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    20 ottobre 2017
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CARTELLONE

 



Il NAF si fa in due

La rassegna teatrale del Crogiuolo

NurArcheoFestival – Intrecci nei teatri di pietra si fa in due. La nona edizione della rassegna organizzata dal Crogiuolo raddoppia, nel senso che al cartellone consueto, dove dal 5 agosto al 17 settembre la tradizione storica e culturale della Sardegna si sposerà ancora una volta con il teatro in alcuni dei luoghi di maggior pregio archeologico dell’Isola, si affiancherà una programmazione, dal 24 agosto al 1° settembre, che coinvolgerà alcuni comuni con meno di tremila abitanti. La direzione del NAF 2017 - proseguendo nel solco del connubio fra cultura e turismo - si incontra con le linee dell’assessorato regionale del Turismo: combattere lo spopolamento dei piccoli centri attraverso le attività culturali per salvaguardare e valorizzarne il patrimonio materiale e immateriale. Spettacoli, visite guidate, mostre, tavole rotonde: ecco la ricetta.

Tre sono le ospitalità nazionali, con altrettanti importanti attori della nostra scena teatrale: Gianluigi Tosto, che presenta la “sua” Iliade (da alcuni anni ha orientato il suo lavoro verso la narrazione e la recitazione poetica); Matteo Belli, che ridarà vita a testi letterari dimenticati dell’epoca medievale in “Genti, intendete questo sermone” (qualche anno fa la critica lo ha definito “il nipotino di Dario Fo”); Paolo Panaro, narr-attore eccellente, che proporrà “Il Racconto di Enea” (nelle precedenti edizioni del festival fra i protagonisti sono da annoverare interpreti come Iaia Forte, Laura Curino, Sergio Vespertino, Federica Festa, Maria Paiato). Sono poi da sottolineare le nuove produzioni del Crogiuolo, che presenta tre spettacoli in prima assoluta (“Francesco Serra”, “La Storia della Sardegna spiegata ai bambini”, “Sona canta e badda”) e due riallestimenti (“Deinas” e “L’uomo che sognava gli struzzi”).

Il NurArcheofestival – spiega Rita Atzeri, presidente del Crogiuolo (succede al fondatore storico dell’associazione, Mario Faticoni) e direttrice artistica della rassegna - nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico, fonte di bellezza che rende unico il nostro territorio, per favorire una conoscenza profonda della nostra cultura materiale e immateriale. Nel corso degli anni - prosegue Atzeri - abbiamo definito il NurArcheofestival come festival dal tempo lungo, perché gli appuntamenti che ne fanno parte prevedono, in taluni casi, escursioni naturalistiche che iniziano dalla mattina; prevedono, sempre, visite guidate ai siti, spettacoli teatrali al calar del sole e per chi volesse la possibilità di completare l’esperienza con degustazioni o cena, perché la conoscenza di una terra passa anche attraverso la sua cucina. 
Quest’anno - sottolinea ancora la direttrice artistica del NAF - sentiamo la necessità di parlare del NurArcheofestival come di un festival che, valorizzando la cultura classica attraverso la proposta di spettacoli legati al mito e all’epica, ha una forte connotazione culturale sarda. Gli spettacoli in cartellone sono, infatti, in misura prevalente di compagnie sarde, che hanno scelto di elaborare la nostra storia, la nostra mitologia e la nostra epica.
Altro punto di forza – conclude Rita Atzeri – è la valenza di presidio culturale che il NurArcheoFestival riveste nel proporre le proprie iniziative e interventi, principalmente, in comuni al di sotto dei tremila abitanti: così facendo intende offrire un contributo concreto alla lotta allo spopolamento delle zone dell’interno”.

NurArcheoFestival è organizzato da Il crogiuolo, su idea e progetto di Rita Atzeri, con il sostegno dell’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con e finanziato dai Comuni aderenti alla manifestazione – Bitti, Gonnesa, Ilbono, Lanusei, Pau, Perdaxius, Portoscuso, Talana, Tortolì, Villagrande Strisaili, Villa Verde - e in sinergia con le cooperative Irei, Istelai, La nuova luna, Bios, Esedra, Mediterranea, Archeo Taccu, il Museo dell’Ossidiana e l’associazione Menabò di Pau, l’associazione La casa del sorriso, il Centro internazionale del Fumetto.

