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    7 luglio 2020
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CARTELLONE

 



Giovanni A. Sechi in: Frida K.

Prosegue la rassegna di teatro, musica, danza, dedicata a Frida Kahlo

Performance musicale

 

Installazione fotografica

Franco Casu

 

con

Francesca Falchi

 

Aprirà la serata di giovedì 6 Dicembre 2007, presso il Centro Teatrale Fueddu e Gestu a Villasor in via San Sperate s.n., la performance musicale Frida K. di Giovanni A. Sechi, un ciclo di brani con i quali si cerca di ricostruire, a partire da alcune delle suggestioni “visive” e scritte dell’artista Khalo, un discorso che ripercorra alcuni dei temi più importanti della sua poetica. Si inserisce in questo senso il lavoro del fotografo Franco Casu, a completare una performance multidisciplinare.

 

Artista visionaria ed eclettica, la pittura di Frida Kahlo offre ancora oggi, a distanza di 50 anni dalla sua scomparsa, squarci di un orizzonte denso di significato.

Se l’artista guarda dentro se e descrive il proprio “mondo” interiore –facendone poi esperienza manifesta nella sua produzione artistica-, la Kahlo fa volutamente del suo egotismo un punto di forza della sua poetica. L’immaginario della Kahlo, diviso tra figure e modi della tradizione messicana e fantasmi della proprio vissuto, da vita ad uno sperimentalismo forte e caratterizzante, capace di andare oltre i “limiti” della pittura.

Con questo ciclo di brani si cerca di ricostruire, a partire da alcune delle suggestioni “visive” dell’artista (e scritte, stando al Diario), un discorso che ripercorra alcuni dei temi più importanti della sua poetica. Si inserisce in questo senso il lavoro del fotografo Franco Casu, a completare una performance multidisciplinare.

 

 

Giovanni A. Sechi

Nasce nel 1988 in un minuscolo paesino della Sardegna.

Attivo come controtenore (estensione vocale: SOL2 – SIb5), si occupa di sperimentazione vocale, musica barocca e contemporanea.

Ha collaborato, dal vivo e in studio, con Marco Parente, Paolo Benvegnù, Wolfango, Sig.Sapio. Al progetto "Una Disperata Vitalità - un omaggio a Pier Paolo Pasolini", presentato il 30 Settembre 2005 alla Casa 139 di Milano, hanno collaborato il filmaker Giovanni Coda, la scrittrice Francesca Falchi, il fotografo Franco Casu.

Vincitore finale regionale Italian Wave Love Festival 2007 (ex Arezzo Wave)

Ha partecipato alla prima edizione dell'Italian Wave Love Festival 2007, come spalla per Avion Travel, Made in S. 2007, Sardegna Arte Fiera - 2° edizione (Cagliari - 8 Ottobre 2006), WTBU radio Elliott Smith Tribute (Boston - 10 Maggio 2006)

 

 

Franco Casu

Franco Casu nasce a Cagliari nel 1968.

Diplomato al liceo artistico fa della Fotografia, alla quale si appassiona totalmente, il suo strumento di creazione. Il corpo è il punto di partenza del suo percorso: nudi maschili e femminili, inizialmente ritratti esclusivamente in bianco e nero, seguendo una ricerca vicina all’esperienza di grandi fotografi a cui fa riferimento, Edward Weston, Robert Mapplethorpe Francesca Woodman. Nel suo percorso creativo subisce il fascino dell’opera di grandi fotografi contemporanei, come Andres Serrano, Cindy Sherman, N. Araki, W. Tillmans,Terry Richardson, Nan Golden: in loro ritrova quella tendenza alla provocazione, all’uso dell’immagine come rappresentazione dell’universo umano moderno, ripreso nel piccolo frame quotidiano e privato dell’intimità ma mai completamente distante dagli elementi del mondo circostante che insieme al corpo (strumento, specchio, racconto,forma,emozione,linea e vibrazione) fa parte integrante della sua poetica.

