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    31 ottobre 2020
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CARTELLONE

 



“Canto di strada” e altri percorsi

Al Man di Nuoro

Tre mostre tre, al MAN di Nuoro fino al 6 aprile, la Sardegna raccontata attraverso artisti camminatori, un viaggio in bicicletta e la ricerca ambientale.

“Canto di strada”, di Hamish Fulton e Michael Höpfner, è frutto di un dialogo ideale scaturito dalla condivisione di una concezione del cammino come motore di esperienze artistiche. La mostra, a cura di Lorenzo Giusti, direttore del Man, presenta una serie di nuovi lavori - fotografie, wall drawings, disegni e installazioni – nati dalla comune esperienza di viaggio sulle montagne della Sardegna centrale. Hamish Fulton (Londra, 1946) è una delle figure più rappresentative dell’arte inglese degli ultimi decenni. Insieme a Richard Long è considerato il padre fondatore di un movimento internazionale di “artisti camminatori”, di cui l’austriaco Michael Höpfner (Krems, 1972) è oggi uno degli esponenti più significativi.

La mostra mette per la prima volta a confronto il lavoro dei due artisti, individuando nel viaggio sulle montagne del Supramonte e del Gennargentu un terreno comune di confronto. Un’esperienza di immersione totale nella natura aspra della Barbagia orientale che ha visto muovere i due artisti per due settimane nello stesso ambiente, senza mai incontrarsi. Fulton e Höpfner aprono, attraverso l’utilizzo di linguaggi diversi – più concettuale quello del primo, con testi o grafici di percorso, più visivo quello del secondo, con fotografie e installazioni – una significativa riflessione sul ruolo dell’arte, sui concetti di esperienza e di creazione, oltre che sul rapporto tra uomo e ambiente. La mostra  è accompagnata da un programma di attività laboratoriali a cura della sezione didattica del museo e da esperienze di cammino per il pubblico, in collaborazione con artisti e guide ambientali del territorio.

“Mi è scesa una nuvola” racconta invece il viaggio in bicicletta di Antonio Rovaldi intorno alla Sardegna. La mostra è parte del progetto Orizzonte in Italia, cominciato dall'artista nel 2011 e conclusosi con l’esperienza sarda nell’estate del 2014. L’esposizione, concepita appositamente per le sale del museo nuorese, consiste in un'installazione fotografica composta da 20 elementi corrispondenti ad altrettante tappe del viaggio.

Un'installazione audio accompagna le immagini, un montaggio di voci degli abitanti del territorio, interpellati dall’artista sulle vie da percorrere per raggiungere le mete prefissate. Ciò che viene a crearsi è un dialogo surreale, basato su un'idea personale di distanza fra i luoghi e le cose.

Rovaldi (Parma, 1975) fa muovere la sua ricerca intorno alla percezione dei luoghi e del paesaggio, mettendo sempre in relazione i differenti media utilizzati, come la fotografia, il video, la scultura.

Il progetto “Civil Servants”, a cura di Micaela Deiana, si concentra in particolare su quelle indagini che, nel corso degli ultimi anni, hanno sollevato importanti questioni ambientali, fondamentali per il futuro della Sardegna. Gli artisti selezionati hanno fatto di queste un elemento chiave della propria poetica, dando vita a opere, ma soprattutto azioni, in cui l’arte diventa strumento di critica sociale per sensibilizzare il territorio al valore del bene comune.

Attraverso le narrazioni di Leonardo Boscani (Sassari, 1961), Riccardo Fadda (Porto Torres, 1976), Pasquale Bassu (Nuoro, 1979) ed Eleonora Di Marino (Carbonia, 1990), la mostra racconta in particolare gli effetti dell’occupazione e dello sfruttamento del suolo a opera di poli industriali che hanno caratterizzato la cosiddetta “rinascita industriale sarda” negli anni Sessanta e Settanta, e gli strumenti critici con cui oggi si cerca di far fronte al fallimento politico-economico di quelle strategie di sviluppo e di dare avvio al difficile processo di riconversione.

 

 




24-02-2015
 

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31-10-2020
http://www.sardegnaspettacolo.it/index.php?nodo=cartellone&id=3255