Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti: cliccando su 'Chiudi' o proseguendo nella navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni o per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa.

[CHIUDI]

SpettacoloSardegna | Registrati | Pubblicità | Contattaci | Newsletter

    15 novembre 2019
Home > Cartellone > Teatro Anch'Io
Login
User

Password
Recupera password 
 

CARTELLONE

 



Teatro Anch'Io

rassegna di teatro per la città di Nuoro e provincia











TEATRO ANCH'IO, rassegna di teatro per la città di Nuoro e provincia , ideata e curata da Monica Corimbi, attrice e responsabile del settore teatro ragazzi della Compagnia Bocheteatro di Nuoro, rassegna che vuole diventare una consuetudine per le scuole della nostra città.




Siamo ritornati presso la nostra sede di Via Congiu/Pes, anche se  piccola per un pubblico di bambini così numeroso, nel tentativo di creare uno stabile di teatro ragazzi, in una città dove l’offerta culturale dedicata ai bambini dovrebbe essere al primo posto tra le“emergenze” della comunità.


Dunque la Sede di Bocheteatro sarà la dimora primaverile delle favole meravigliose raccontate  nella Rassegna TEATRO ANCH'IO.


Ospiteremo compagnie di rilievo nazionale e regionale, dando spazio alla tradizione come alla sperimentazione. Con il tramite del teatro si può parlare di tutto: raccontare il fascino di un percorso verso l’ignoto, esplorare il mondo con altri occhi, volare sui paesaggi dell’anima, quando la realtà interna si confonde con quella esterna. D’altronde far uscire il pubblico dal quotidiano, rappresentando proprio il quotidiano di una realtà altra, è l’essenza stessa del teatro.


La Rassegna si proporrà con un  fitto calendario di appuntamenti ed eventi paralleli, quali i laboratori di animazione alla lettura, laboratori di drammatizzazione e di manipolazione,


 un ulteriore momento di scambio tra chi siede in sala e chi sta sul palcoscenico, per rinnovare, anno dopo anno, il patto di amicizia con il nostro pubblico.


Perché i bambini dovrebbero andare a teatro? Forse perché è un luogo dove si raccontano le favole, quelle che ti entrano dentro e ripeti ogni notte prima di addormentarti con l’aiuto di mamma e papà.


 Le storie raccontate a teatro hanno il po­tere di stimolare l’immaginazione, sono un’assicurazione per il futuro perché restano saldamente attaccate alla memoria.


È la memoria la chiave di volta del teatro e della vita stes­sa. Nell’epoca dell’uomo tecnologico le rappresentazioni del quotidiano sono mediate dalla televisione, da internet, dai videogiochi, mezzi veloci con informazioni a breve scaden­za. Il teatro non scade. È un’attività eterna. Nasce nelle pri­me società organizzate, come il fuoco, che doveva rimanere sempre acceso.


E proprio ai bambini che, secondo noi, il teatro deve rivol­gersi. I piccoli hanno la capacità di mettersi in gioco più degli adulti. Non hanno paura di sciogliere, vivere le emozioni. I bambini sanno condividere con l’attore, o con l’animatore, la magia che si crea quando si spengono le luci e arriva l’attimo di meditazione nel silenzio. Sentono più dei grandi la gioia liberatoria della risata e dell’applauso. Teatro Anch’io e Arteteatro, vivere la scuola sono  solo un assaggio dei nostri sogni per tutti i bambini di questa città.


l nostro progetto è realizzare una grande casa del teatro, con le porte sempre aperte, per contribuire alla crescita delle generazioni future












PROGRAMMA rassegna


 


IL CROGIUOLO

BABBO NATALE ROCKSTAR


con Rita Atzeri, Angelo Trofa, Alessia Marrocu, Gianni Simeone, Felice Montervino


regia di Roberta Sandias


7 febbraio ore 18.00


 


Lo spettacolo, che ripropone i personaggi caratteristici del Natale cari ai bambini, quali Babbo Natale, la Befana, la renna ed il folletto aiutante, si sviluppa tra colpi di scena e gag comiche, coniugando tradizione ed attualità, quotidiano e fiabesco, ed il linguaggio drammaturgico, immediato ed efficace, offre numerosi spunti lessicali per compiere indagini sulla lingua italiana, ricca di ambivalenze semantiche e frasi idiomatiche.


