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    31 ottobre 2020
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CARTELLONE

 



Maria Lai - Ricucire il mondo

Prima importante retrospettiva dedicata alla grande artista ogliastrina

Maria Lai è scomparsa poco più di un anno fa. L’eredità artistica, e umana, lasciata da quella che è stata una delle figure più rappresentative della storia dell’arte in Italia nella seconda metà del ‘900, è enorme. Forse era giunto il momento di dedicarle la prima importante, completa, retrospettiva sulla sua opera: disegni a matita, dipinti, tessuti, libri cuciti, paesaggi, terrecotte, telai, presepi, più di trecento lavori provenienti da raccolte sia pubbliche che private, oltre che dalla collezione della famiglia. "Ricucire il mondo", il titolo della mostra, quanto mai opportuno, perché ha “cucito”, Maria, “cucito”, con i suoi fili ha legato e abbracciato il mondo, davvero.

Il progetto espositivo dedicato alla grande artista ogliastrina, che si avvale del sostegno della Fondazione Banco di Sardegna e della consulenza artistica dello stilista Antonio Marras, rispetta un ordine cronologico e tematico ed è dislocato in tre diverse location: il Palazzo di Città di Cagliari, il Museo Man di Nuoro e il paese di Ulassai.

La prima parte della mostra è ospitata fino alla metà di febbraio 2015, al Palazzo di Città di Cagliari, curata da Anna Maria Montaldo, direttrice dei Musei Civici. Nel capoluogo è possibile ripercorrere la produzione di Maria Lai dagli anni Quaranta alla metà degli anni Ottanta. Disegni, realizzati a penna o a matita, i primi ritratti dedicati ai familiari, le tempere dedicate al lavoro al femminile, le opere ispirate alla tessitura (lavagne, libri cuciti, geografie), fino ai Paesaggi, le Terrecotte, i Pani, i Presepi, e i Telai degli anni Settanta. E’ nell’esposizione anche il video della performance "Legarsi alla montagna", che l’artista realizzò a Ulassai, suo paese d’origine, nel 1981, un caposaldo del suo percorso, un’opera collettiva che coinvolse tutta la comunità del borgo incastonato sotto i Tacchi d’Ogliastra.

A Nuoro, il Museo Man accoglie la seconda parte del progetto, curato in questo caso dal direttore Lorenzo Giusti e da Barbara Casavecchia. Sono visitabili le opere di Maria Lai successive ai primi anni Ottanta. Un periodo legato anche alla ricerca in ambito performativo e teatrale. In mostra materiali documentari, foto e video, vengono presentati alcuni dei suoi principali interventi ambientali, come “La disfatta dei varani” (Camerino, 1983) o “Essere è Tessere” (Aggius, 2008), e, ancora, interviste e filmati di archivio. Un altro elemento nodale del percorso espositivo (che comprende alcune importanti serie di lavori, tra cui Lenzuoli, Libri cuciti e d’artista, Geografie e Telai) è la relazione con il mondo dell’infanzia e della didattica, esplorata da Maria Lai tramite la produzione di fiabe, libri, giochi e laboratori.

Ulassai è la terza sede del progetto espositivo (fino al 2 novembre). "Una stazione per l'arte" è il titolo che vide già qualche anno fa, nel 2006, nel paese di Maria Lai una mostra a lei dedicata. Il coordinamento è di Cristiana Giglio, direttore della Stazione dell'Arte. Sono due gli spazi di visita: l'antica stazione ferroviaria, oggi sede del museo dedicato a Maria Lai, dove le sale sono state riallestite, come nel progetto originale ideato dalla stessa Lai, con lo spazio dedicato alle carte geografiche, un altro che omaggia i suoi “cari” maestri, Salvatore Cambosu, Giuseppe Dessì, Arturo Martini, e un altro con l'installazione “Invito a tavola”. La seconda parte di visita riguarda invece gli interventi ambientali realizzati ad Ulassai a partire dai primi anni Ottanta.




05-01-2015
 

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31-10-2020
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