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    15 novembre 2019
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CARTELLONE

 



Ingannevole è il cuore

regia di Pierfranco Zappareddu

<<Parlando dei sogni, Dostoievskij sostiene che sono l’espressione visiva dei nostri desideri e delle nostre angosce sepolte nel profondo di noi stessi. Incuriosito da questa osservazione ho voluto saperne di più sull’argomento e ho cominciato a prendere nota di miei sogni. Leggendo quelle pagine, degli amici mi dissero che dovevo farci sopra un film; e così quello che doveva essere un oggetto di studio personale - cos’è un sogno? Perché i sogni prendono delle forme così diverse? – è diventato uno spettacolo che si intitola “Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa”. Non è una sorta di Amarcord personale, non intendevo cioè parlare di me, del mio passato in questo spettacolo, ma del “sogno” in quanto forma di espressione originale. I sogni traducono desideri e paure in maniera fantastica, in una forma totalmente libera; quando sogna l’uomo è coraggioso e audace come un genio. Nel mio spettacolo ho cercato di accogliere la sfida dei sogni che avevo visto… sugli spunti di partenza ho aggiunto naturalmente una parte di invenzione>>.


Per realizzare il “sogno” del suo ultimo spettacolo il regista ha impiegato al solito un giorno… un mese…un anno…Per illustrarci i colori il regista-pittore sottrae scene e i dettagli più fantasiosi e crudeli, senza mai scendere nel macabro. C’è di che impazzire davvero. Spogliandosi di tutto, anche della ragione, il regista ha una sola ambizione nascondersi agli occhi dei suoi simili. Mentre il suo corpo subisce l’insulto della decomposizione – viso emaciato, sguardo assente Zappareddu è un animale selvaggio – il suo spirito regredisce verso l’infanzia: sorride come un fanciullo quando il una delle attrici durante le prove gli pone scherzosamente in capo una ghirlanda di fiori, incoronandolo re dei pazzi; mente canta una nenia, prima di stendersi singhiozzando sotto un foulard a mo di coperta. <<dove sono? chi sono? sto diventando pazza? non schiacciarmi, non sono un verme…delira aggirandosi nella scena. Il sogno successivo ha la stessa magica grazia la stessa stupefacente bellezza. Se nel suo spettacolo più onirico Zappareddu <<non è stato abbastanza pazzo>> (Kezich), se qua e là il moralista ha preso la mano al poeta, non è per stanchezza inventiva ma per delle ragioni etiche. <<a ottant’anni un uomo ha soprattutto il compito di dire la verità, di trasmettere le sue esperienze agli altri>> ha ripetuto più volte. L’insistenza forse ossessiva che ha posto nella sua appassionata difesa della natura è giustificata dall’altezza della posta in gioco (la sopravvivenza dell’umanità). <<non è forse l’emozione, la sincerità del sentimento della natura che ci guida?. La domanda di Van Gogh descrive perfettamente lo spirito che anima il regista Zappareddu.


 

Interpreti: 

- ANNA MARIA MUSIU, FEDERICA SESTU, MISCHA FORTUNA

- SILVIA PIETRANGELI, VALENTINA ANGIUS

- UKA JESICA DEL CARMEN EDWARDS RAPU

- GA'



21-12-2007
 
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15-11-2019
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