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    26 agosto 2019
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CARTELLONE

 



Quando riuscivamo a morire

Venerdi 30 novembre alle ore 21,00 presso il Teatro Mutua di Carloforte, all'interno della rassegna "Passaggi" l'associazione Botti du Shcoggiu presenta la nuova produzione "Quando riuscivamo a morire" del gruppo teatrale Cronopios.




"Quando riuscivamo a morire", è lo sviluppo del lavoro presentato lo scorso novembre alla prima edizione del premio "Sardegna teatro in corto" organizzato da Cadadie Teatro di Cagliari. Nell'occasione, come corto teatrale, lo spettacolo ha ricevuto la menzione speciale della giuria per "... la raffinata regia e l'ottima prova d'attrice".   

Presentato in anteprima come "cuento" all'VIII edizione del Festival de Narracion Oral "Verano de cuentos" che si è svolta nell'estate a Tenerife nelle isole Canarias, "Quando riuscivamo a morire" debutta al teatro Mutua di Carloforte nella sua stesura definitiva: testo e regia di Susanna Mannelli, in scena Felipe Moretti, luci di Matteo Culurgioni.




Sinossi

Miriam riemerge dal sottosuolo, racconta come è nata la sua passione per i pozzi e i cunicoli, di come abbia deciso un giorno di continuare a scavare fino a quando sarebbe uscita alla luce senza mai tornare indietro. Racconta di come e quando ha imparato a conoscere gli uomini e la loro noia, che li porta a non avere più voglia di scendere perchè pensano che la propria esistenza possa superare la misura della vita. Non vogliono andare fino in fondo, si fermano appena sotto la crosta, perchè "consumano la voglia di scavare, innamorandosi di ciò che non si consuma"

Ma il racconto più emblematico è quello del suo incontro con una giovane di nome Core con cui Miriam s'idenfica al punto di rivivere come esperienza diretta la sua storia, quella di Minte la ninfa dei fiumi amante di Ade, sposo di Core. Racconta di come Core ha massacrato la giovane in preda ad una lucida follia, toccando il fondo della disperazione, di come ne abbia fatto poltiglia e come questo atto estremo le abbia insegnato la purezza. Racconta che i resti di Minte sono stati trasformati da Ade nella pianta della menta e che seguendo il profumo della sua essenza, Core - e forse anche lei Miriam - ha trovato la strada per riemergere dal fondo.    

 

"Una riflessione sull'attaccamento morboso che l'uomo ha per la vita nel senso estetico del termine.


L'uomo non vuole morire, così è sempre stato, ma la cosa straordinaria di questa epoca è che l'uomo non vuole più permettersi neanche il pensiero della morte. Il rifiuto della morte porta ad una conseguente cristallizzazione di luoghi comuni che tengono in superficie l'agire umano, impedendogli così una naturale evoluzione"

Susanna Mannelli



29-11-2007
 
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26-08-2019
http://www.sardegnaspettacolo.it/index.php?nodo=cartellone&id=307