NurArcheoFestival è dedicato anche quest’anno a Gisella Scudu, scomparsa nel 2016, una delle anime della cooperativa Irei di Villagrande Strisaili, che da sempre sostiene Il crogiuolo nell’organizzazione del festival.

 

Il programma 2017

Dall’area di Tamuli a Macomer ai siti prenuragici e nuragici di Talana, da Monte Sirai a Carbonia al complesso nuragico di Romanzesu a Bitti, dai nuraghi di Perdaxius e Tortolì all’area archeologica di Scerì a Ilbono, alle Tombe dei Giganti di Lanusei e Villagrande Strisaili: ecco alcuni dei suggestivi palcoscenici che accoglieranno, dal 5 agosto al 17 settembre, il NurArcheoFestival, dislocati fra Ogliastra, Sulcis, Nuorese e Oristanese, in zone non sempre parte dei circuiti culturali convenzionali, anzi, ma, nonostante la difficoltà di intercettare un flusso rilevante di visitatori, sicuramente ad alta potenzialità turistica.

NAF 2017 parte sabato 5 agosto a Talana, fra la Tomba dei Giganti e le Domus de Janas di Funtana 'e S'Urcu. Alle 19 va in scena RACCONTI DI PAESI LONTANI, con Maria Paola Dessì e Stefano Petretto, scrittura scenica e regia di Romano Foddai (una produzione teatro S'arza).
Lo spettacolo, parte di un progetto triennale, nasce dell’indignazione emotiva provocata dagli attentati terroristici a Charlie Hebdo e al negozio ebraico di Parigi, per superare i pregiudizi culturali che contrappongono cristiani, ebrei e musulmani.

Si prosegue il 10 agosto a Macomer. Al Nuraghe Tamuli, alle 19, Il Crogiuolo presenta un nuovo allestimento di DEINAS, sintesi dei miti della Dea madre, dei miti classici greci e degli elementi loro espressione all’interno della cultura popolare sarda. Il testo è di Clara Murtas, la regia di Rita Atzeri, con Alessandra Leo, Manuela Ragusa, la stessa Atzeri (e con Patrizia Littera, Marta Gessa, Daniela Vitellaro, Claudia Argiolas, Stefania Pusceddu, Angela Meloni). Con il nome di Deinas la tradizione popolare dei paesi della Barbagia indica le indovine, alle quali attribuisce relazioni con il mondo occulto e quindi divino. E tra le isole mediterranee, la Sardegna, terra del mito della Grande Madre, è forse quella che ha conservato nel presente le tracce più profonde del sentimento di venerazione per il divino femminile. Divinità, indovine e comari, di volta in volta le attrici si fanno narratrici e interpreti delle manifestazioni del femminile nella cultura mediterranea: si incontrano, si scontrano, a volte comicamente si contraddicono utilizzando i testi dei miti della creazione: da quelli più antichi a sfondo materno a quelli olimpici e ancora ai miti archetipici della drammaturgia greca. Dalle 9.30 alle 19 si terrà la visita guidata del sito a cura della Cooperativa Esedra. A seguire l’esibizione di maschere etniche e osservazione guidata del cielo e della luna fino alle 24, a cura della Associazione Astronomica Nuorese.

Il festival riprende il 24 agosto, ancora con DEINAS, che viene riproposto alle 19 nell’area archeologica di Romanzesu a Bitti. Alle 17.30 la visita guidata a cura della Cooperativa Istelai(su prenotazione il pacchetto turistico con pranzo e cenaalla scoperta di Bitti).

QUANDO NUR FA AMICIZIA CON IS è lo spettacolo che verrà rappresentato il 25 agosto, alle 19, al Museo dell’Ossidiana di Pau. Scritto e diretto da Rita Atzeri, è l’esito scenico del laboratorio per attori in erba condotto dalla stessa Atzeri (con Elena Alfonso, Benedetta e Beatrice Coturno, Youssu Faye, Rebecca Nocerino, Filippo Sotgiu, Pietro e Alice Zonza).

