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    6 dicembre 2019
Home > Cartellone > Mastro gatto e i suoi stivali
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CARTELLONE

 



Mastro gatto e i suoi stivali

regia di Antonello Santarelli


da


Antonello Santarelli

 

con

Roberto Pusceddu e Luca Lecca

 

regia

Antonello Santarelli

 

genere: attori e pupazzi

durata: 50 minuti

 

Un mugnaio ha lasciato ai tre figli rispettivamente: un mulino, un asino e un gatto nero. Il più giovane dei tre, quello che ha ricevuto il gatto, è disperato, ma viene subito rassicurato dall’animale che gli promette di risolvergli i problemi di sopravvivenza.

Così la furba bestia si reca al palazzo del sovrano con in mente un piano: attirare la sua fiducia presentandosi come il servitore del Marchese di Carabas……

 

“Mastro Gatto e i suoi stivali” mantiene inalterata la struttura di base della fiaba originale di C. Perrault, ci sono: il giovane, il re, la principessa, l’orco, ma soprattutto il gatto e la sua astuzia.

La chiave dello spettacolo è incentrata sul personaggio spietato del gatto, che utilizza il giovane ingenuotto come fantoccio per raggiungere, non tanto il potere a cui non è interessato (avere potere significa anche avere responsabilità), quanto una ricchezza deresponsabilizzata da godere senza ulteriori fatiche. Il ragazzo, quindi, come strumento senza il quale il piano messo in piedi dall’animale non avrebbe senso; un gatto, in quanto non umano, non potrebbe mai possedere beni e non sarebbe mai considerato altro se non quello che è: un gatto (Ragazzo: Ma, un gatto rimane sempre e solo un gatto, buono solo a stravaccarsi al sole e a mangiare a sbafo).

 

La figura del re è quella di un avaro che si preoccupa sempre di ottenere senza dare nulla in cambio (Re: …un coniglio? Io non ho mai chiesto nessun coniglio. E poi chi lo paga questo coniglio? (…), è bello, è giusto che un Marchese appena arrivato faccia onore al re…), che non vede l’ora di appioppare la giovane e capricciosa principessa (rappresentata da una bambola di pezza) al primo possibile pretendente, meglio se con un adeguato tornaconto.

L’orco, dal canto suo, è il truffato, ucciso e derubato, ma il duello con il gatto è sicuramente ad armi pari: l’astuzia contro la forza e il potere.

Insomma in questa versione i due veri protagonisti sono il gatto e il re, che alla fine brindano felici e contenti del risultato ottenuto e dell’accordo raggiunto… tenteranno in futuro di raggirarsi a vicenda? Chi lo sa? Potrebbe essere un’altra storia.

 



13-03-2008
 
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06-12-2019
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