Cosa succede se  alla Vigilia di Natale Babbo Natale, in seguito ad un incidente, viene colto da una  preoccupante amnesia ed una conseguente crisi di identità ? Il nostro eroe, in seguito ad una caduta, perde conoscenza, ed al risveglio crede di essere una Rockstar in procinto di esibirsi in un grande concerto, creando scompiglio tra i suoi aiutanti, in parte divertiti ed in parte preoccupati da questa vicenda, che rischia di compromettere il Natale. A risolvere la situazione interviene la befana, saggia e tempestiva.. ma il finale prevede un nuovo colpo di scena !


Lo spettacolo, inoltre, vuole essere stimolo per approfondire notizie e curiosità sui personaggi della tradizione natalizia. La figura di Babbo Natale, trae origine da San Nicola, il santo turco protettore della città di Bari, che in vita compì numerosi miracoli e aiutò molti bisognosi, pertanto la sua immagine venne identificata con quella di un “apportatore di doni”. La tradizione di San Nicola si diffuse per tutta l’Europa e raggiunse anche l’America. Qui il nome del santo, che gli emigrati olandesi chiamavano Sinte Niklaas, si trasformò in Santa Claus. Nel 1863 il disegnatore Thomas Nast, attribuì a Babbo Natale l’aspetto definitivo, così, in comune con il santo originale, rimase solo la barba. Con il tempo vari elementi fantastici hanno arricchito la leggenda di Babbo Natale: la figura del folletto aiutante, ispirata a quella degli elfi delle fiabe irlandesi, risale al periodo del romanticismo, così come la slitta trainata dalle renne. La figura della Befana, vecchia benefica apportatrice di doni, risale ad antichi riti pagani nati per scongiurare il rigore dell’inverno. La festa tradizionale, sopravvissuta all’avvento del cristianesimo, è stata identificata con l’Epifania, la festa dell’Apparizione nella quale si ricorda la visita dei re magi a Gesù bambino.


 


AKROAMA

LA DISPETTOSA BIANCANEVE

 commedia per l’infanzia di Stella Iodice


Con Lucia Dore, Ilaria Michalette; Antonello Foddis, Maurizio Giordo


14 febbraio ore 18.00


 


“La dispettosa Biancaneve” nasce come parodia della fiaba più famosa scritta dai fratelli Grimm “Biancaneve e i sette nani”.


A reggere le fila dello spettacolo un personaggio di fantasia, Elena Grimm, sorella dei fratelli Grimm.


Elena sostiene che i sui fratelli  non sono altro che degli usurpatori che hanno modificato a loro piacimento la storia di Biancaneve. La favola scritta da Elena, infatti vedeva la bella Biancaneve - nota a tutti i bambini per la sua dolcezza - come una ragazza dispettosa, sgarbata, petulante, isterica.


La Matrigna al contrario dolce, affettuosa e disperata per il brutto carattere di Biancaneve.


Dulcis in fundo: quel rompiscatole vanitoso del Principe Azzurro che, svegliando con un bacio Biancaneve, renderà tutti disperati!


 


 


TRAGODIA TEATRO

LE FIGLIE DELLA LUNA


Di e con Virginia Garau


e con Daniela Melis, Caterina Peddis Ulisse Sebis


21 febbraio ore 18.00


 


Lo spettacolo racconta delle Janas il cui nome deriva dalla dea Diana, la dea della luna.


L’opera narra dei miti legati alla loro esistenza e alla loro vita quotidiana vissuta in compagnia di gatti in castelli sfarzosi e nascosti agli occhi degli uomini. Amavano riempire ricchi forzieri colmi di tesori inestimabili che allettavano gli esseri umani sino a sfidarne le loro vendette e così attraverso la magia e l’incantesimo si nascosero per sempre ai loro occhi portando con loro gli immensi averi nel più profondo delle viscere della terra.


L’opera allegra e leggera è in verità uno strumento didattico che in modo ludico e divertente fornisce agli scolari la possibilità di conoscere a fondo miti e leggende di cui è tanto ricca la Sardegna.