Il giorno dopo, il 26, si torna a Talana, ma al Nuraghe Bau 'e Tanca, dove alle 19 verrà rappresentato CI SERVE UNA FAVOLA, un atto unico per bambini, prodotto dal Teatro d’Inverno di Alghero, di e con Stefania Ambroggi, con la regia di Giuseppe Ligios (anche attore in scena).

Doppio appuntamento il 27 agosto. A Villagrande Strisaili, nel complesso archeologico di Sa Carcaredda, va in scena alle 19 il primo degli spettacoli di produzione nazionale, in prima assoluta regionale: IL RACCONTO DI ENEA, che Paolo Panaro ha adattato dall'Eneide di Virgilio e di cui il bravo attore pugliese, allievo di Orazio Costa con diverse importanti esperienze alle spalle (con Luca Ronconi, per esempio), è anche regista e interprete.
L’Eneide, con le preziose parole della poesia antica e un’avvincente architettura narrativa, racconta la  storia di un uomo, Enea, che, dopo aver subìto un grave danno, tenta di rifarsi un’esistenza intraprendendo un viaggio per un altrove incerto, ostile, abitato da uomini, dèi e destini totalmente diversi dal suo. Lo spettacolo, la cui versione del testo è ispirata a celebri traduzioni, in modo particolare a quella di Annibal Caro, attraverso la tecnica teatrale della narrazione scenica cerca di stabilire un contatto diretto e attuale con la vicenda umana di Enea, con l’infelice Didone, con il rassegnato Anchise e con i sentimenti assoluti che pervadono i versi di Virgilio e che parlano della vita dell’uomo di ogni tempo: l’odio, l’amore, i legami familiari, il senso di appartenenza a una patria.
Per gli appassionati, e non solo: alle 8.30 è in programma il trekking “Via dei fiumi” (è necessaria la prenotazione: Erbelathoritrekking - 333 6946521). Alle 18 visita guidata al sito a cura della Coop. Irei e alle 21 cena ed eventuale pernottamento, su prenotazione (per informazioni: 338 4689935).


Alle 21.30 sotto il riflettori, al Nuraghe Camboni di Perdaxius, ci sarà RACCONTI DEL TERRORE, di e con Silvano Vargiu (produzione Teatro della Chimera di Lula), liberamente tratto dall’omonima raccolta di Edgar Allan Poe.

DEINAS, testo di Clara Murtas e regia di Rita Atzeri, torna il 28 agosto a Lanusei, alle 19, alla Tomba dei Giganti del bosco Selene. Alle 18 è prevista la visita guidata a cura della Cooperativa La Nuova Luna (la cena è su prenotazione).

Menù ricco quello del 30 agosto. A Villagrande Strisaili, al Santuario nuragico di S'Arcu e is Forros, alle 19 va in scena E DE ATTERU?, di e con Elena Musio (che cura anche la regia), Maria Antonia Sedda, Teresa Loi e Rosa Beccuregia, una produzione Ilos Teatro di Lula.
Alle 21, invece, dai confini fra Ogliastra e Barbagia si fa un salto nel Sulcis Iglesiente, a Gonnesa, a S'Olivariu, dove verrà rappresentato D'AMORE, DI PENTOLE E COLTELLI, di Rita Atzeri, con Alessandra Leo, e con Claudia Argiolas, Stefano Carta, Sergio Deidda, Stefania Pusceddu, Angela Meloni, Giovanni Trudu, Cesare Rombi. Spettacolo che lega monologhi e duetti al tema dell’amore e della cucina, dove le pietanze di cui si parla vengono consumate veramente dal pubblico che assiste.

