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    21 agosto 2017
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MARINA CAFÈ NOIR

Il mare intorno


Quindici anni di Marina Cafè Noir. Quindici anni di storie resistenti, di letterature applicate. Il Festival, organizzato come sempre dall’associazione culturale Chourmo, torna a Cagliari da venerdì 1 a domenica 3 settembre dopo una lunga serie di appuntamenti declinati in tutto l’anno, tra Cagliari, Torino, Milano e Toulouse.
Tre giornate dense di appuntamenti con scrittori, musicisti, storici, giornalisti, attori, antropologi, sociologi e urbanisti che animeranno Il Giardino sotto le Mura e il Terrapieno, sotto le mura di Castello, sul versante dei campi sportivi.
Autori francesi, spagnoli, americani, cubani, iraniani per la prima volta in Sardegna a raccontare le loro storie. Storie nere, spesso, come nero è il filo conduttore di questo quindicesimo anno, un ritorno alle origini del Marina Cafè Noir.
Il mare intorno è invece il tema scelto per questa edizione del Festival, un omaggio alla Sardegna, alle sue bellezze e alle sue contraddizioni. Una riflessione sull’attualità, su quello che succede a chi guarda il nostro mare come una speranza. Ma anche un omaggio all’opera e allo spessore umano e intellettuale di Giulio Angioni, scrittore e antropologo che molte volte è stato ospite del Marina Cafè Noir. Dal suo “Il Mare Intorno” (Sellerio), il reading in una delle prime edizioni del Festival.


Il Festival

Ogni sera si comincia alle 18 con il primo incontro, si prosegue poi fino a notte con presentazioni e performance attorno ai libri di autori esordienti o già affermati. Tra gli ospiti stranieri Brian Panowich, Johnathan Lee, Bjorn Larsson, Kadeer Abdolah, Sandrine Collette, Philippe Georget, Abilio Estevez, tra gli italiani ci saranno Marco Aime, Simona Vinci, Antonella Lattanzi, Marta Federica Ottaviani.
Spazio a fine serata al momento più spettacolare del festival con sonorizzazioni, reading e concerti: progetti inediti di Chourmo che partendo dalle suggestioni dei libri di Bjorn Larsson, Brian Panowich, Simona Vinci, Antonella Lattanzi e Philippe Georget coinvolgeràanno narratori e musicisti. Anche in questa edizione ci sarà un omaggio tra parole e musica a personalità del mondo culturale che non ci sono più: venerdì 1 si ricorderà Giulio Angioni, sabato Marc Porcu, domenica Derek Walkott.


Il programma

Si comincia venerdì 1 settembre ai campi sportivi del Terrapieno, dove alle 18 Maurizio Memoli e Veronica Chisu dialogano con Björn Larsson. Una riflessione, quella insieme all’autore svedese di “La vera storia del pirata Long John Silver”, attorno al bisogno di libertà, intesa come traguardo possibile soltanto in relazione con gli altri. Una storia di mare, dove Larsson spesso scrive e riflette, a bordo di quel suggestivo studio galleggiante che è la sua barca.
Alle 19 è sul palco la grande attualità, con l’incontro tra Marta Federica Ottaviani, Francesco Abate e Niccolò Migheli. Una conversazione con l’unica giornalista italiana ad aver soggiornato in Turchia per otto anni. Dal suo punto di osservazione è nato il libro “Il Reis. Come Erdogan ha cambiato la Turchia”, un volume che restituisce con chiarezza la grande complessità di un Paese al centro dei più grandi interessi geopolitici contrapposti.
Alle 20 l’appuntamento è al Giardino sotto le Mura, dove va in scena il volume “Vidas – Tredici racconti da Cuba”, in collaborazione con il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Cagliari. Protagonisti gli studenti del corso di studi in Traduzione Specialistica dei Testi, insieme alla professoressa Maria Cristina Secci, curatrice del libro. Sul palco le letture di Giacomo Casti e le musiche di Stefano Minnei ad accompagnare Abilio Estévez, scrittore, drammaturgo e poeta cubano, in Italia pubblicato da Adelphi, che da sempre orienta la sua produzione verso un’indagine profonda sul tema del mare.
Dal Centro al Nord del continente americano con Brian Panowich, musicista e scrittore statunitense alla sua prima volta in Italia. L’autore di “Bull Mountain”, ottima scoperta della casa editrice NN di Milano, dialoga alle 21 con il musicista e conduttore radiofonico Gianmarco Diana. Una conversazione incentrata sulla saga della famiglia Bourroughs, dagli anni del proibizionismo sino ai giorni nostri, un’indagine ad ampio spettro sul rapporto tra il mondo criminale e la montagna, che sa nascondere e occultare.
Alle 22 uno degli appuntamenti più attesi di questa quindicesima edizione: l’omaggio al grande scrittore e antropologo Giulio Angioni, amico generoso del Marina Cafè Noir sin dai primi vagiti del Festival, nel 2003. Sul palco la voce di Cristina Maccioni e la fisarmonica di Stefano Minnei, per una lettura tratta da “Il mare intorno”, l’opera di Angioni a cui è simbolicamente dedicata questa edizione della rassegna.
Alle 22.15 va quindi in scena il primo reading del cartellone 2017, “L’ultima avventura del pirata Long John Silver”, tratto dalle opere di Björn Larsson con Daniel Dwerryhouse voce narrante e le musiche di Arrogalla e Mauro Palmas.
Alle 23 cala il sipario sulla prima giornata del Festival con un’altra lettura musicale, dal titolo “Radici di sangue” e tratta dal romanzo di Brian Panowich “Bull Mountain”. In scena Felice Montervino, talentuoso attore cagliaritano e già da tempo rodato reader per il Chourmo, insieme a un’eccezionale ensamble di musicisti: Diego Pani, Luigi Frassetto, Edoardo Meledina e AlessandroCau.