 


 


TEATRO DEL SOTTOSUOLO


LA BALENA INNAMORATA


regia: Bano Ferrari e Sabrina Barlini


testi: Giampiero Pizzol, Bano Ferrari e Sabrina Barlini


con: Chiara Giuliani


28 febbraio ore 18.00


 


“La Balena innamorata” è la storia di un naufragio. La Signora Bianca, la protagonista della nostra storia, camminava sulla spiaggia dietro un remo...ascoltava rapita la sua storia...quando ad un tratto è arrivata la burrasca e la Signora si è trovata in fondo al mare....non sto ora a dirvi come arrivò sull’isola, nella quale potrete incontrarla e sulla quale vi racconterà la storia di quel brutto giorno che diventò ad un tratto straordinario, infatti è noto che a volte i problemi o le disgrazie, secondo come vengono interpretate e vissute, possono invece portare gran consiglio e trasformarsi da brutte esperienze in momenti unici e di grande crescita personale, c’è pure il detto “che non tutti i mali vengono per nuocere”... e ancora una volta, come al solito la saggezza popolare ci invita alla riflessione...... dovremo ricordarcene più spesso! Ecco, il naufragio della Signora Bianca è stato un po’ questo e un po’ quello,un gran “macello” ma anche una nuova conquista una infusione di saggezza direttamente tratta dalla vita vissuta, dalla solitudine e dall’incontro con la natura unica vera signora della storia. Insieme alla Signora Bianca un simpatico amico il polpo Ottavio, importante compagno di viaggio come fu Venerdì per Robinson.


 


 


 




SORICHITTA


 



DOMENICA 7 Marzo ORE 18.00


LUNEDI 8 Marzo ore 10.00



 


Sala Bocheteatro Via Congiu/Pes 6


NUORO


 


 












BOCHETEATRO

SORICHITTA


Di e con Monica Corimbi


 e con Monica Farina


Musiche originali Stefano Ferrari


Regia Giovanni Carroni


Dai 3 anni– 7 Marzo, domenica ore 18.00


Per le scuole 8 Marzo, lunedì ore 10.00 Rassegna ARTETEATRO











La topolina Sorichitta è una piccola massaia proprio brava a cucinare… e a non farsi fregare!

Dalla sua tana si sente sempre un buon profumo di culurjones, malloreddos, macarones de busa, su casu berbechinu che fanno tanta gola al gatto ladrone Fantagatto che cercherà sempre di rubare alla topolina tutte queste meraviglie! Il mondo però a volte va proprio all’incontrario e quì, tra il topo e il gatto… è proprio il gatto a rimanere fregato. Ma questa è anche una storia di amicizia: il gatto e la topolina diventeranno amici e insieme al corvo Piticò e Zoseppeddu il porcospino ci accompagneranno in questo viaggio nella storia dei sapori, dei profumi, dei colori degli alimenti della Sardegna.

Lo spettacolo è stato prodotto con il sostegno finanziario del GAL MARE E MONTI, agenzia di sviluppo rurale del nuorese, nell’ambito del Programma Leader Plus, in collaborazione con l’USL n.3 di Nuoro che ha svolto lo studio scientifico e pedagogico sui prodotti alimentari tradizionali della Sardegna indicati  nel testo teatrale, scritto da Monica Corimbi e Giovanni Carroni, che ha curato anche la regia.


E’ uno spettacolo che nasce per sensibilizzare i bambini al consumo dei prodotti tipici della nostra terra: sos culurjones, sos malloreddos, sos macarones de busa, su casu berbechinu , il miele e l’olio sardi ecc. , contro un sempre più crescente abuso di merendine, patatine e quant’ altro di industriale e poco sano che impera nei nostri supermercati e centri commerciali.


La storia dei sapori, dei profumi, dei colori degli alimenti sardi passa attraverso i personaggi della storia: la protagonista, una topolina massaia dal nome di Sorichitta interpretata dall’attrice Monica Corimbi, e dai suoi amici: il corvo Piticò, Zoseppeddu il porcospino e il gatto ladrone Fantagatto interpretato da Monica Farina, insieme alle bellissime musiche originali di Stefano Ferrari, per la regia di Giovanni Carroni. Lo spettacolo non manca di dare ai bambini messaggi di solidarietà e regole  comportamentali generali.