FRANCESCO “CHICHITTU” SERRA è una nuova produzione del Crogiuolo che debutta il 1° settembre, alle 19, a Talana, in località Su Lompathu. Lo spettacolo è stato scritto da Rita Atzeri e Vinicio Cannas, la regia è della stessa Atzeri, che sarà in scena con Antonio Luciano, Giovanni Trudu, Marta Gessa e Daniela Vitellaro (e con i piccoli Riccardo Podda, Lorenzo e Marisa Angius) e con i Tenores Murales di Orgosolo a fare da contrappunto musicale. A essere raccontata è la storia, vera, di Francesco Serra, rapito all’età di 4 anni a Talana, venduto nelle coste del Nord Africa, privato della propria identità e degli affetti più cari, trattato da servo, fino a quando la nonna putativa, in punto di morte, lo invita a fuggire, svelandogli il mistero della sua origine. Francesco, ormai giovane uomo, viaggia da una regione all’altra del continente nordafricano, unendosi e mercanti e a una pattuglia inglese, che sfortunatamente finisce su un campo minato: gli unici sopravvissuti sono Francesco e un soldato inglese.
Grazie a un commerciante di lupini, Chichittu, con l’identità di Giuseppe Di Bello, raggiunge l’Italia, la Sicilia. Lì conosce l’amore e inizia la ricerca sulla sua vera identità. Attraverso gli articoli di alcune riviste viene riconosciuto dai suoi fratelli e dalle sue sorelle. Il ricongiungimento con i familiari a Talana non è coronato dalla gioia di rivedere la madre, già scomparsa. Per mancanza di lavoro dalla Sardegna torna in Sicilia, dove muore nel 2011. La vicenda è ricostruita nella messa in scena partendo dall’intervista che una giovane giornalista fece a Francesco Serra alla fine degli anni ’90. Nello spettacolo presente e passato si fondono in un continuo rimando a ricordi lontani, teatro documento che tocca il tema universale dell’identità, dell’eterna ricerca di sé.
Seguirà una degustazione di prodotti tipici.

L’area archeologica Scerì, a Ilbono, sarà il palcoscenico, l’8 settembre alle 19, per BARONI IN LAGUNA -  Appunti sul Medioevo in un angolo d'Italia a metà del 20° secolo, che Stefano Ledda ha tratto dal racconto inchiesta di Giuseppe Fiori. In scena lo stesso Ledda, accompagnato dalla chitarra di Andrea Congia e dal sax di Juri Deidda (una produzione Teatro del Segno).

Il 9 settembre a Tortolì, nell’area archeologica S'ortali e su Monte, viene presentato alle 20.30 il nuovo allestimento de L’UOMO CHE SOGNAVA GLI STRUZZI, di Bepi Vigna, con la regia di Rita Atzeri, una coproduzione fra Festival Internazionale del Fumetto e Il crogiuolo, con Antonio Luciano, i pupazzi di Alessandra Fadda, le illustrazioni di Giomo, Marco Argiolas al sax e clarinetto.
Si narra una storia di cento anni fa, quando nel 1910 nasceva a Tortoli l'allevamento degli struzzi del cavalier Peppino Meloni, un'attività che andò avanti fino agli anni Trenta. Un esempio paradigmatico: Meloni diede concretezza a un'idea che poteva apparire strampalata, oltre che di difficile attuazione nella realtà ogliastrina di un secolo fa. Invece, un semplice maestro elementare, lavorando con ostinazione e passione, riusci a realizzare il suo sogno.
Sempre il 9 si torna nel Sulcis, dove a Portoscuso, nell’antica Tonnara di Su Pranu, Gianluigi Tosto porta in scena, alle 21.30, la “sua” ILIADE, altra produzione nazionale in prima assoluta regionale. Tosto (già presente con successo al NurArcheoFestival lo scorso anno con l’Odissea), attore allievo di Orazio Costa, con all’attivo molte esperienze e collaborazioni importanti (ha studiato anche danza moderna), da alcuni anni ha orientato il suo lavoro verso la narrazione e la recitazione poetica, ponendo molta attenzione alla musicalità del verso e della parola e alla loro relazione con la musica arcaica strumentale. In questo contesto rientrano gli spettacoli sui poemi omerici, Iliade e Odissea, e sul poema virgiliano, Eneide, che costituiscono la trilogia “Il Canto e la Memoria”.
Nell'Iliade di Omero (la traduzione utilizzata è soprattutto quella di Vincenzo Monti, forse la più evocativa secondo Tosto), i sentimenti non conoscono mezze misure e da tale integrità scaturisce la struttura netta, decisa, a tinte forti, della narrazione. L'ira di Achille, la superbia e l'arroganza di Agamennone, la celebrazione della potenza dell'esercito greco, la cruenza delle battaglie, lo slancio giovanile di Patroclo, l'eroismo di Ettore, il dolore di Priamo: tutto assume dimensioni epiche e un sapore ancestrale, quasi primitivo, ogni situazione esprime un sentimento nella sua totalità.
La voce dell'attore incarna i personaggi omerici ed esprime emotivamente i ritmi della narrazione. Il suono di guerra del djembé accompagna la lite fra Achille e Agamennone; mazze di ferro ritmano le cruente battaglie fra i due eserciti; il gong annuncia l'intervento sempre decisivo degli dèi; i campanellini indiani fanno emergere dal mare Teti, la madre di Achille, e la innalzano in cielo al cospetto di Giove; la ciotola tibetana evoca il sogno di Agamennone o celebra le esequie funebri di Ettore.