Sabato 2 settembre si ricomincia alle 18, ai campi sportivi del Terrapieno. Primo appuntamento è un incontro dall’alto valore letterario, quello tra la giornalista Maddalena Brunetti e la scrittrice Simona Vinci (nella foto), autrice di “La prima verità”, premio Campiello e premio Volponi nel 2016. Un dialogo su “una sofferenza vigile e consapevole”, come Simona Vinci definisce la malattia mentale, argomento centrale di questo suo forte, intenso, doloroso romanzo.

Alle 19 un nuovo appuntamento cruciale per il tema del Festival, “Il mare intorno”, questo tema che ci porta a riflettere sulla nostra vita di isolani e sull’incontro con l’altro, con il diverso, con chi quel mare lo attraversa spinto da un destino tremendo. Un appuntamento dal titolo “Migranti – L’altro dietro il mare”, una conversazione con l’antropologo e scrittore Marco Aime e con Davide Madeddu, studioso dei CIE e degli altri luoghi di detenzione per migranti. Conduce l’antropologo e esperto di migrazioni Francesco Bachis. “L’incontro ha un costo – scriveva Sergio Atzeni – pagarlo è inevitabile”.
Dalle 20 il palco centrale è quello del Giardino sotto le Mura, che accoglie una grande autrice internazionale: Sandrine Collette, scrittrice parigina già vincitrice del Grand Prix de littérature policière. “Resta la polvere” (Prix Landerneau du polar) è il suo primo romanzo tradotto e pubblicato in Italia. Conduce l’incontro Lucia Cossu.
Alle 21 è la volta di una delle voci più interessanti e più riconosciute della letteratura europea, quella di Kader Abdolah, scrittore iraniano divenuto cittadino olandese, capace di unire la tradizione orientale con un rinnovamento e una contaminazione dei temi. Insieme alla giornalista Francesca Fradelloni, una conversazione su “Un mosaico di storia – Bazar d’Europa”.
Alle 22 un nuovo, toccante momento di questo Marina Cafè Noir: sul palco il Chourmo al completo per un ricordo collettivo di Marc Porcu, storico compagno di viaggio del Festival, poeta e apprezzato traduttore francese di Sergio Atzeni, Joyce Lussu, Giulio Angioni, Francesco Abate, Luciano Marrocu.
Chiusura di serata poi affidata alle performance. Alle 22.15 il reading tratto da “La prima verità” di Simona Vinci, con la giovane attrice cagliaritana Emilia Agnesa e le musiche dei Safir Nou, uno dei progetti sonori più interessanti e innovativi della scena sarda contemporanea. Alle 23 invece è la volta di “Giusto e sbagliato”, tratto da “Una storia nera” di Antonella Lattanzi, con Francesca Saba voce narrante e le musiche di Chiara Effe, Alessandro Atzori, Rubens Massidda e Frank Stara.