 




 


FIGLI D’ARTE MEDAS


CONTOS


di e con Gianluca Medas


14 marzo ore 18.00


 


Il raccontare in contrapposizione alla cultura dell’audience, dei dati d’ascolto, della massificazione coercitiva. Tempo fa, i padri dei nostri nonni, nelle piazze, nelle case o nelle lolle, raccontavano favole o storie, frutto di una tradizione orale, nate per tramandare un sapere che, chi ascoltava, non avrebbe potuto leggere ne vedere su alcuno schermo o su nessun palcoscenico.


La memoria, la vita, la storia erano gli argomenti segreti di quei racconti leggendari. In quei momenti importanti per tutta la comunità si creava una atmosfera straordinariamente carica  poiché al narratore si affiancavano gli  ascoltatori. Poi lo stare in attesa delle parole snocciolate dal narratore ed il rispetto fra le persone del gruppo tutte cose che oggi si sono perse.


Il risultato di ciò possiamo vederlo nei nostri figli, senza memoria, senza fantasia; una generazione plasmata dagli zainetti Invicta e dai Pikaciù, che comunica con un underground sempre più limitato e di vaga origine “ fininvestiana.   Ecco allora quale è il senso del raccontare nel nostro tempo; narrare per  risvegliare, per essere ascoltati, e per ascoltare, poiché le favole sono un unguento profumato, fermano il tempo per un attimo e lo colorano, creando una sorta di catarsi in chi ascolta, che impara, nella metafora.Il raccontare è perciò un’arte nobile, proprio perché semplice, non necessita di nulla; una voce, delle orecchie che ascoltano, uno spazio, delle sedie ed un pubblico di persone con la voglia di seguire il filo di una storia.


Ci sono alcune narrazioni che hanno la capacità di coinvolgere le persone che ascoltano al punto tale che queste entrano nel racconto, facendone parte.


Ci sono racconti simpatici che chiedono al pubblico di suonare il campanello, altri che vogliono delle risposte, altri ancora che fanno domande e che vogliono risposte…il narratore insomma è solo un veicolo, un servo di queste storie, al loro servizio, come un sacerdote della parola  che trova vita attraverso chi racconta.


 


 


BLANCA TEATRO


PICCOLI PRINCIPI


Testo e regia di Virginia Martini


Con Sabine Bordigoni e Matteo Procuranti


Collaborazione artistica Antonio Bertusi


21 marzo ore 18.00


 


“Quello strano palloncino dentro la pancia della mamma…certo sapevo che si trattava di un fratellino o di una sorellina, in casa non si parlava d’altro! Maschio o femmina che fosse sarebbe stato strano per lui affacciarsi ad un mondo completamente nuovo, avrebbe dovuto abituarsi un po’ a tutto: dal rifugio stretto e buio in cui stava non poteva avere la più pallida idea di come era fuori. Sarebbe stato come un astronauta calato per la prima volta sul pianeta terra! E toccherà a me spiegargli come va il mondo... “


Una bambina ed un bambino attendono insieme la nascita dei reciproci fratellino e sorellina. L’attesa è l’occasione per confrontare le proprie emozioni, la paura di non essere più il centro delle attenzioni dei genitori, il timore di crescere e doversi “assumere delle responsabilità”, il “sospetto” per tutto ciò che è nuovo e sconosciuto. E proprio la scoperta di poter condividere con l’altro i propri pensieri, le sensazioni, i sogni, sposta immediatamente il punto di vista e l’arrivo di un fratellino e di una sorellina diventa una meravigliosa opportunità per raccontarsi la vita e immaginare un  futuro pieno di giochi, avventure, risate.


Uno spettacolo delicato ed emozionante quanto divertente, che accompagna i piccoli spettatori alla scoperta della magia della vita e dei sentimenti più importanti che la  rendono straordinaria come l’amore, l’amicizia, la solidarietà, il coraggio.


