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    7 luglio 2020
Home > Cartellone > "Se tu avessi parlato" discorsi immaginari di donne arrabbiate
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CARTELLONE

 



"Se tu avessi parlato" discorsi immaginari di donne arrabbiate

un collage di tre monologhi su testi di Elsa Morante, Christine Brückner e Valeria Pa


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ï‚· ELSA MORANTE: “Antigone”

ï‚· CHRISTINE BRUCKNER: “Sei felice ora, Agamennone?”

ï‚· VALERIA PARRELLA: “Il verdetto”



prendono parte all’esito scenico gli allievi:

VALENTINA FENZA, PAOLA MASALA, DANIELA MUSIU.

il costume di “Clitennestra” è di LUCIANO BONINO



regia

MARCO PARODI



collaborazione tecnica di JOANA COELHO

organizzazione “Quattro Donne”


 Venerdì 23 maggio, alle ore 17, nel Centro Sociale di Isili (Corso Vittorio Emanuele)


“... noi, le figlie degli uomini colti, ci troviamo fra Scilla e Cariddi. Dietro di

noi sta il sistema patriarcale; le pareti domestiche, con il loro nulla, la loro

immoralità, la loro ipocrisia, il loro servilismo. Dinnanzi a noi si apre il

mondo della vita pubblica, con la sua possessività, la sua invidia, la sua

aggressività, la sua avidità. L’uno ci tiene prigioniere come schiave

nell’harem; l’altro ci obbliga, come bruchi l’uno in fila all’altro, a fare il

girotondo attorno all’albero sacro della proprietà privata. La nostra è una

scelta fra due mali. L’uno peggiore dell’altro”.


Virginia Woolf





ï‚· ELSA MORANTE: “Antigone”

da “Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante. (Allieva Valentina Fenza)



(Antefatto): “La religione del Sole determina, coi suoi responsi

inquietanti, dapprima Laio, re di Tebe, a sopprimere il proprio figlio

Edipo appena nato; e, in seguito, lo stesso giovane Edipo a fuggire

dalla famiglia putativa che per caso lo aveva sottratto (bambino

ignoto e inconsapevole) al sacrificio paterno. Ma la fuga non serve a

salvare Edipo dal suo destino: che lo vuole parricida, incestuoso e re

della città delle sette porte. Finché un giorno, riconoscendo nella

peste che devasta la città il segno della propria colpa e della

maledizione solare, Edipo si acceca con uno spillone della madremoglie

suicida; e si condanna alla mendicità e all’esilio, trascinandosi

dove capita, accompagnato dalla figlia Antigone. L’ultima sua stazione

predestinata, dove trova una fine e una sepoltura, è Colono, luogo

consacrato alle Furie della Notte (dette anche le Eumenidi, cioè le

Benigne).”

Elsa Morante trasferisce la vicenda in una sera di novembre del 1960, all’interno del policlinico, in un corridoio attiguo al reparto Neuro-deliri, che sul fondo mostra un vano buio con una scala in discesa, di cui si distinguono i primi gradini: l’obitorio. Attraverso i muri risuona dal reparto il CORO DEI RICOVERATI, una confusione di voci tramortite dai calmanti, una specie di novena discorde e sconclusionata. Una tragedia rivolta ai “felici pochi” che mantengono la coscienza e il senso della bellezza: i ragazzi, ingenui custodi dell’unica felicità possibile, quella dell’innocenza astorica e barbara. Per Elsa Morante, il mondo è profondamente malato, malato e inguaribile. Siccome i bambini e gli adolescenti sono depositari unici di una purezza di una fiducia nella vita che l´uomo non può che aver perduto, senza che nessuna ricetta ideologica proposta gliela faccia ritornare, allora la salvezza per l´uomo può venire solo dalla bellezza e dalla letteratura come espressione di vitalità. Nasce a Roma il 18 agosto del 1912. Nel 1936 conosce, tramite il pittore Capogrossi, Alberto Moravia che sposerà nel 1941. Nel 1943 inizia a scrivere il suo primo romanzo Menzogna e sortilegio, Nel 1948, dopo un primo viaggio in Francia e in Inghilterra, esce Menzogna e sortilegio, con cui vince il premio Viareggio. Il suo secondo romanzo è L'isola di Arturo, che esce con notevole successo nel 1957, vincendo il premio Strega. Nel 1962 si separa definitivamente dal marito e nel 1974 esce, ottenendo un immenso successo popolare, ma suscitando diverse polemiche e riserve, il suo terzo romanzo La storia. Nell'aprile del 1983 tenta il suicidio aprendo i rubinetti del gas, ma viene salvata da una domestica. Muore a Roma il 25 novembre del 1985.