E l’ultima giornata della quindicesima edizione del Marina Cafè noir, domenica 3 settembre, si apre alle 18 ai campi sportivi del Terrapieno proprio con Antonella Lattanzi. Un incontro dal titolo “Storie nere” condotto dalla giornalista Maddalena Brunetti.
Alle 19 nuovo appuntamento con i grandi temi legati all’attualità: l’antropologa Alessandra Marchi presenta “Le nostre rivoluzioni”, un dialogo con Tatiana Montella del Collettivo Degender Communia. Un focus sulla violenza contro le donne, sulla negazione della libertà. Al Marina Cafè Noir voci di donne che non ammettono più di essere soffocate, negate, oltraggiate, ignorate.
Dalle 20 poi tutti al Giardino sotto le Mura per “Stagioni di malinconia”, nuovo incontro con un altro esponente della grande letteratura francese: Philippe Georget, giornalista e scrittore giramondo, vincitore con “D’estate i gatti si annoiano”, suo romanzo d’esordio, del Prix SNCF du Polar e del Prix du Premier Roman Policier de la ville de Lens. A dialogare con l’autore il giornalista cagliaritano Nicola Muscas.
Alle 21 è la volta di Jonathan Lee (nella foto), scrittore inglese che vive e lavora negli USA, autore de “Il tuffo”, il primo dei suoi tre romanzi a essere pubblicato in Italia. Conduce la conversazione Marco Cassini, editore di Sur e storico co-fondatore di Minimum Fax, si occuperà della traduzione un’interprete d’eccezione: Martina Testa.
Dalle 22 le ultime performance del Marina Cafè Noir 2017. Si comincia con l’omaggio al premio nobel Derek Walcott, che sempre ha trovato nel mare il principale motore narrativo delle sue storie. “Mappe del nuovo mondo” si chiama il reading ideato e interpretato da Giacomo Casti e Arrogalla.
A seguire, alle 22.15, Elio Artemalle porta in scena “Gatti e tradimenti”, una lettura ispirata ai romanzi di Philippe Georget con l’incalzante accompagnamento dei Mambo Django.
Infine alle 23 la “Fiesta Final”. Sul palco Rossella Faa e Renzo Cugis, cantanti e intrattenitori ironici e divertenti, brillanti e leggeri ma mai superficiali. Con loro sul palco Giacomo Deiana, Nicola Cossu e Stefano Sibiriu


La Mem – Mediateca del Mediterraneo ospiterà dal 28 agosto all'11 settembre "Volti", la galleria degli autori che negli anni hanno partecipato a Marina Café Noir firmata da Alec Cani e Rosi Giua. Parallelamente si potrà vedere "Quelli dall'utopia sconfinata", immagini dall'edizione 2016 del Festival di Alec Cani, e si potrà consultare la guida bibliografica e musicale sul Festival a cura dell'associazione Tusitala.

Nella prima settimana di settembre al giardino sotto le Mura saranno allestite "Parole africane", mostra di parole e immagini di Marco Aime, e "Il mare di Valentina", disegni di Valentina Fanni a cura dell'associazione Peter Pan.

Laboratori, seminari, formazione.

"Fare i libri, come funziona una casa editrice" è il seminario a cura del dipartimento di Filologia, letteratura e linguistica dell'Università di Cagliari e della Scuola del Libro di Marco Cassini in programma tra 1 e 7 settembre.
Tra 27 e 30 settembre alla Mem si celebrerà invece la Festa delle biblioteche, evento organizzato da Aib che coinvolgerà Marina Café Noir, Festival Nues e Festival Sa Ruga. Prosegue per il secondo anno, inoltre, la collaborazione con tre scuole superiori cittadine, che darà agli studenti la possibilità di realizzare un percorso di alternanza scuola-lavoro.
Marina Cafè Noir collabora tutto l’anno con molti protagonisti della vita culturale isolana, italiana e internazionale. Oltre allo storico rapporto con la Rete dei Festival del Caffè Sospeso, quest’anno MCN ha avviato alcuni importanti nuovi legami: Superfestival del Salone del Libro di Torino, La Grande Invasione di Ivrea, I Boreali di Milano, Toulouse Polars du Sud di Toulouse, oltre al prestigioso sostegno – per la prima volta in Sardegna – dell’enciclopedia Treccani.

Tutti gli incontri sono liberi e gratuiti


www.marinacafenoir.it 

 




12-08-2017
 


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21-08-2017
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