 

 

 

Francesca Falchi

Cagliari, 1970. Scrittrice freelance. Nel 2003 pubblica con la Firenze Atheneum il saggio El juanero Pasolini e la Spagna. Dal 2004 al 2005 collabora con l’Unione Sarda pubblicando un centinaio di recensioni di teatro, danza e video. Nel 2006 su invito della Medusa edizioni scrive la premessa alla prima traduzione italiana di un testo del filosofo spagnolo Ortega y Gasset dal titolo Idea del Teatro. Sempre nel 2006 vince il Premio Teramo, sezione Città di Fantasia con il racconto La peschiera. Ha aperto un blog su Il cannocchiale (www.auroratomica.ilcannocchiale.it) dove dà spazio ad eventi e personaggi del “sottobosco” sardo. Attualmente è direttore responsabile di Soliana, rivista di arti, cinema, poesia e letteratura fondata dal filosofo Mimmo Bua. A dicembre debutta il suo primo testo teatrale Frida che nacque due volte messo in scena dalla Compagnia sarda Fueddu e gestu

 

 

 

A seguire il film Frida naturalezza viva di Paul Leduc.

 

 

Frida, Naturaleza Viva

regia di Paul Leduc, con Ofelia Medina (1985)

 

Per il regista Paul Leduc sarebbe stato un compito difficile cercare di catturare gli aspetti della personalità e della vita vivida e fiammeggiante di Frida, qualunque fosse la lunghezza del formato cinematografico scelto, anche solo per ricreare gli eventi fondamentali che forgiarono Frida e la resero il personaggio che conosciamo. Nel suo documentario astratto e sgranato, Leduc mette insieme spezzoni della vita di Frida con la grazia umile di chi dirige un'opera di stampo minimalista. Attraverso i suoi occhi, lo spettatore rivive la relazione turbolenta di Frida e Diego Rivera, l' amicizia con Leon Trotzkij, la sua lotta per farsi accettare come artista, il suo patriottismo e l'amore per il Messico, la relazione sentimentale con David Siquiros, l'orrore degli aborti e dell'amputazione della gamba.

L'attrice Ofelia Medina non solo ha una forte somiglianza fisica con Frida ma ne condivide il manierismo, la dignità e la passione febbrile, mentre la telecamera di Leduc percorre silenziosamente i quadri di Frida ritraendo l'ambiente e l'atmosfera degli anni problematici e turbolenti in cui ella è vissuta.

Jayne Margetts- IMagazine

 

Paul Leduc, il regista di Reed: Insurgent Mexico, ci offre in questo film dei frammenti di vita della pittrice e attivista di sinistra Frida Kahlo, attraverso alcuni flashbacks dal letto di morte che non hanno alcun ordine cronologico. Come molti film basati sulla biografia di grandi artisti, questo film del 1985 considera la vita e l'opera di Frida come elementi quasi intercambiabili; il film rientra nel genere meditativo, in gran parte basato sull'effetto visivo (i dialoghi sono ridotti al minimo e si fa uso di colori forti e sensazionali che fanno giustizia alla pittura di Frida), con intermittenti parti drammatiche. L'effetto generale è piuttosto statico e Leduc fornisce poche informazioni per una lettura esauriente della vita e delle opere di Frida, sebbene la relazione con il marito Diego Rivera ed il legame con Leon Trotzkij siano affrontati abbastanza nel dettaglio. Ofelia Medina è efficace e persuasiva nel suo ruolo principale ed anche Juan Jose Gurrola e Max Kerlow danno una versione credibile dei personaggi Rivera e Trotzkij.

 

        Jonathan Rosenbaum-Chicago Reader

 

 

 

Ingresso

intero 7€

ridotto 4€

 

Numero posti 99

E’ gradita la prenotazione

Info al num. 070/9648584



05-12-2007
 
Info

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Credits
07-07-2020
http://www.sardegnaspettacolo.it/index.php?nodo=cartellone&id=354