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    27 ottobre 2020
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Mostra: Omphalos

secondo appuntamento del progetto Arte, Design e Libri di Sardegna



Venerdì 28 novembre ore 19.00



Presenta la mostra Antonello Cuccu



la mostra sarà visitabile tutti i giorni dal 28 novembre al 31 dicembre 2008





Prende forma nella profondità della terra con la mostra di TERRAPINTADA, secondo appuntamento del progetto Arte, Design e Libri di Sardegna della libreria Odradek/interno4 nato qualche mese con il rinnovamento della libreria e l'allestimento della "sala sarda".



Progetto che prende vita grazie alla collaborazione e al supporto di alcuni  importanti e ricosciuti artisti/artigiani sardi che hanno scelto di portare le loro "forme" tra le "parole", profondamente convinti che il confronto tra espressioni diverse sia la ricchezza culturale di un popolo, sperimentiamo in nuovi luoghi incontri con chi usa le mani per esprimere la passione per la propria cultura.





Da Bitti, nell'entroterra sardo, dall'universo dei pastori, da un mondo oggi arcaico e modernissimo nascono le ceramiche desiderate, progettate, sperimentate, realizzate interamente a mano da un trio di artigiani-designers noto come Terrapintada.



"Pintare il pane" significa lavorarne la pasta con consapevolezza; poi decorarla, arrichendola di segni; infine cuocerla con attenzione in quanto quella particolare materia è destinata a diventare nutrimento "distinto".



Come quel pane, dopo la dura prova del fuoco, così vengono realizzate le scelte ceramiche marchiate terrapintada: amore profondo per la Sardegna.







Omphalos





Cercare “un centro di gravità permanente” ovvero un baricentro, un luogo delle profondità” che possa risultare “il” punto di equilibrio o meglio di annullamento di tutte le forze, una condizione posta “aldilà del bene e del male”, è aspirazione comune. E chissà perché questo “ombelico del mondo”, omphalos per gli antichi, è da ricercarsi in un buio, in uno spazio posto ancora più in fondo e che, forse, una volta trovato, come cosa viva e preziosa, debba brillare di luce. Probabilmente il ricordo dell’astro notturno, divino e sovrano fra tutte le stelle, Luna che ciclicamente muore e rinasce, si accende e si spegne, è nella nostra carne e regola il nostro calendario genetico. Quella luce, via via sempre più piena nella notte, è vita e speranza. Ad essa, dagli esseri umani immaginata quale avvocata a difesa delle fragilità, si dedicano ancora accorate parole di preghiera e di poesia.





Terrapintada, con omphalos, ombelico della Dea, lampada in porcellana conformata a Luna piena, ha voluto rappresentare l’astro che è muto di giorno ma diviene vivo, impossessandosene, nella notte. Punto luminoso e centrale nel cielo della stanza, origine del linguaggio nella notte di fuori e fra le presenze della casa.





Omphalos: luce-vita notturna del sotto da non confondere con nessun’altra di sopra. Luce sussurrata, dilatata e immensa, protettiva. Un omaggio alla voce interiore di Carmelo Bene, al flusso cosciente di James Joyce, ad Alida Valli bellissima col volto velato di lacrime che chiama Franz disperatamente, a Pier Paolo Pasolini che ci ha molto amato.



(A. Cuccu)


28-11-2008
 
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27-10-2020
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