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    15 novembre 2019
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CARTELLONE

 



Sotto le ali del vento

Un libro per Cagliari Monumenti Aperti

Un ferrarese in giro per Cagliari, alla scoperta di una città per lui all’inizio straniera – “mi aggiravo un po’ perso”, ammette – ma che velocemente gli è diventata familiare. Anzi, se n’è innamorato, Luigi Dal Cin, tanto da dedicarle la stesura di un romanzo per ragazzi, vivamente consigliato anche agli adulti, “Sotto le ali del vento”, edito da Lapis (pp.173, 10 euro), realizzato con il contributo del Consorzio Camù e con il patrocinio del Comune di Cagliari nell’ambito delle attività per Cagliari Capitale Italiana della Cultura 2015. Protagonisti dell’avventura due giovani gabbiani, la loro famiglia, e la storia, i monumenti (senza una manifestazione come “Monumenti aperti” il libro non sarebbe nato), le tradizioni, le feste, l’ambiente, il patrimonio culturale, insomma, di Cagliari. Dal Cin – autore di 90 libri di narrativa per ragazzi, tradotti in 10 lingue, vincitore del prestigioso Premio Andersen nel 2013, giusto per capire - si è fatto rapire dalla città, dal suo vento, che rinfresca o affatica, dalla luce “dei suoi colori luminosi, riflessi del cielo e del mare”, lui, che viene dalle nebbie della Padana emiliana. Un’avventura “gabbiana”, “Sotto le ali del vento”, con le illustrazioni evocative di Pia Valentinis e Ignazio Fulghesu (di Udine l’una, di Laconi l’altro, entrambi cagliaritani d’adozione), che rendono pienamente grazie alla narrazione leggera e coinvolgente dello scrittore di Ferrara. Che, dopo aver studiato la storia e l’arte di Cagliari, ha visitato la città, “sia da solo, sia accompagnato da personalità di rilievo della cultura cagliaritana che Camù mi ha fatto conoscere”. E mentre la “radiografava”, si è perfino inginocchiato, “per osservare tutto ad altezza-bambino per cogliere così cosa ci fosse di interessante per loro”, dice, confessando poi la reazione stranita di qualche custode o di altri visitatori. 

E chi avrebbe potuto aiutarlo in questo “volo” se non un gabbiano, che in mezzo al vento ci  vive, e “che ha la stessa sagoma della Sella del Diavolo, da dove il romanzo prende il via”. Il libro, che racconta le “incursioni cagliaritane” di Elia ed Efisia, di mamma e papà Gabbiano, di Zio Capitano, vecchio “lupo gabbiano” di mare, di Cornelia Gracchia, una cornacchia di nobili origini romane, condite dai ricordi di Nonno Gavino Gabbiano, inizia proprio con la leggenda della battaglia sul cielo di Cagliari fra angeli e demoni, per capire come nacquero il Golfo degli Angeli e la Sella del Diavolo. Dopo aver raccontato ai bambini Ferrara e le mostre di Palazzo dei Diamanti, le esposizioni di Palazzo Marino a Milano, i Musei Civici e la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, Luigi Dal Cin ha voluto scrivere un libro per avvicinare i ragazzi alle preziosità di Cagliari, tesori dal fascino discreto e che proprio per questo vanno scoperti. “E come nelle altre occasioni ho utilizzato uno strumento potentissimo: la narrazione”, spiega. Ragione e sentimento, per conoscere emozionandosi, una storia con veri personaggi e colpi di scena “per trasmettere informazioni storiche, artistiche e culturali in modo efficace. Credo che i nostri bambini possano divertirsi a giocare anche con degli spazi, con le opere d’arte, con i musei, dentro i musei, insomma: con la bellezza di una città”.

Il primo fatto che mi ha colpito di Cagliari è la sua complessa stratificazione storica e architettonica”, sottolinea lo scrittore ferrarese. Nel romanzo spiega il papà del gabbiano Elia: “…Cagliari, ancora di più rispetto alle altre città italiane, è ricca di una storia straordinaria e brilla di una bellezza multiforme: ogni popolo differente che arrivava aggiungeva infatti la propria cultura e la propria arte a quelle che già c’erano, epoca su epoca, strato su strato”.

“Sotto le ali del vento” si va dai Fenici a Gigi Riva, e oltre ancora. E così, con le descrizioni inappuntabili dal punto di vista storico di Dal Cin, scorrono i monumenti della città (tutti, ma proprio tutti), la Karel fenicio-punica (“Zio Capitano dice che Tuvixeddu è la necropoli fenicio-punica più grande dell’intero Mediterraneo, e giura che nemmeno nella zona dell’antica Cartagine ha mai visto nulla di simile”), la Karales romana, quella medievale. In una pagina l’autore – con un dialogo serrato fra Elia e lo zio - condensa il succedersi di tutte le dominazioni, passando per i Bizantini, i Pisani, gli Spagnoli, fino ai Savoia. E poi, i quartieri storici, Marina, il borgo marinaro, Stampace, quello artigiano e degli artisti con le loro botteghe, Villanova, quello contadino, Castello, quello nobiliare e del potere politico e militare. Ancora, da Bonaria a Monte Urpinu (“Volpino”), ai fenicotteri e gli stagni, dalla Cittadella dei Musei alla Mem. La narrazione è accattivante, la storia della città si intreccia con la trama e i suoi personaggi. Emergono qua e là le esclamazioni “marinaie” di Zio Capitano (“Per mille stoccafissi!”, “Per mille scorfani affumicati!”, “Per mille barracuda ubriachi!”), luoghi e nomi pirateschi, la Taverna del Guercio, Jack Sparafulmini o Kid Squartazeppola (a proposito, Dal Cin è ghiotto delle zeppole “casteddaie”, tanto da averle inserite nei ringraziamenti).

Vivace la presentazione cagliaritana del libro, all’Exma’: uno show dello scrittore con i bambini special guest e i disegni live di Valentinis e Fulghesu a fare da giusto contrappunto.  “Non si può costruire bene il futuro se non si conosce il proprio passato”, è scritto nel romanzo. Che “è un invito agli adulti perché portino i propri figli e i propri nipoti per le strade, le piazze, i monumenti di Cagliari, per poterne respirare, insieme a loro, la bellezza e l’armonia”, conclude Luigi Dal Cin. E, infatti, alla fine del volo di questa straordinaria avventura “gabbiana”, è Cagliari, con le sue bellezze, a sfilare, affascinante, come una star. “Epoca su epoca, strato su strato”, parola di papà Gabbiano. Per mille baccalà!

                                                                                       Massimiliano Messina

 

Cagliari Monumenti Aperti giunge alla diciannovesima edizione. Quest'anno propone una rilettura della città lungo il XX secolo. Sul tema La città del Novecento – luoghi e personaggi nelle giornate di sabato 9 e domenica 10 maggio il pubblico è invitato a riscoprire la storia recente del capoluogo sardo attraverso sessanta monumenti.

 

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07-05-2015
 


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15-11-2019
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