DEINAS verrà riproposto il 10 settembre, alle 19, a Villa Verde, nel complesso nuragico di Brunk’e s’Omu (loc. Mitza Margiani).

GENTI, INTENDETE QUESTO SERMONE (monologhi giullareschi medioevali e moderni), ancora una produzione nazionale in prima assoluta regionale,è lo spettacolo che andrà in scena il 16 settembre, alle 21, a Carbonia, nell’area archeologica di Monte Sirai. Autore e protagonista Matteo Belli, attore dalle brillanti mimica e recit-azione, dove emergono le potenzialità della sua voce - il suo maestro è stato Carmelo Bene - e la forte gestualità - la critica già diversi anni fa lo aveva definito “il nipotino di Dario Fo”. Con tali numi tutelari, sul palco nudo, Belli dà vita, riportandoli sulla scena, a testi letterari dimenticati dell’epoca medievale.
GENTI, INTENDETE QUESTO SERMONE è una lezione-spettacolo per nulla accademica, una sorta di florilegio di testi giullareschi italiani medioevali e moderni. Il percorso proposto è un'occasione per ascoltare e vedere rappresentati brani poetici del XIII e XIV secolo, esempi di una letteratura un tempo considerata minore e ancora oggi poco studiata ma di estremo interesse. Si va da un classico come “Rosa fresca aulentissima” di Ciullo o Cielo d'Alcamo ai sorprendenti giochi linguistici del “Bisbidis” di Manoello Giudeo, da altri celebri testi dell’epoca fino a un omaggio finale dedicato all'antica tecnica del grammelot, linguaggio quasi senza parole riconoscibili e basato sulla tecnica onomatopeica dell'imitazione di altre lingue, in cui proprio Fo era maestro.
Alle 19 la visita guidata della fortezza fenicio-punica di Monte Sirai a cura della cooperativa Mediterranea.

A mettere il sigillo di chiusura sulla nona edizione di NurArcheoFestival sarà Gianluca Medas. Che il 17 settembre, alle 19.30, sarà a Sinnai, al Nuraghe Sa Fraigada (in località Monte Cresia) per presentare ALLA LUNA (produzione Figli d’Arte Medas), spettacolo di narrazione dal titolo leopardiano, ideato appositamente per il NAF.


Il NAF si fa in due: il programma nei piccoli comuni

Come detto in apertura, il NurArcheoFestival quest’anno ha messo in campo, in accordo con l’Assessorato regionale del Turismo, una rassegna nella rassegna, che dal 24 agosto al 1° settembre coinvolgerà alcuni comuni con meno di tremila abitanti. Sposando cultura e turismo, l’obiettivo è quello di combattere lo spopolamento dei piccoli paesi attraverso le attività culturali per salvaguardare e valorizzarne il patrimonio materiale e immateriale.

Subito le novità. Il 27 a Seui (area archeologica) e il 28 agosto a Ussassai (area archeologica), alle 19, viene presentato SONA CONTA E BADDA, una nuova produzione del Crogiuolo appositamente realizzata per l'Assessorato regionale del Turismo, una sorta di biglietto da visita, una sintesi della nostra tradizione. La voce recitante è quella di Gloria Uccheddu, in scena anche ballerini di ballo sardo, accompagnati dall’organetto di Lamberto Cugudda.
“Sona, canta e badda” è lo spettacolo della festa. Un omaggio alla tradizione sarda, alla sua musica, ai balli di piazza, alle sue leggende. Pensato per essere rappresentato nei siti archeologici, favorisce lo spostamento del pubblico, guidato volta per volta dalla musica a raggiungere le diverse stazioni sceniche. La voce recitante di Gloria Uccheddu fa vivere janas, giganti, surbiles, diavoli, streghe, panas, tutto il popolo degli abitanti “oscuri” dei nostri paesi. Lo spettacolo verrà rappresentato anche il 30 agosto, sempre alle 19, al Nuraghe Serbissi di Osini. Dove si terrà alle 17, nella scala di San Giorgio, il laboratorio esperienziale “L'architettura nuragica”, a cura di Serena Casula. Alle 18 la visita guidata al sito a cura della coop. ArcheoTaccu.

