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    30 ottobre 2020
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CARTELLONE

 



Mostra fotografica di Federico Patellani

Un fotoreporter in Sardegna 1950-1966

La mostra inaugurata mercoledì 2 aprile alle ore 18.00 alla presenza degli scrittori Goffredo Fofi e Salvatore Mannuzzu, è realizzata con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, in collaborazione con il Consorzio Camù, e ideata e organizzata da Imago Multimedia.Il progetto editoriale, che comprende il catalogo della mostra, è patrocinato dalla Regione Autonoma della Sardegna con contributo del Consorzio Finsardegna.Settantasei gli scatti in bianco e nero proposti, che fissano alcuni momenti dei viaggi che Patellani effettuò nell’Isola e con cui seppe raccontare con semplicità un’isola complessa, rude ma gentile. Dal Sulcis alla Barbagia, i suoi reportage descrivono un’isola diversa da quella degli stereotipi di banditi e pastori proposta sui giornali italiani come l’ultima frontiera dell’esotismo, fornendo invece il ritratto di un popolo disorientato, ma orgoglioso e autentico. Le sue immagini e i servizi sulla Sardegna sono racconti noti in tutto il mondo, fotografie celeberrime del Neorealismo italiano. Non sono scatti decorativi, sofisticati o studiati, ma piuttosto immagini che forniscono al lettore gli elementi essenziali per conoscere la realtà descritta, talvolta davvero misera.



Dietro l’obiettivo si percepisce una profonda compassione per le storie raccontate: vite vere di uomini e donne.Con maestria Patellani rimanda ad una Sardegna che era però anche Italia: profonda, dimenticata, che all’indomani del ventennio fascista e della guerra appariva come una regione profondamente ferita e disorientata. Patellani racconta di una sofferenza e una umanità totale: l’amaro della vita è universale. Federico Patellani (Monza 1911-Milano 1977) è stato uno dei più grandi autori del reportage italiano. Colto e sensibile narratore, la sua opera e il suo stile, focalizzati sul tentativo di farsi documento oggettivo della realtà, diedero vita al fotogiornalismo impegnato. Da lui promosso attraverso la collaborazione con la rivista «Tempo», settimanale diretto da Alberto Mondadori. Definì il giornalista-fotografo “di nuova formula” e le caratteristiche del reportage: chiarezza, comunicatività, rapidità, gusto nell’inquadratura, esclusione dei luoghi comuni, “cosicché le immagini appaiano viventi, attuali, palpitanti, come lo sono i fotogrammi di un film.” La forza comunicativa della sua teoria toccò i vertici quando inventò i fototesti, documentari ad immagini corredati da didascalie che scriveva egli stesso.



Dal 1952 lavorò per numerose testate fra le quali «Epoca», «La Storia Illustrata», «Successo», «Atlante», «La Domenica del Corriere». Collaborò inoltre con Mario Soldati e Alberto Lattuada e realizzò alcuni documentari televisivi.Il fotogiornalismo degli anni ’50, ’60 e’70 è una fonte documentale di storia sociale e culturale d’eccezionale interesse per gli storici e gli studiosi di scienze sociali. Per quanto riguarda la Sardegna, fu a lungo il mezzo più comune e semplice per conoscere, e “vedere”, una terra raggiungibile solo attraverso faticosi spostamenti e che restava in gran parte oscura e ignota, molto lontana dai circuiti del lavoro e del turismo di oggi. Per quanto veicolo di luoghi comuni e di facili approssimazioni (i.e. il mito romantico della terra incontaminata e selvaggia), il fotogiornalismo ha accompagnato e favorito l’incremento dei rapporti culturali fra l’isola e l’esterno, fattore cruciale in un processo di modernizzazione di cui la stessa stampa illustrata è stata testimone in prima linea.



La mostra sarà visitabile fino al 1° Giugno nei seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle 13.00; dalle 16.00 alle 20.00. Chiuso il lunedì per riposo settimanale. Per informazioni telefonare all’Exmà al numero 070666399.





31-03-2008
 
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30-10-2020
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