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    7 luglio 2020
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Frida che nacque due volte

una produzione Fueddu e Gestu

di Francesca Falchi



Domenica 23 novembre 2008

Centro Teatrale Fueddu e Gestu-Vilasor



Martedì 25 novembre 2008

Auditorium del Conservatorio-Cagliari





Una produzione di

Fueddu e Gestu 

 

adattamento e regia di Giampietro Orrù

 

con Maura Grussu, Nanni Melis, Raffaella Nioi, Laura Nioi, Nino Landis

e la partecipazione straordinaria di Pablo Volta

adattamenti musiche e canti di e con Ottavio Farci, Veronica Maccioni, Roberto Bernardini, Bruna Pintus e Carlo Plumitallo

scene e costumi di Giampietro Orrù

audio e luci Rossano Orrù, Gianni Erbi

 

 

Doppio appuntamento con Fueddu e Gestu e Frida che nacque due volte di Francesca Falchi, adattamento e regia di Giampietro Orrù.

 

Domenica 23 novembre 2008 alle ore 19.00 lo spettacolo andrà in scena presso il Centro Teatrale di Fueddu e Gestu in Via San Sperate s.n.c., in collaborazione con l’amministrazione comunale, all’interno di un programma di attività culturali promosse dal Comune di Villasor.


Costo del biglietto 5 euro

 

Martedì 25 novembre 2008 alle ore 20.30 Frida che nacque due volte sarà a Cagliari all’Auditorium del Conservatorio. L’intero incasso della serata, promossa dall'associazione Il Girasole Onlus in collaborazione con le Missionarie Somasche con il patrocinio della Provincia di Cagliari, verrà devoluto a favore del progetto "Ranch San Girolamo": fattoria sociale per l'inclusione sociale di giovani-adulti coinvolti nel circuito penale, portato avanti dalle missionarie somasche.

 

Costo del biglietto 20,00 euro (euro 15 in prevendita)

Info: tel. 3471163544

 

 

“Pochi titoli racchiudono le molteplici dimensioni dell’opera che rappresentano.

Frida che nacque due volte è la messa in scena della realtà di un personaggio, Frida Kahlo, che è insieme natura e artificio e nel suo determinarsi è verità, sempre: è vita, gioco, maschera, teatro, arte.

Frida, nella finzione come nel vissuto, è opera di se stessa.

Nessun inganno è più palese di uno specchio e nessuno è il più veritiero.

Frida è sguardo che indaga, che cerca se stesso e lo trova nella distanza e nell’oscurità. È flusso di energia che conquista un ritmo nel dialogo tra gli opposti, che attraverso la spinta di un esigenza vitale costruisce il senso di un’umanità profonda.

A partire da un testo poetico di Francesca Falchi, il regista e scenografo Giampietro Orrù costruisce una drammaturgia scenica che articola gesto, parola, musica, canto e danza, secondo modalità proprie del teatro popolare e delle origini (carattere specifico del teatro di “Fueddu e Gestu”), scandisce un percorso emozionale per flash successivi, quasi un susseguirsi dinamico di scatti fotografici, parallelamente alla sequenza reale di fotografie che sulla scena traducono il racconto biografico del personaggio in una alternanza di personale e impersonale, di soggettivo e di oggettivo.

Compartecipe di questo punto di vista (soggetto/oggetto) è anche il pubblico che, all’inizio della rappresentazione, la figura emblematica di un fotografo (nella realtà e nella finzione) inquadra in uno scatto.”

                                                                                                       Giuseppina Cuccu

 

“Lo spettacolo è ricco, di quella abbondanza barocca che il Messico ben conosce. Combina una sequenza di immagini, inghiottite dal buio scenico, che si susseguono in una esplosione di colori e balze e di sorprendenti richiami all’opera della pittrice. La compagnia interpreta magistralmente la vita e l’opera di Frida Kahlo invitandola al tavolo sardo. Giampietro Orrù sovrappone le componenti sarde a quelle messicane e viceversa, lasciandole respirare. Non si mescolano, ma si toccano. Le si può distinguere ma non si può più separarle. Rivivono i Giuda, giganti di cartapesta, i ricami a punto croce su legno sughero e pelle. Frida entra nella sarditudine senza perdere la messicanità, è sincera, è una bambola che sotto i merletti culla il suo dolore. Entra in una cornice e si lascia dipingere. Adorare. Soffrire.”

                                                                                                    Maria Cristina Secci 

 



24-11-2008
 
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