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    2 dicembre 2020
Home > Cartellone > Mostra "Sulle tracce di Guttuso"
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CARTELLONE

 



Mostra "Sulle tracce di Guttuso"


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Sulle Tracce di Guttuso è un modo per scoprire l’opera del grande Maestro siciliano al ventennale dalla sua scomparsa ma anche un pretesto per visitare il territorio de Sa Corona Arrubia e i suoi musei.

 

E’ un viaggio all’insegna dell’arte e del confronto tra culture. Infatti, grazie al prestito della collezione civica del Comune di Padru, sarà possibile ammirare e porre a confronto l’arte di Guttuso con quella di artisti provenienti da 7 Isole europee: Malta, Irlanda, Baleari, Corsica, Rugen, Sicilia, Sardegna.

LE TRE SEZIONI DELLA MOSTRA

La mostra comprende 50 opere e dura due mesi.

Si articola in tre sezioni tematiche itineranti che ruoteranno in sei musei divisi a loro volta in due circuiti da tre musei.

 

Le tre sezioni individuate per l’omaggio, che il territorio rivolge all’artista che ancora molto giovane - nel 1934 - diceva di credere “nella pittura come espressione - per mezzo di linee e di toni - del significato delle cose” sono le seguenti:

 

1) Renato Guttuso e la sua terra;

2) la donna e il nudo;

3) la natura morta.

 

Si tratta, dunque, di tre filoni che escono dall’indirizzo dell’impegno sociale, praticato dall’intellettuale e pittore siciliano che aderì, nel 1940, al Partito Comunista Italiano, su sollecitazione dello scrittore Alberto Moravia, del critico d’arte Antonello Trombadori e del giornalista Mario Alicata

 

PERIODO: Medio Alta Stagione ORARI: Dal Mercoledì alla Domenica Matt. 10.00-13.00 Sera 15.00-19.00

23 Novembre 2007 al 26 Dicembre 2007 (50 opere divise tra Lunamatrona, Pauli Arbarei, Segariu) Circuito 1

27 Dicembre 2007 al 27 Gennaio 2008 (50 opere divise tra Collinas, Gonnostramatza e Mogoro) Circuito 2

 

COSTO BIGLIETTO:            € 2,00 a visitatori per 1 museo

€ 4,00 a visitatore per 3 musei

€ 6,00 a visitatore per 6 musei





SULLE TRACCE DI GUTTUSO.

Il realismo della ragione. I luoghi del sentimento.

 

TESTO CRITICO

- A cura di Rino Cardone -

 

“Credo siano legati alla mia ispirazione più profonda e remota, alla mia infanzia, alla mia gente, ai miei contadini, a mio padre agrimensore, ai giardini di limoni e di aranci, alle pianure del latifondo familiare, al mio occhio ed al mio sentimento, da che sono nato: contadini siciliani che hanno, nel mio cuore, il primo posto, perché io sono dei loro, i cui volti mi vengono, continuamente, davanti agli occhi, qualunque cosa io faccia, contadini siciliani che sono tanta parte della storia d'Italia”.

 

Renato Guttuso, Biennale d’Arte di Venezia, 1950.

 

Parafrasando lo scrittore e sceneggiatore Vitaliano Brancati potremmo dire che “bisogna essere nati in Sicilia per comprendere, fino alla commozione certi suoi difetti” e al tempo stesso – aggiungiamo noi – per capire certi suoi pregi, per intendere, cioè, la natura fortemente passionale dei siciliani e la loro cultura - a tratti realistica ed a tratti romantica –. divisa, da sempre (nella vita di tutti i giorni, come negli usi, nei costumi, nelle arti e nella letteratura) tra simbolo e leggenda, tra storia e mitologia.

Ebbene, questa è proprio la Sicilia che traspare (per la forza espressiva e per l’intensità cromatica, oltre che per la vigoria del segno) dai dipinti e dai disegni (specie quelli giovanili, intorno agli anni ‘30) di Renato Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911 - Roma, 18 gennaio 1987) che ai temi or ora menzionati dedicò – nel corso della sua attività artistica e creativa.


Di quest’artista ricorre quest’anno il ventennale della morte.


La sua opera e la sua figura sono state celebrate, nel corso dell’anno, in cinque mostre. Due a cura di Silvana Costa: a Palazzo De Andrè, Ravenna (25 agosto - 16 settembre) e a Palazzo Giustiniani, Roma (12 ottobre - 4 novembre). E tre a cura di chi redige questa presentazione: nei locali della Pinacoteca Provinciale di Potenza (31 maggio - 30 luglio); negli spazi del Centro culturale di Padru (Olbia-Tempio; 14–30 settembre) e in ultimo (16 novembre 2007 - 20 gennaio 2008) in più musei e Comuni del Medio Campidano e dell’Oristanese (Lunamatrona, Pauli Arbarei, Segariu, Collinas, Gonnostramatza e Mogoro) ricadenti nell’ambito del Consorzio Turistico Sa Corona Arrubia.

 La Sicilia di Renato Guttuso che s’è voluta mostrare, nelle diverse mostre che sono state stabilite in Sardegna (volute in accordo tra il Consorzio Turistico Sa Corona Arrubia, di cui è presidente Alessandro Merici, e il Comune di Padru, di cui è sindaco Gavino Mandras) è quella che il narratore e saggista, Leonardo Sciascia denunciava essere “difficile da capire” fino a coniare, per essa, il termine – che rinvia all’idea di ghetto - di sicilitudine; con l’estremo disappunto, al riguardo, di Andrea Camilleri.

Per questa ragione le mostre volute dal MUS-TER -Sistema Museale de Sa Corona Arrubia- sviluppano (su indicazione precisa del suo direttore, Paolo Sirena) tre tematiche, che appartengono alla vita e all’opera del maestro siciliano, che fu, non solo, un grande interprete della ricchezza sociale e dell’ampiezza culturale della sua isola (gemella, per molti versi, alla Sardegna) ma anche di quel ricco filone artistico che – nella seconda metà del Novecento - prese il nome, in Italia, di realismo pittorico. E che attraverso la potenza pittorica di Renato Guttuso, ci ha consegnato, in immagini roventi e colori accesi, la grande epopea del proletariato italiano, attraverso lavori come “L’occupazione delle terre”, “La crocifissione”, “I funerali di Togliatti”, “La fuga dall’Etna”, “Fucilazione in campagna” (dedicata alla morte di Federico Garcia Lorca) e “La Vucciria”. 




20-11-2007
 
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02-12-2020
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