetto tabarchino, comunemente considerata l'ultimo stadio dell'esistenza, la fine della forma. È questa cenere la “materia dell'arte” che Alessandro ha scelto per il CarteC, accettando lo spazio come elemento della sua composizione", scrive nelle sua presentazione Paola Mura, direttrice dei Musei Civici, a cui si deve l'ideazione, la curatela e l'allestimento di Sénne. Ancora: "In questo lavoro di Alessandro Biggio l'inconsistenza della cenere acquista la fisicità della forma data dai segni impressi nell'atto della sua manipolazione; la scultura appare come una struttura, una colonna che è impronta architettonica. Le opere usano leggerezza, trasparenza, fragilità, inconsistenza, luce e ombra per comprendere in un'opera totale lo spazio, in una adesione quasi viscerale ai limiti imposti, che rovescia, come in un paradosso, la debolezza in forza".

"La cenere è un materiale difficile se pensi di utilizzarla per creare delle sculture", dice Alessandro Biggio. "La cenere è quasi impalpabile -continua l'artista - ma pesa di simboli e significati associati alla vita, alla morte, al peccato, alla colpa, alla rinascita ed è difficile sporcarsi le mani con i suoi grigi, pensando solo che è leggera, ci vuole tempo". Biggio così descrive il suo fare: "È difficile realizzare una scultura di cenere. Se la vuoi alta quanto due palmi di mano, devi bruciare più di mezzo quintale di legna scegliendo quella giustamente stagionata. Senza l’aiuto di colla o cemento ti allei con la natura e col tempo, controlli la temperatura dell’acqua, i tempi d’impasto e di essiccazione, dosi l’esposizione all’aria e aspetti. E anche quando sei certo di aver combinato tutto in modo corretto, soprattutto allora, può succedere che la scultura si spacchi, si polverizzi e allora devi ricominciare daccapo".
Con i Musei Civici di Cagliari e Paola Mura esisteva già un rapporto di collaborazione: "Quando mi ha proposto di fare una mostra, avevo un buon numero di opere pronte, tutte inedite. Poi abbiamo deciso che lo spazio sarebbe stato il CArteC ed è stato inevitabile mettere da parte i lavori realizzati, perché il CArteC sollecita un’interpretazione e invita ad un confronto", conclude Biggio.

Questo è il tempo della tensione fra la morte e la nascita / Il luogo della solitudine dove tre sogni s'incrociano / Fra rocce azzurre,  scrisse T. S. Eliot nel suo celebre poema "Ash Wednesday", Mercoledì delle ceneri. 
"Sénne è prima di tutto materia, traccia, memoria; progetto scaturito dentro l'eco di uno spazio vuoto, ferito, vissuto, sofferto, offerto"
, scrive nelle sue note Efisio Carbone, assistente alla direzione della mostra. "Mettersi in relazione con il luogo, spalla contro spalla in un dialogo complesso di interpretazioni, metafore, considerazioni. Questo è in breve il momento fecondo di gestazione, quando il curatore intuisce e l'artista crea... Eccole le sculture di Alessandro Biggio, fatte di sola cenere e acqua, impastate come terra primordiale; compresse, impresse da movimenti energici e istintivi delle mani". 

***

La ricerca di Alessandro Biggio ha come principale oggetto la "materia umana". Attraverso sculture, disegni e installazioni il suo lavoro evoca un profondo senso di precarietà, sempre in bilico tra fine ed inizio, tra disfacimento e forma. Si esprime utilizzando materiali semplici, come l’argilla di scarto e come la cenere, o complessi, come la relazione con l’opera di altri artisti. Nel 2017 è stato artist in residence presso AIR-Krems (Austria).


www.museicivicicagliari.it
 

 

 




12-04-2018
 


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23-04-2018
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