Arti antiga: è il titolo della mostra di artigianato artistico che verrà inaugurata il 26 agosto, alle 17, nella Casa Museo di Talana (un’antica abitazione recuperata e salvata dal Comune). “Arti Antiga” nasce dall’esigenza di regalare agli spettatori del NurArcheoFestival un’occasione di approfondimento della conoscenza della cultura materiale della Sardegna, un sapere antico che si è sviluppato attraverso il “fare” delle mani sapienti di artigiani – artisti. In esposizione la tessitura di Serena Mulas di Urzulei, la ceramica di Ignazia Tinti di Assemini, le scultura in ferro di Roberto Ziranu di Nuoro.

Il 31 agosto la  Biblioteca comunale di Talana ospita alle 20 LA STORIA DELLA SARDEGNA SPIEGATA AI BAMBINI, altra nuova produzione del Crogiuolo, scritta e diretta da Rita Atzeri, con Alessandra Leo e con Claudia Argiolas, Stefano Carta, Sergio Deidda, Stefania Pusceddu, Angela Meloni, Giovanni Trudu, Cesare Rombi. E’ uno spettacolo che avvicina mitologia e storia, utilizzando il teatro d'attore, il teatro danza, la narrazione e il teatro di figura, con maschere e oggetti. Un narratore evoca con le sue parole i diversi personaggi, che fanno prendere vita a leggende e avvenimenti storici. I piccoli spettatori assistono così alla nascita dell'Isola Ichnusa, per imposizione del piede del Signore, che interviene a sedare un litigio tra Luce e Tenebre; alla formazione della sella del Diavolo nel golgo degli Angeli di Cagliari, in seguito al duello tra Lucifero e l'Arcangelo Michele; alla formazione dei nuraghi, ispirati da Dedalo; allo sbarco di Elena di Troia al seguito di Enea; alla ricerca di una sposa da parte di Nur, discendente del Sardus Pater; alla fondazione di Nora da parte di Norace. Dal mito si passa alla storia, il narratore evoca l'arrivo dei Fenici in Sardegna e poi l'arroganza di Cartagine e la dominazione punica, la presenza dei Romani in Sardegna, per arrivare a parlare di bizantini e vandali, alle soglie del Medioevo, dove la narrazione si interrompe.
Prima, alle 18, sempre in Biblioteca comunale si svolgerà la tavola rotonda “Turismo archeologico, una realtà possibile”, un momento di confronto e riflessione per delineare scenari futuri sul tema del turismo culturale in Sardegna, le prospettive di crescita dal punta di vista economico, con particolare attenzione a quello archeologico delle aree più decentrate, ma ricche di risorse culturali e naturalistiche, dell’Isola. Ad affrontare questi temi il sindaco di Talana Franco Tegas, l’artista Carlo Laconi, l’operatrice culturale Angela Demontis, Alessandra Garau della cooperativa Irei (che gestisce i siti delle aree archeologiche di Villagrande Strisaili, Ilbono, Tortolì e Irgoli), lo storico Francesco Casula.

La programmazione del NAF nei comuni con meno di tremila abitanti si incrocerà anche con quella “tradizionale”: il 24 agosto (alle 19) DEINAS, nell’area archeologica di Romanzesu a Bitti; il 25 agosto (alle 19) QUANDO NUR FA AMICIZIA CON IS, al Museo dell’Ossidiana di Pau; il 26 agosto (alle 21.30) RACCONTI DEL TERRORE, al Nuraghe Camboni di Perdaxius; il 1° settembre (alle19) FRANCESCO “CHICHITTU” SERRA, a Talana, Località Su Lompathu.

 

Il crogiuolo, c/o Fucina Teatro, centro culturale La Vetreria - Pirri

Per informazioni: tel. 070 0990064 – 334 8821892

Email: ilcrogiuolo@gmail.com

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04-08-2017
 


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