 


 


 


 


 


LA BOTTE E IL CILINDRO


CARTACANTASTORIE


Con Daniela Cossiga


 Regia Sante Maurizi


28 marzo ore 18.00


 


C’era una volta una casa molto carina, senza soffitto, senza cucina. Era proprio bella, bella davvero. E stava in via dei Matti numero zero. Ci abitava un bambino di nome Carletto, un po’ monello: tirava la coda al gatto, rubava la cioccolata, diceva alla nonna che era ingrassata. Il padre di Carletto, un uomo con la barba rossa e blu, era capitano di una nave: molto spesso era lontano, a lavorare con la sua barca. In genere andava a Santa Fè, a prendere il caffè. Ma una volta che era a casa con Carletto gli disse: “Senti, da oggi, qui a Est, hanno aperto la fiera. Che cosa ne dici se ci andiamo?”. Carletto era contentissimo, e si affrettò a prepararsi per uscire. Quando arrivarono alla fiera, il bambino iniziò a guardare tutte quelle cose bellissime che c’erano nelle bancarelle. Quando il padre gli chiese se volesse un regalo, Carletto indicò subito un piccolo topolino in gabbia. Il padre all’inizio non voleva comprarlo, pensava che la moglie lo avrebbe sgridato, ma il bambino insisteva. Alla fine, convinto anche dal fatto che in fondo costava solo due soldi, comprò il piccolo topo. Ma il gatto di casa stava in agguato, e poi anche il cane sorvegliava il gatto, e un vicino prese un bastone, e si accese un grande fuoco, e l’acqua poi spense il fuoco, ecc. ecc…….

Sono le canzoni che tutti i bambini conoscono a essere lo spunto narrativo per “Cartacantastorie”, eseguite e animate dal vivo con immagini e colori proiettati sul grande schermo. Un viaggio coinvolgente fra le melodie e la fiducia nella combinatoria del raccontare.

Come in fondo fanno (ancora?) i genitori, i quali alla domanda “mi racconti una storia?” iniziano a incastrare trame e personaggi finendo per non capirci più niente.


.


 


BOCHETEATRO

CHE MOSTRO TI MOSTRO

di e con  Monica Corimbi

 Regia Giovanni Carroni


11 aprile ore 18.00


 “Che mostro ti mostro!” è una divertente storia di paura che vuole raccontare ai più piccoli come si può non aver paura di aver paura e dimostrare come questa emozione sia un fatto naturale e soprattutto indispensabile per la vita di tutti i giorni.

Lo spettacolo prende spunto e intreccia alcune fiabe, tra le più note, della raccolta Fiabe Italiane, curata da Italo Calvino, la ricerca preliminare si è nutrita anche delle suggestioni di autori contemporanei come Bruno Tognolini e poi Rossana Copez e Tonino Oppes con il loro “Tutti buoni arriva Mommotti” a cui lo spettacolo è liberamente ispirato.

Sul palcoscenico ci  si muove tra due piani distinti: da un lato il personaggio–narratore che agisce nella realtà quotidiana; dall’altro, il mondo fantastico evocato dai suoi racconti. L’uso delle luci curate da Gianluca Usala e delle musiche composte appositamente da Cristian Orsini suggeriscono il lieve passaggio tra i diversi piani della narrazione e sottolineano gli stati d’animo della protagonista interpretata dall’attrice Monica Corimbi, che ha scritto il testo originale e ideato la grafica e le illustrazioni. La scenografia minima permette ai giovani spettatori di lasciarsi guidare dal racconto e di abbandonarsi nel fantastico e magico mondo del teatro  tra draghi giganti, Mostri Afferracaviglie, Bobbotti paurosi, Lupi affamati e donne dai poteri magici come Sa mama ‘e su sole, che di volta in volta appaiono allo spettatore grazie ad un animazione grafica originale e divertente. La  regia dello spettacolo  è  di Giovanni Carroni


 


 


 


 





03-03-2010
 
Info

Copyright © Spettacolosardegna 2000 - 2019 P.IVA 02577870922  Reg. Trib. di Cagliari n. 10/13 del 22.08.2013   note legali   pubblicità
Credits
15-11-2019
http://www.sardegnaspettacolo.it/index.php?nodo=cartellone&id=2364