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    24 maggio 2019
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CARTELLONE

 



Si chiude il ventiseiesimo Festival Spaziomusica

"MusicaParolaMusica" Cagliari, 4 novembre > 8 dicembre 2007

 
Con le opere da camera di due compositori messicani, cala il sipario sul Festival Spaziomusica edizione numero ventisei. Un’edizione tutta all’insegna del rapporto fra musica e parola. Venerdì 7 dicembre, alla Cripta di San Domenico di Cagliari (ore 21), va in scena "Comala" di Ricardo Zohn-Muldoon, un atto per cantanti, attori ed esecutori su libretto tratto dal romanzo "Pedro Paramo" di Juan Rulfo (1917-1986), un’autentica pietra miliare per la letteratura latino-americana del secolo scorso. Sabato (8 dicembre, sempre alla Cripta alle 21) è invece il turno di "DeCachetitoRaspado", uno dei lavori più rappresentativi di Juan Trigos R.: un’opera di "hemoficciòn" su libretto del padre, lo scrittore e drammaturgo Juan Trigos S.

 

Ad affiancare cantanti e attori saranno in entrambi i casi gli strumentisti dell’ensemble Eastman BroadBand, formazione composta da allievi ed ex allievi dell'Eastman School of Music dell’Università di Rochester, negli Stati Uniti. Qui insegna Ricardo Zohn-Muldoon (professore associato di composizione), l’autore di "Comala", l’opera in programma domani sera (venerdì 7). Il compositore messicano (che ha avuto George Crumb tra i suoi insegnanti) aveva già scritto alcuni pezzi per ensemble e voce basati sul testo di "Pedro Palamo" prima di trarne questo lavoro più ampio (la durata è di circa cinquanta minuti) che ha debuttato nel 2001 (per essere poi rivisitato fra il 2003 e il 2004). Anche "Comala" non abbraccia in realtà l’intero romanzo di Juan Rulfo ma solo una parte di questa storia fatta di tante storie e personaggi che si intrecciano, appaiono e svaniscono dentro un flusso temporale dove non ci sono confini fra passato e presente, fra vita terrena e ultraterrena, e dove vivi e morti interagiscono dunque continuamente. Per rendere questa cifra del romanzo, nella sua opera Ricardo Zohn-Muldoon assegna ai personaggi viventi, costretti dentro i confini del tempo, la parola parlata, mentre ai morti lascia la libertà del canto. Il libretto di "Comala" è un collage di frammenti tratti senza alterazioni dal romanzo di Juan Rulfo, nel tentativo di rispettarne il linguaggio poetico.

 

A dare voce ai personaggi dell’opera, il soprano Daniela D’Ingiullo, il tenore Oscar De La Torre e l’attore Pino Ruberto con Lorenzo Mijares nel ruolo del narratore. Deidre Uckabay ai flauti, Andy Brown ai clarinetti, Dieter Hennings alla chitarra, Arthur Williford al pianoforte, Hanna Hurwitz al violino e alla viola, Florent-Renard Payen al violoncello, con John Hain e Baljinder Sekhon alle percussioni, compongono i ranghi dell’Eastman BroadBand. Scenografia e immagini sono di Luciano Trigos, la regia è di Lorenzo Mijares. Dirige Juan Trigos, sul palco anche la sera dopo (sabato 8 dicembre) per condurre cantanti e musicisti (con un organico in parte diverso) nell’esecuzione della sua "DeCachetitoRaspado".




07-12-2007
 
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