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    15 novembre 2019
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CARTELLONE

 



Festival Etnia e Teatralità

XX edizione





COMPAGNIA TEATRO SASSARI - FESTIVAL ETNIA E TEATRALITA’ XX EDIZIONE –

TEATRO COMUNALE “Andrea Parodi” PORTOTORRES




6,7 novembre 2009 ore 21 – 8 novembre 2009 ore 19

21 novembre 2009 ore 21 – 22 novembre 2009 ore 19




COMPAGNIA TEATRO SASSARI

“La visita della vecchia signora”

di Friedrich Durrenmatt

traduzione e adattamento di Mario Lubino e Marco Spiga

regia e impianto scenico di Marco Spiga

teresa soro, mario lubino, alessandra spiga, chicca sanna, alfredo ruscitto,emanuele floris,michelangelo ghisu,alessandro gazale,pasquale poddighe, solferinosodini – partecipazione straordinaria tino petilli

A Gullen,”lettamaio” in tedesco  e “Muntinaggiu” nella trasposizione del Teatro Sassari, ritorna un giorno Clara Zachanassian, una vecchia signora costretta in gioventù a fuggire dal paese per la vergogna di essere stata sedotta e abbandonata dal fidanzato. Dopo varie umiliazioni, tra cui anche la prostituzione, la signora è riuscita però a diventare ricchissima e si presenta a Muntinaggiu con l’intenzione di vendicarsi del suo seduttore. Offre, infatti, un miliardo, metà al Comune da investire in opere pubbliche e l’altra metà distribuita fra gli abitanti, a condizione che venga ucciso il suo seduttore, tranquillo padre di famiglia che gode ora della stima dell’intera comunità. Inizialmente viene opposto un netto rifiuto, ma poi, attratti dalla possibilità di migliorare le loro precarie condizioni economiche, finiscono tutti per aderire al progetto omicida.




12 novembre 2009 ore 21

EL RETIRO FLAMENCO  -

Musica, canto e danza gitana

David Duran Gil, Rafel Casado, Caridad, Rocio Santiago, Joaquin Simaro Almazan

Fortemente influenzato dalla cultura musicale dei Mori e degli Ebrei, il flamenco affonda le sue radici nella cultura Gitana. Un tempo ristretto nella zona dell’Andalusia, oggi fa parte della cultura e della tradizione musicale spagnola ed è diventato un genere rappresentato in tutto il mondo. L’esecuzione del flamenco più puro e tradizionale, le melodie e i virtuosismi della chitarra, le percussioni ed il canto si fondono nell’energica gestualità del ballo, caratterizzato da passi tumultuosi e alternanza di costumi colorati, in un gioco di nacchere, ventagli e mantones.




14 novembre 2009

L’EFFIMERO MERAVIGLIOSO

“Piccioccus”

Progetto di drammaturgia musicale originale liberamente ispirato a Beggar’s Opera di John Gay

Testo Anna Zapparoli, Musiche Mario Borcciani, Direzione artistica e supervisione Maria Assunta Calvisi

Coro delle voci bianche della Scala di Milano e bambini di Sinnai

Affondando le radici nel mondo del sommerso del disagio adolescenziale e scoperchiando le emergenze che (ri)guardano i più giovani, il testo è un ripensamento del tutto originale del capolavoro di John Gay, un vero e proprio work in progress in cui 8 bambini sardi hanno lavorato insieme con i ragazzi “scaligeri”. L’ambientazione è un quartiere di Cagliari, S. Elia, un quartiere sinonimo di disagio e problematicità, con le sue contraddizioni e le sue peculiarità, legato alla specificità della Sardegna, accentuate dalle difficoltà , dal degrado culturale, dalla voglia di riscatto.




19 NOVEMBRE 2009 ORE 21

 ODIN TEATRET

“Oro de Otello” 

Regia di Eugenio Barba

con Augusto Omolu

Partendo dal tema dell’Otello e utilizzando il bravissimo danzatore brasiliano Augusto Omulu, la performance si basa su una cerimonia brasiliana in forma di danza, portata nel paese sudamericano dai deportati africani. Sul palco quattro strumentisti con tamburi di diversa dimensione. Il ritmo delle percussioni ed il movimento del danzatore hanno lo scopo di evocare gli Orixas, divinità che rappresentano le differenti forze della natura nella loro dialettica violenta e vitale. Barba  sceglie di alternare e mischiare a queste sonorità sacre la musicalità occidentale dell’Otello di Verdi con la voce di Luciano Pavarotti.




