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    23 aprile 2018
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CARTELLONE

 



MONUMENTI APERTI 2018

XXII edizione

Monumenti Aperti, ventiduesima edizione. Nell'anno europeo del Patrimonio culturale la manifestazione, nata a Cagliari nel 1997 e organizzata dalla Onlus Imago Mundi, che coordina tutta la rete, supera ancora di più i confini regionali, sbarca per la prima volta in Puglia e bissa la presenza in Emilia.

IL TEMA. L’Unione Europea ha designato il 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale. Nella riflessione sul Patrimonio assume un valore centrale il concetto di diversità, che determina il panorama ricco e variegato (dei nostri paesi, delle nostre città, dei nostri paesaggi naturali e antropizzati. All’interno di questo orizzonte, Monumenti Aperti costituisce oggi un valore aggiunto, con una prospettiva che nella storia della Sardegna, nel suo patrimonio materiale e immateriale, mette l'accento sull’identità come luogo di intersezione di civiltà, come mescolanza di lingue e tradizioni. Patrimonio e identità, dunque, concepiti come continuamente aperti nel passato, nel presente e nel futuro alle contaminazioni da cui derivano opportunità e possibilità di sviluppo. Quel patrimonio materiale e immateriale che Monumenti Aperti ha raccontato negli ultimi vent'anni e che può essere ri-raccontato in prospettiva rinnovata per contribuire a cambiare il modo in cui le persone guardano a sé stesse e agli altri, per rafforzare l'idea di inclusione e rendere esplicita la diversità nella storia passata, educando alla convivenza pacifica come risultato di un impegno rivolto all'accoglienza e alla comprensione reciproca.

Con l’obiettivo di dare continuità alle proprie attività di comunicazione, la campagna del 2018 di Monumenti Aperti prende spunto dall’indirizzo scelto, l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, e apre a una declinazione che si fonda sullo slogan “Cultura, Patrimonio Comune”, ponendo al centro gli uomini e le donne che nel tempo hanno “fatto” realmente qualcosa all’interno del perimetro di Monumenti Aperti e, quindi, per la valorizzazione e la promozione della cultura.

L’EDIZIONE 2018. Per questa ventiduesima edizione, salutata dal patrocinio dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO, del Consiglio Regionale e della Presidenza della Giunta, sono sessantadue le amministrazioni coinvolte, che animeranno un ricco programma di appuntamenti. Si inizia a Bitonto il 14 aprile e si chiude a ottobre con un doppio appuntamento emiliano a Ferrara (13 e 14) e Copparo (20 e 21). Per la città pugliese e per Copparo si tratta del primo ingresso nella manifestazione, mentre Ferrara ripete la partecipazione dopo lo straordinario successo dell’anno scorso.

Tra le tre città della Penisola, sono ben 59 i comuni sardi che andranno a occupare sei fine settimana, dal 21 aprile al 3 giugno. Molte le conferme e ben sette le amministrazioni che per la prima volta aderiscono alla manifestazione e alle quali Monumenti Aperti dà il benvenuto: Cossoine, Pabillonis, Sant’Anna Arresi, Seneghe, Terralba, Torralba e Tramatza, a dimostrazione che la manifestazione si conferma come la festa di valorizzazione del patrimonio culturale più partecipata in Sardegna con gli 800 luoghi della cultura aperti e raccontati da oltre 18.000 volontari, in massima parte studenti provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado.

Fra i siti aperti segnaliamo: la chiesa di Santa Maria di Uta, meraviglioso esempio di architettura romanica in Sardegna, il Castello Malaspina a Bosa, San Nicola di Trullas a Semestene, il villaggio e i complessi minerari di Arbus, alcune novità cagliaritane come la Caserma Ederle e il Comando militare dell’Esercito, Osilo e le sue numerosissime chiese, la chiesa di Sant'Antioco di Bisarcio a Ozieri, le torri e i bastioni di Alghero, il duomo di Santa Maria a Oristano e la cascata Sa Spendula a Villacidro.

Patrimonio materiale ma anche immateriale, come la stessa Comunità Europea indica. Ed ecco allora il Canto a più voci della tradizione orale di Bosa, il Progetto S’Inzidu Archeologicu - Museo Virtuale Uta, i murales di San Gavino, il canto e le danze di Usini così come gli archivi delle Teche RAI e quelli dell’Unione Sarda a Cagliari e della Nuova Sardegna a Sassari, patrimoni straordinari della memoria sarda.


Sardegna ma non solo, per una manifestazione che è ormai un modello esportabile su scala nazionale. 
Come detto, questa ventiduesima edizione verrà aperta, e si tratta di una prima volta, a Bitonto, nota come la città degli ulivi. Qui oltre seicento alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono pronti a teatralizzare avvenimenti storici, disegnare scorci di vita quotidiana, raccontare storie esemplari di personaggi sfiorati dalla Storia che conta, raccontando quattro piazze, due chiese e un punto panoramico che domina da uno dei “poggi” della città la visuale sulla cinta muraria ed il borgo medioevale.

Nell’autunno, dopo il lusinghiero risultato dello scorso anno, la manifestazione ritorna per le giornate conclusive in Emilia Romagna, a Ferrara, per un affascinante racconto della città contemporanea, tra letteratura e cinema e a Copparo.

LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE. Con l’obiettivo di dare continuità alle proprie attività di comunicazione, la campagna del 2018 di Monumenti Aperti prende spunto dall’indirizzo scelto, l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, e apre a una declinazione che si fonda sullo slogan “Cultura, Patrimonio Comune”, ponendo al centro gli uomini e le donne che nel tempo hanno “fatto” realmente qualcosa all’interno del perimetro di Monumenti Aperti e, quindi, per la valorizzazione e la promozione della cultura. A tal fine è stata scelta la tecnica della campagna multisoggetto con figura ambientata e che attraverso cinque diverse esperienze disegna una mappa di competenze e di partecipazioni alla manifestazione e alle sue ricadute nel tempo. Ogni soggetto ritratto è titolare di una propria subhead che ne evidenzia il ruolo e, a volte, l’impatto evolutivo che Monumenti Aperti ha avuto sulle sue scelte di vita e/o di studio. Si parte dal soggetto che ritrae i soci fondatori di Monumenti Aperti, che 22 anni fa hanno avuto l’idea progettuale e l’hanno realizzata, si passa per il soggetto che ritrae chi oggi, a vario titolo, è parte attiva dello staff organizzativo della manifestazione e si arriva a fino ai soggetti che ne hanno sposato i valori e gli schemi. Come il soggetto della studentessa che fin da bambina partecipa come volontaria al racconto dei monumenti durante i weekend della manifestazione e che ha sviluppato interesse per i beni culturali a tal punto da sceglierli come corso di studi universitari; o come il soggetto che ritrae lo scrittore che all’interno delle iniziative laterali ha deciso di scrivere un racconto per narrare la propria città; o, ancora, l’insegnante di storia dell’arte che ogni anno prepara i suoi studenti per le giornate di apertura della manifestazione, trasferendo quella passione e quel sapere che, forse, lascerà in loro un seme di crescita e affezione per il patrimonio culturale che raccontano ai visitatori. Una campagna di comunicazione, quindi, che racconta attraverso gli individui il valore storico-artistico del patrimonio culturale materiale e immateriale ma anche quello sociale, economico e multiculturale per la comunità. La centralità degli individui e della loro diversità che interagiscono interagisce con lo sguardo di una comunità che condivide cultura e patrimonio culturale nel dialogo quotidiano con i luoghi che li ospitano. E’ come se il soggetto fotografato e ambientato nel/con il patrimonio culturale dichiarasse: “Io sono cultura, io sono portatore di cultura in quanto includo il valore del patrimonio culturale nel mio quotidiano”.

LA MANIFESTAZIONE E IL COMITATO SCIENTIFICO. Un lungo percorso quello che riassume la storia di questa manifestazione nata a Cagliari nel 1997, grazie all'iniziativa dell’Associazione Ipogeo e subito dopo di Imago Mundi, ma che ha saputo coinvolgere numerose amministrazioni comunali. Se infatti nel 2001 ci fu la prima edizione "allargata" alla quale, oltre al capoluogo, parteciparono ufficialmente anche Alghero, Capoterra e Sanluri, da allora a oggi sono 140 i comuni che almeno una volta hanno preso parte a Monumenti Aperti.

L’edizione 2018 è coordinata da Imago Mundi Onlus e coadiuvata da un qualificato Comitato Scientifico Promotore composto da: Consiglio Regionale della Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna - Assessorati della Pubblica Istruzione, del Turismo e degli Enti Locali, Città Metropolitana di Cagliari, Comune di Cagliari, MIBACT – Segretariato regionale per la Sardegna, Polo Museale della Sardegna, Soprintendenza ABAP Cagliari, Oristano, Medio Campidano, Carbonia Iglesias, Ogliastra, Soprintendenza ABAP Sassari, Olbia Tempio, Nuoro, Soprintendenza Archivistica della Sardegna, Archivio di Stato di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari, Biblioteca Universitaria di Cagliari, MIUR - Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna, Università degli Studi di Cagliari e Sassari, ANCI Sardegna, CTM.

Monumenti Aperti è inoltre candidata al Premio dell'Unione Europea per il Patrimonio Culturale - Europa Nostra awards 2018 i cui esiti saranno annunciati dalla Commissione Europea il prossimo 15 maggio.

I NUMERI DEL 2017. Nella passata edizione 57 comuni sardi hanno aperto le porte del proprio patrimonio artistico grazie a 17.754 volontari, principalmente provenienti dal mondo della scuola. In particolare: 1.942 studenti delle elementari, provenienti da 52 istituti, 5.749 studenti delle medie inferiori, provenienti da 62 istituti, 5.544 studenti delle superiori da 83 istituti, per un totale di oltre 500 classi coinvolte. A questi si sommano oltre 1.932 volontari provenienti da istituzioni pubbliche, private e associazioni.

Negli 800 monumenti aperti sono state raccolte 318.000 firme. Non solo beni, ma tante le iniziative che hanno reso più coinvolgente la manifestazione: 37 itinerari tra arte, letteratura e natura appositamente creati in linea con il tema del Paesaggio, 790 esercizi della ristorazione e della ricezione turistica attraverso l'iniziativa regionale Gusta la città. Numeri cui si affiancano ben 535 eventi speciali che hanno arricchito la due giorni in tutti i comuni della rete.

Nel mese di ottobre grande successo anche per la prima edizione di Ferrara Monumenti Aperti, dove 900 studenti hanno raccontato il ‘600 ferrarese a oltre 15.000 visitatori, in occasione della mostra “Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese”, allestita al Palazzo dei Diamanti.

SITO WEB, UFFICIO STAMPA E SOCIAL MEDIA.I contenuti della manifestazione corredati da informazioni sempre aggiornate, foto e materiali video sono ospitati nel sito ufficiale www.monumentiaperti.com.

Il racconto in diretta della XXII edizione di Monumenti Aperti si svolgerà anche su Facebook (@monumentiapertiofficial), Instagram e Twitter (@monumentiaperti), canali social nazionali della manifestazione. Il tag ufficiale della ventiduesima edizione è: #monumentiaperti18. I contenuti video saranno disponibili sul canale YouTube Monumenti Aperti

 

 

 

 




12-04-2018
 


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23-04-2018
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