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    30 ottobre 2020
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Bersaglio di notte

Face off

Si intitola BERSAGLIO DI NOTTE la mostra ospitata al Murats (Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda)di Samugheo fino al prossimo 17 giugno, che si inserisce nella rassegna “Face off”, una finestra aperta sulla scena dell’arte contemporanea in Sardegna. In esposizione, nella prima sala del Museo, le opere pittoriche di Max Mazzoli e quelle fotografiche di Francesca Randi. La notte, il tema della mostra, come si intuisce dal titolo. Che si rifà al film del 1975 diretto da Arthur Penn, una pellicola dove nulla viene esplicitamente dichiarato e tutto rimane quasi schermato dalla mancanza di “luce”.Una condizione, questa, che evoca nell’uomo qualcosa di magico, temibile, mistico e seducente. Anche nell’arte.

I lavori di Mazzoli (nato a Livorno nel 1953, si divide fra Toscana e Sardegna, dove attualmente vive, a Sassari) raccontano paesaggi notturni, urbani, di campagna, interni di edifici senza presenza umana, dove ciò che conta è il velo di mistero che incombe in ogni opera, dato anche dal forte contrasto con lo scintillio delle luci artificiali: una macchina che sfreccia illuminata dalle luci dei lampioni, un gruppo di lavoratori dentro una fonderia, alcuni homeless raggruppati attorno ad un fuoco improvvisato. Alcune delle “inquadrature” sono tratte da frame di film, mentre altre sono “costruzioni” dell’artista.

Gli scatti di Francesca Randi sono invece incentrati sul concetto di Realismo Fantastico e Perturbante. Attraverso le immagini della fotografa, che vive e lavora a Cagliari, trovano espressione le proiezioni inconsce, le rimozioni, i desideri e le aspirazioni. Il realismo fantastico rappresenta una presa di posizione con mezzi estremi contro la precarietà del reale. Il perturbante, ciò che porta angoscia, è qualcosa che  cela in sé un che di straniero, sconosciuto, enigmatico. “Tutto ciò che pensavamo fosse rimosso dalla nostra coscienza, complessi infantili, convinzioni personali o pregiudizi,  riemerge creando una condizione instabile alla nostra identità e in genere uno stato di angoscia”, diceva Sigmund Freud. Il risultato finale dei lavori della Randi è una rappresentazione artistica reale quanto onirica, dove elementi quotidiani, oggetti e luoghi si mescolano a visioni oscure strappate alla fantasia.

 




23-04-2015
 

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30-10-2020
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