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    18 dicembre 2017
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CARTELLONE

 



Sale Sudore Sangue

La mostra di Francesco Zizola

Sale, sudore e sangue. Quelli dei tonnarotti, che da secoli, fin dalle incursioni saracene nelle coste della Sardegna, praticano l'antica pesca del tonno rosso (fu importata proprio dagli arabi). Che resiste, nella sua ritualità, nelle tonnare fra Portoscuso e Porto Paglia. Pesca anche cruenta, ma "sostenibile", importante per l'equilibrio ambientale marino, e per il riprodursi di una specie - i tonni sono grandi nuotatori - che una sola volta all'anno passa per il Mediterraneo. Antico rito, che evoca il rapporto tra uomo e natura, tra uomo, animale e mare, Hemingway, Melville, volendo forse forzare e rendere epici i toni: il rais, la guida suprema della mattanza, con i suoi tonnarotti, come tanti Achab alle prese con la loro preda.

Tutto questo, e anche di più, si respira nella mostra che fino al 17 settembre è ospitata nella Sala delle Volte dell’EXMA di Cagliari: Sale Sudore Sangue, appunto, progetto originale di Francesco Zizola per il Consorzio Camù e 10b Photography, curato da Deanna Richardson. In esposizione le fotografie, scattate negli ultimi cinque anni da Zizola tra Portoscuso e Porto Paglia.

La mostra, che fa riferimento al più ampio progetto Hybris sui limiti dell’uomo rispetto agli elementi naturali, ci porta indietro nel tempo, in una Sardegna dove ancora esiste l'antico rito della mattanza e i pescatori sono gli ultimi testimoni della relazione simbiotica esistente tra l’uomo e il mare.  Le immagini di Sale Sudore Sangue parlano di una pesca al tonno indubbiamente crudele, ma estremamente selettiva e concentrata in un breve periodo di tempo, e per questo in grado di rispettare il ciclo della vita marina. Un’antica pratica di pesca sostenibile che rischia di scomparire soprattutto a causa della pesca di tipo industriale che poco si preoccupa della preservazione dell’ecosistema marino e dei suoi organismi.

Le immagini di Zizola raccontano la storia della mattanza e le storie degli uomini che la praticano e vivono. Le fotografie dall'alto delle "camere" della tonnara, le geometrie perfette tracciate in mare; riproduzioni del tonno in scala 1 a 1; i due trittici dove protagonisti sono l'uomo e il pesce; gli straordinari ritratti dei tonnarotti e l'immagine del coltello che usano per accorciare le sofferenze dei tonni (quelli selezionati, di taglia più grande, gli altri vengono lasciati andar via e garantiscono la riproduzione); particolari, dettagli, che ingranditi paiono quadri astratti; le scene più cruente mitigate dal sapiente uso del bianco e nero: scelta estetica a cui deroga solo un video a colori con il girotndo dei tonni, anticipazione del film che Zizola realizzerà. E in alto, appesi alle volte della sala, quattro pannelli con ritratti i gabbiani che "volano" sopra la mostra, così come accade nella realtà durante la mattanza.
Ecco, in pillole, Sale Sudore Sangue, esposizione che non lascia di certo indifferenti, anzi impatta in modo forte sulla sensibilità del visitatore. 

“Ogni anno, alla fine della primavera - scrive Zizola nella presentazione della mostra - enormi esemplari di tonni migrano dall'Oceano Atlantico verso le acque più calde del Mediterraneo. Questi pesci possono raggiungere un peso di oltre 400 chili e vengono catturati e caricati sulle barche contando solo sul sudore dei tonnaroti, ultimi testimoni di una pesca compatibile che è in grado di rispettare il ciclo della vita marina. Le reti colossali vengono sollevate dagli uomini sotto la supervisione del Rais, capo supremo della tonnara e unico depositario dell’antica arte della mattanza, durante la quale il sangue del tonno tinge di rosso il mare”.

Le immagini di Francesco Zizola sono state pubblicate in tutto il mondo dalle più importanti testate italiane e internazionali. Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International.

La mostra è patrocinata dal Comune di Cagliari con il contributo di Fondazione Sardegna ed è realizzata in collaborazione con 10b PhotographyTonnare Sulcitane e Althunnus e la partnership di Sardex.


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Francesco Zizola (Roma, 1962) ha fotografato le principali crisi e conflitti che si sono succeduti nel mondo negli ultimi 25 anni. Un forte impegno etico e una personale cifra stilistica caratterizzano la sua produzione fotografica. I suoi progetti e gli assignment per numerose testate italiane e internazionali lo hanno portato in tutto il mondo, dandogli l'occasione di ritrarre crisi umanitarie spesso rimaste ai margini della notizia.  Francesco ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International. Nel 2017 è stato vincitore del National Magazine Award for Feature Photography per il suo lavoro sui migranti. Sette sono i libri che ha pubblicato, tra cui "Uno sguardo inadeguato" (2013), "Iraq" (2007) e "BornSomewhere" (2004) dedicato alla condizione dell'infanzia e dell’adolescenza in 27 paesi del mondo. Nel 2003 Henri Cartier Bresson include una fotografia di Francesco tra le sue 100 preferite. Da questa collezione nasce una mostra, 'LesChoix d'Henri Cartier Bresson' e un libro. Nel 2007 insieme a un gruppo di colleghi, fonda l'agenzia NOOR, la cui sede è ad Amsterdam. Nel 2008 è tra i fondatori del 10b Photography di Roma, un centro polifunzionale dedicato alla fotografia professionale. È stato membro della giuria del World Press Photo per l'edizione 2014.

 

 




22-07-2017
 


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18-12-2017
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