28 novembre 2009 ore 21

“ALEXIAN” SANTINO SPINELLI E DANIELE RUZZIER

“Duj furatte mulo” ( due volte morto)

Lettura scenica con musiche canti e danze romanès originali

E’ una cronaca toccante, un dramma che si ripete e continua a ripetersi sul popolo Rom. Esprime il dualismo tipico che condensa il pensare romanò, “susipè” e “ millipè” cioè puro e impuro, “baxt” e “bibaxt”, ovvero fortuna e sfortuna. E’ stato scritto in due lingue, in italiano e in lingua “romani” . La vicenda è una denuncia contro il dolore, le persecuzioni , le ipocrisie e i luoghi comuni di cui sono vittima i Rom da parte del mondo occidentale, tutto evidenziato non solo attraverso la parola che diventa poesia, ma anche attraverso la danza e la musica. Vincitrice del Premio internazionale “Flaiano” come opera prima.




7 dicembre 2009 ore 21

CRTscenamadre

“ORPHEUS” di Daniela Giordano

con Daniela Giordano e Lamine Dabo

Musiche Ismaila Mbaye – Djibril Gninguè

Uno spettacolo costruito con architetture di molti linguaggi e saperi: la scrittura poetica si scioglie e prende vita nella danza, nell’emozione della voce che duetta con il djembè, e il griot incanza con il canto in wolof, la lucente metafora dell’ascesa di Orpheus alla piena consapevolezza. Rivisitazione del mito di Orfeo nella realtà contemporanea africana. L’amore unico stimolo che spinge la conoscenza oltre ai limiti materici, oltre il visibile e misurabile, unica realtà che unisce e non divide, perché corpo e mente si fondono in un unico suono con l’universo.

 


11 dicembre 2009 ore 21

YAMPAPAYA

AFRO WORLD MUSIC

YAMPAPAYA è un termine tailandese che significa “insalata mista piccante”, sicuramente la definizione più illustrativa per questa band del terzo millennio. La musica spazia dal soukous africano al rock, con artisti delle più diverse nazioni e culture come Senegal, USA, Italia, Congo, Cuba, Angola, con l’intento di dimostrare come la musica possa essere senza limiti né frontiere: testi in inglese con cori in lingala e swahili, chitarre africane e djembe, miscelate con groves rock/funky o melodie afro/jazz condite con mutwashi “african sexy dance”.




12 dicembre 2009 ore 21

ISOLA DALLE VENE D’ARGENTO

ideazione e realizzazione Giampiero Dore

Musiche originali marcello peghin- mariano piras –gavino riva – tore mannu

versi antonello bazzu – letture chicca sanna

Si tratta di una suite articolata in nove parti, una sorta di viaggio senza una meta precisa in cui convivono fusioni di suoni, immagini e parole estremamente suggestive. E’ un viaggio in una Sardegna lontana dagli stereotipi, dai clamori estivi, in intima armonia con il ritmo delle stagioni che si fondono con gli elementi della natura – ARIA – ACQUA – TERRA – FUOCO. Lo spettacolo è costruito con un forte impatto visivo grazie alle immagini di una Sardegna sconosciuta e l’esecuzione delle musiche eseguite dal vivo che si rifanno ai suoni del mediterraneo con contaminazioni rock, musica etnica e psichedelica.  




19 dicembre 2009 ore 21

LA BOTTEGA DEI TEATRANTI

“GLI UOMINI, IL GIOCO E IL TEATRO”

due atti e quattro quadri

ispirato alla vita di E. De FILIPPO

ROSARIO MORRA – ALFREDO RUSCITTO – LUCIA DORE – ANTONELLO FODDIS

 

Si snoda in tre situazioni comiche diverse e la si può definire una coinvolgente spiegazione in forma drammatizzata che ricalca i tratti fondamentali dell’opera eduardiana. I fatti del quotidiano, le esigenze della vita, rendono paradossale il nostro essere di fronte alla vita stessa per cui l’umorismo che ne deriva si fa comico. E’ questo un pretesto per parlare oltre che di Eduardo autore, anche del difficilissimo mestiere dell’attore che Eduardo tanto bene faceva.

 

23 DICEMBRE 2009 ORE 21

AKROAMA T.L.S.

“La creatura” di lelio lecis  

 liberamente tratto da “Quando noi morti ci destiamo” di Henrik Ibsen

regia di Lelio Lecis

Pubblicato nel 1899 e rappresentato a Stoccarda il 26 gennaio 1900. E’ l’ultima opera del drammaturgo ed è l’estrema meditazione su se stesso e sulla propria arte, attraverso il personaggio di un famoso scultore ormai anziano che scopre di aver sacrificato l’amore all’arte e l’arte stessa al successo in una catena di atti d’assoluto egoismo. Tutto questo trasferito in Sardegna su un’assolata spiaggia del nord e sulle montagne del Gennargentu. La modella diventa una giovane donna che nello squilibrio della sua esperienza artistica cerca sollievo negli stupefacenti. Un’opera quindi sull’arte ma anche sul disagio giovanile e sul tradimento dei propri sogni e ideali.

 

 



27-10-2009
 
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