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    31 ottobre 2020
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CARTELLONE

 



Incontri allo SpazioP

Antùn Kojtom, pittore maya tseltal



Le energie sacre della cultura Maya, la cosmovisione dei popoli del Chiapas
riemergono nelle immagini di Antùn Kojtom, pittore maya tseltal, ospite, con le sue opere, di due incontri durante i quali racconterà i miti e l’attualità della cultura amerindiana del Messico.



Nel primo, lunedì 24 novembre, nei locali della galleria Spazio P, in via Napoli 62, alle ore 20, Antùn Kojtom proporrà una lettura di dei suoi “13 telai dello spirito”.

Nel secondo, martedì pomeriggio alle ore 16, l’artista incontrerà gli studenti della facoltà di Lingue dell’Università di Cagliari, in via San Giorgio 12, e qui discuterà con Riccardo Badini, docente di Lingua e Letterature ispanoamericane, della vitalità della cultura maya contemporanea e delle sue manifestazioni nelle arti visive. Durante l’incontro sarà presentato anche un video documentario.

Il titolo della mostra “Tredici telai dello spirito” suona in lingua originale “Ox lajuneb sjalabil ch’ulelal” dove Ch’ ulelal si può interpretare come “anima”, o “spirito”, secondo la dottrina della cosmovisione dei Maya-tzeltales di Tenejapa. Il ch’ulel è una forma di dualità dell’essere, una dualità che nella sua forma più elevata può permettere al soggetto di trasformarsi in un animale potente, protetto dai guardiani di una qualche montagna, lontano o vicino casa. In questo senso ci sono dualità di ch’ulel conosciuti come Lom, esseri di fuoco, o Me’tik tatik , esseri che condividono la dualità con spiriti morti.

La seconda forma di partecipazione alla dualità dell’essere è il ch’ulel minore. Si realizza in azioni minori e si manifesta negli esseri comuni e in alcuni elementi della natura come il mais, i fagioli e gli alberi.

Ox lajuneb sjalabil ch’ulelal, è una prima tappa dove si cerca di interpretare gli spiriti animali che formano parte della visione del mondo Maya.

Telai e ch’ulelal (“spiriti”) uniscono due differenti forme di conoscenza: la tela e il tessuto sono, per Antùn, un’icona millenaria della conoscenza Maya che si mantiene nel lavoro delle donne tzeltal di Tenejapa. Allo stesso modo la magia racchiusa nella concezione dei ch’ulelal è un altro modo di conoscere, rappresenta una differente forma di cultura, un modo diverso di considerare la natura che ci circonda.

La ricerca pittorica diventa così un processo di investigazione in cui la tradizione e il pensiero tzeltal contemporaneo si confrontano e uniscono.

La concezione del ch’ulel proviene dal ventre materno, permane ermetica fino a quando non si riesce a prendere coscienza della realtà duale che ci circonda. Può succedere che le persone arrivino a conoscere il proprio ch’ulel attraverso delle apparizioni o mediante l’interpretazione dei sogni.

Le tredici tele su cui Antùn dipinge sono prodotte da una associazione di donne artigiane della sua comunità. Loro sanno le misure e la quantità di fili che servono ad ogni telare, loro selezionano il ste’el jalabil (i pali del telare) e scelgono il siban te’ , arbusto locale, che abbia la consistenza adeguata per lavorare i fili.

Ricorrendo al numero tredici Antùn fa riferimento alla concezione Maya delle tredici energie sacre ascendenti del cosmo e della natura. In questo modo i telari diventano metafora degli spiriti animali tessuti secondo i loro differenti colori.

 

Note biografiche

 

Antùn Kojtom nasce nella comunità di Ch'ixaltontik, Tenejapa, Chiapas nel 1969.

All’ età di 18 anni il fratello maggiore lo porta con sè a Puerto Vallarta, Jalisco. Lì trova inizialmente lavoro come manovale, in seguito viene assunto come giardiniere in un edificio che ospita un gruppo di pittori, chiamato “Juntos” che dipingono motivi utilizzati nell’abbigliamento. Un giorno conversando con loro riceve un pezzo di tela sul quale inizia a dipingere un girasole. Inizia così il suo apprendistato artistico.

 

Antùn Kojtom ha partecipato a esposizioni collettive e individuali in Messico, nelle Americhe e in Europa. Ha dipinto alcuni murales nella comunità di Tenejapa e nella città di San Cristobal de las Casas. A inoltre diretto laboratori di pittura a Date Vuelo in Guatemala, nella Casa di Cultura di San Cristobal e nella Zona Zoque, nei monti del Chiapas.

 

Nel 2006 fu ospitato in Austria in Sankt Leonhard am Hornerwald collaborando nel progetto ““Projekt Künstlergärten”.

Sempre nel 2006 espose “Wipil de Espiritus” a Vienna, nello spazio culturale “Das Literatur Atelier”, e a Parigi, nella casa della cultura“Luise Michel”. Nel 2007 espone a Chicago sia nell’esposizione collettiva “Raìces en la memoria” sia nel National Museum of Mexican Art.



24-11-2008
 
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31-10-2020
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