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    30 ottobre 2020
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CARTELLONE

 



Tzerimonias Paganas

I volti della maschera

Tzerimonias Paganas”, una serie di scatti di Antonio Baldino che, indagando il rapporto maschera/uomo, racconta le principali maschere dei vari centri dell’Isola. A ospitare la mostra fotografica il Murats (Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda) di Samugheo. L’esposizione, che sarà visitabile fino a domenica 1 marzo, è allestita nel primo piano ed è composta da una selezione di 30 immagini dedicate alle principali manifestazioni del Carnevale della Sardegna, da Samugheo, Ottana a Orotelli, Mamoiada e Bitti, con un focus dedicato a su Battileddu, maschera tradizionale di Lula.

Le immagini non si focalizzano su quello che è lo stereotipo dell’aspetto scenografico/teatrale della sfilata ma cercano di catturare il particolare che mette in relazione la maschera con colui che la indossa, dove la funzione magico-religiosa, che rende simbolicamente presente un’essenza divina o sovrannaturale, viene riportata al rapporto con l’uomo.

Quasi tutte le maschere sarde, in generale, hanno come significato simbolico quello del ciclo della rinascita della natura e dello stretto legame tra la terra, con le sue “entità” e le culture agropastorali. Infatti chi indossa la maschera diviene il tramite attraverso cui queste “entità” sono rese manifeste e visibili e questo comporta la scrupolosa attenzione a seguire un “codice” preciso: passi di danza, forme di atteggiamento e gestualità sono estremamente determinati e devono essere eseguiti con la massima meticolosità. Proprio per quest’ultima motivazione l’individuo che indossa la maschera non scompare del tutto e non viene sostituito integralmente dalla figura che ne nasconde il corpo e la personalità perché, nella finzione rituale, tutti eseguono dei comportamenti stabiliti ma ognuno mantiene la propria singolarità e specificità. Nella mostra alcuni scatti sono concentrati sui visi, su momenti e aspetti che evidenziano questa particolarità.

Un breve reportage è dedicato alla maschera di Lula Su Battileddu. Il nome prende origine da “battile”, che significa cosa inutile o persona buona a nulla. A sua volta il termine deriva dal greco “bathileios”, che vuol dire “ricco di messi”. La cerimonia in questione è infatti relativa alla fertilità della terra e la maschera di su Battileddu rappresenta colui che è in grado di fecondare la terra.

Il personaggio ha un aspetto orribile. Il suo volto è sporco di fuliggine e presenta delle tracce di rosso, sul petto porta dei campanacci, è rivestito di pelli di pecora e sotto il mantello la maschera nasconde una parte di stomaco di montone che contiene sangue e acqua. Ogni tanto lo stomaco viene bucato, in modo che la terra venga bagnata e fertilizzata.

Il fotografo in mostra, Antonio Baldino, è nato ad Alghero 36 anni, anche se è originario di Ittiri dove tutt'oggi vive. Il suo genere preferito è la fotografia di reportage sociale, ma si è dedicato con passione anche al ritrattismo e alla fotografia street e paesaggistica.

 

 

MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

Orari: 10-13/ 16-19; chiuso il lunedì e martedì




24-02-2015
 

Info

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30-10-2020
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