 


ï‚· CHRISTINE BRUCKNER: “Sei felice, ora, Agamennone?”

(Allieva Daniela Musiu)



Quando Agamennone sacrificò Ifigenia per poter salpare

verso Troia, l'amore di Clitennestra per il marito mutò in

odio e durante la sua assenza dovuta alla guerra di

Troia, divenne amante di Egisto. Fu proprio con l'aiuto

di quest'ultimo che Clitennestra riuscì a ucci dere suo

marito Agamennone, tornato trionfante dalla guerra, ed

il suo bottino, la principessa troiana Cassandra, per

vendicare la morte di Ifigenia. I due regnarono per sette

anni, finché furono assassinati da Oreste, a cui il dio

Apollo aveva ordinato di punirli per vendicare la morte

del padre Agamennone. In questo appassionato, straziante monologo

Clitennestra parla ad Agamennone che giace sul feretro.

Là dove i ruoli si scambiano, dove è la donna a parlare

e l’uomo a tacere, anche la storia si ribalta.

“...Quale donna può dire di non aver mai pensato di

uccidere, di non aver mai sognato di uccidere? Ella

mente! dico io. Cento volte ho pensato di uccidere,

prima che tu facessi di me un’assassina. Tua è la colpa.”


Christine Brückner, nata nel 1921, vive e lavora a Kassel. Autrice di diversi romanzi, ha scritto racconti, radiodrammi e testi per il teatro. Uno dei testi che è stato portato sui palcoscenici, anche d'Italia, è "SE TU AVESSI PARLATO DESDEMONA", una raccolta di undici monologhi immaginari di undici donne arrabbiate e appassionate che, oscurate com'erano della fama e della popolarità dei loro grandi uomini, per la prima volta escono dal silenzio e dall'anonimato, per diventare protagoniste indiscusse della scena!Le più conosciute sono senz'altro Desdemona, Clitennestra, la famosa Laura di Petrarca, la poetessa Saffo, Maria la Madre di Gesù, ma ci son le voci di Caterina moglie di Martin Lutero, Christiane moglie di Goethe, Effi Briest moglie del Barone Instetten, Gudrun Ensslin che fu una delle donne della RAF, ed anche donne ateniesi come Megara e Lisistrata e la stessa autrice Christine Brückner!

Gli uomini sono assenti: chi fugge come Petrarca, chi dorme come Lutero, chi, essendo morto come Agamennone, non può controbattere. Solo Otello resta immobile e ascolta la sua Desdemona, segno che qualcosa è cambiato!


 ï‚· VALERIA PARRELLA: “Il verdetto”

“Io amavo Agamennone, e se non era mio non poteva più Essere.”



(Allieva Paola Masala)



La giovane Clitemnestra, ragazza borghese, si ritrova spaesata e incuriosita

nell’ambiente del marito Agamennone, un boss: Tutto ‘sto teatro me

piaceva, dice lei, stupita e come affascinata da un mondo crudele che

ancora non conosce nei suoi dettagli drammatici. Ben presto, però,

Clitemnestra si ritrova a fare i conti con le sue pulsioni: rabbia, vendetta, amore? Ne Il

verdetto Valeria Parrella ha ambientato il mito di Clitemnestra nella Napoli degli anni ottanta: una storia d'amore e sangue fra mito e quotidianità.

Può un antico mito greco rivivere in una crudele storia di amore e tradimento che nasce e si sviluppa nell’inferno della società di oggi? Questo testo lo suggerisce con forza. Un amore che tuttavia porta con sé il richiamo del sangue, la pulsione omicida. È una pulsione che viene da lontano, dall’antichità più oscura e profonda. Perché la logica del sangue è cupa ma rigorosa, nonostante tutto. Una vicenda emblematica, sospesa tra un passato ancestrale e un presente terribile, chiusa in un circolo di sentimenti radicali ed estremi. Valeria Pa rrella ci offre un ritratto femminile di rara efficacia e incisività: l’intransigenza dell’amore umiliato, la rabbia di una moglie stregata dalla sua stessa immensa passione. E il mito classico rivive, col suo grande cuore pulsante.

Valeria Parrella Nata a Torre del Greco (Na) nel 1974, vive a Napoli. Laureata in Lettere

Classiche, interprete della Lingua Italiana Segni, lavora all’Ente Nazionale Sordomuti di Napoli. Collabora con la redazione napoletana de La Repubblica e con Marieclaire. Ha pubblicato la raccolta di racconti Mosca più balena nel 2003 per minimumfax. Suoi scritti sono apparsi sulle riviste: Nuovi Argomenti, Origine, Accattone. 




23-05-2008
 
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07-07-2020
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