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    20 ottobre 2020
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CARTELLONE

 



Biasi. La collezione della Regione Sardegna

Oltre 200 opere del pittore sardo più significativo della prima metà del xx secolo

Il Tribu di Nuoro ospita l’esposizione Giuseppe Biasi. La collezione della Regione Sardegna, che comprende oltre 200 opere del pittore sardo più significativo della prima metà del xx secolo.

In mostra i lavori dell’artista sassarese acquisiti dalla Regione: opere pittoriche e grafiche distribuite nei due livelli del museo in un dialogo/confronto con quelle di Francesco Ciusa, in esposizione permanente.

Un percorso denso di contenuti a tracciare l’articolato processo di elaborazione identitaria che entrambi gli artisti intrapresero, primi portavoce dei valori autoctoni, che seppero esprimere nella loro intensa ricerca.

E proprio in questo clima di serrato dialogo si inserisce anche il confronto, proiettato nell’oggi, con le aggiornate avanguardie nuoresi, facenti capo a Seuna Lab a cui è dedicata una apposita sezione: Seuna Lab. Un laboratorio sociale dei linguaggi contemporanei, una puntiforme presenza nel percorso di Biasi. Si segnala inoltre l’intervento del collettivo femminile DeSaCrè (Design, Sartoriale, Creativo Ecosostenibile), improntato alla filosofia artistica del reciclaggio dei materiali, che innesta visivamente il noto dipinto Faisha e la collaborazione con il gruppo Hipstamatic Sardinia, che condivide la passione per le hipstafoto con persone di tutto il mondo.

 

La collezione

La Collezione Biasi della Regione Sardegna comprende una larga scelta delle opere che alla morte dell’artista si trovavano nel suo studio e che la Regione comprò nel 1956 (circa 300 opere). Attraverso dipinti, disegni e stampe, permette di seguire il percorso di Biasi dall’esordio fino agli ultimi anni di vita, con la sola eccezione del periodo compreso tra il 1915 e il 1923, che il pittore trascorse a Milano.

I nuovi acquisti, avvenuti nei primi anni 2000, hanno colmato questa lacuna con alcuni dipinti e un gruppo di disegni degli anni Trenta. L’importante antologica comprenderebbe oltre all’originaria acquisizione (1956) delle 281 opere fra oli, tempere, pastelli, chine, linoleografie, xilografie, l’aggiunta delle immissioni più recenti nella collezione Ras: un olio (Corteo nuziale, fine anni Dieci), due tempere (Dopo il Rosario, 1914 circa; Ritratto di Germana Lonati, 1923) e un gruppo di disegni degli anni Trenta.

 

Per informazioni: www.tribunuoro.it




09-09-2014
 

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20-10-2020
http://www.sardegnaspettacolo.it/index.php?nodo=cartellone&id=3111