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    15 novembre 2019
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CARTELLONE

 



Bachisio Spanu

epopea di un contadino sardo alla guerra

con Giovanni Carroni, Regia Marco Parodi







Giovedì 20 Dicembre ore 21.00



NUORO, presso il Teatro Eliseo via Roma



INGRESSO GRATUITO







Il protagonista è un fante della Brigata Sassari, un contadino della Sardegna che è al tempo stesso uno storico che espone, con i suoi poveri mezzi, in una lingua semplice, la terribile cronaca della Grande Guerra. riprendendo i temi affrontati da Emilio Lussu nel suo “Anno sull’Altipiano”, compresi quelli della inutile decimazione della Brigata, un sacrificio che ancora oggi chiede delle risposte.



Il testo è integrato da inserti tratti dal monologo teatrale di Francesco Suriano “Rocco ‘u stortu” (opera segnalata da Franco Quadri al Premio Riccione), ed è stato tradotto in Campidanese da Rossana Copez, che ha operato una radicale trasformazione linguistica rispetto al calabro-italiano dell'originale, lasciando però intatta la struttura drammaturgica voluta da Suriano, fatta di continui flash-back frutto di una memoria ingolfata da immagini terrificanti di morte e distruzione.







Su di esse abbiamo innestato le memorie di Emilio Lussu, lo sgomento che coglieva i soldati nell'attesa dell'assalto, in momenti resi tragici dall’incertezza della morte inevitabile, dall'atroce scoperta di aver conquistato trincee di cadaveri, allineati ai loro posti, uno a fianco all'altro. Ed alla sera il mulattiere che saliva l'erta cantava "Pro defender sa patria italiana distrutta s'est sa Sardigna intrea".







Il Generale Cadorna è convinto che “sull`Altipiano di Asiago si salva l'Italia e l'Onore dell'Esercito". Ma i suoi ufficiali "guardano con occhi fermi la realtà" come scriverà Camillo Bellieni, ed assistono sgomenti allo sfruttamento dei soldati sardi nelle azioni ordinate senza nessuna efficace ed adeguata preparazione dell'artiglieria, con i reticolati intatti. Per il generale Cadorna, all'infuori della vittoria, l'unico riposo è la morte. Ma il soldato Bachisio Spanu, nonostante sia semianalfabeta, riesce benissimo a comprendere che "i colonnelli e i generali non capiscono niente, ma proprio niente, tanto da sembrare che siano là per errore." E che certe azioni appaiono senza senso logico né militare, studiate apposta per far massacrare i soldari.







Nella Brigata Sassari, distrutta letteralmente una decina di volte, diventata nel secondo anno di guerra a reclutamento regionale, sono passati decine di migliaia di sardi. Dal reclutamento non si salvò nessuno in Sardegna. E tutti gli ufficiali della Brigata Sassari attendono con lucida consapevolezza che arrivi "il tempo dell'assurdo", degli assalti furibondi e disperati, armati solamente di un fucile contro un nemico formidabilmente preparato per la guerra, esacerbati dalla continua e immediata visione di una morte certa e infeconda.







Il monologo del “soldatino” Spanu Bachisio è sovrastato da sconvolgenti spezzoni di immagini tratte dai più importanti film che hanno affrontato l’argomento, come “UOMINI CONTRO” di Francesco Rosi, “LA GRANDE GUERRA” di Mario Monicelli, “ORIZZONTI DI GLORIA” di Stanley Kubrick, “UNA TRANQUILLA DOMENICA DI PASSIONI” di Jean-Pierre JEUNET e “ALL’OVEST NIENTE DI NUOVO” di Lewis Milestone, del 1930 e nel quale la Grande Guerra è vista dalla parte dei “crucchi” , un gruppo di studenti-soldati che scoprono anche loro come la guerra abbia poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica





14-12-2007
 
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15-11-2019
http://www.sardegnaspettacolo.it/index.php?nodo=cartellone&id=435