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    15 novembre 2019
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CARTELLONE

 



Quasi sera

omaggio moderato mosso a Luigi Tenco












con

Elena Pau (voce)

Giovanni Peresson (voce e chitarra)

Ass. ne La fabbrica Illuminata

 


MARTEDI 29 Luglio  ORE 21.00
 

PARCO S. ONOFRIO - NUORO

ingresso a pagamento € 5,00



 

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Era la notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967 quando Luigi Tenco, il tenebroso cantautore genovese, si tolse la vita dopo essere stato eliminato dal Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Tenco aveva presentato "Ciao amore ciao", un brano di aspro contenuto sociale che non poteva piacere alla placida platea sanremese e che infatti non arrivò neppure in finale.

Nato il 21 marzo 1938 a Cassine, in provincia di Alessandria, cresciuto artisticamente a Genova, da profondo appassionato di jazz, partecipò a differenti esperienze musicali in gruppi che ebbero, tra le fila, anche Bruno Lauzi, Gino Paoli e Fabrizio De André.

In quella che in seguito verrà chiamata "scuola genovese", Tenco si fece notare per la sua diversità rispetto al resto della banda. Era introverso, con un carattere lunatico, non era mai contento in pieno di ciò che faceva. e anche quando trattava argomenti all'apparenza scontati, come l'amore, la passione, il tradimento, lo faceva in una maniera tutta particolare. Aveva già captato il cambiamento dell'atmosfera culturale che di lì a poco avrebbe investito l'Italia e più in generale il mondo occidentale. Le sue canzoni erano venate dell'esistenzialismo disincantato di Boris Vian, del quale interpretò la versione in italiano di una delle sue più belle canzoni ("Toi", in italiano "Come le altre").

Molti esperti di canzoni ipotizzano che Tenco, se non fosse morto quella sera di gennaio a Sanremo, sarebbe diventato molto presto il cantore delle generazioni successive, quelle che prepararono, vissero e proseguirono i movimenti civili e sociali esplosi in tutta Europa nel 1968.



Con questo recital- concerto ricordiamo Luigi Tenco, il mai dimenticato cantautore piemontese che la sera del 27 gennaio 1967, a 29 anni, si e’ tolto la vita con una Walter Ppk calibro 7,65.

Vogliamo ricordarlo come uomo, nella sua durezza piemontese e tenera fragilità, attraverso una partitura per voce e chitarra.

Sono tanti i testi presenti in questo spettacolo, ma non sempre vengono proposti come canzoni; a volte vengono semplicemente “detti” , come Cara Maestra dove viene denunciata la vita pubblica come un “brutto pasticcio”; e ancora Quasi sera, del pieno periodo Saar, splendido testo che ricorda molto da vicino la celebre Ricordo di Marie A. di Brecht.

Il musicista Giovanni Peresson firma gli adattamenti musicali e la musica di “Danza di una ninfa sotto la luna”, canzone inedita mai musicata da Tenco, tenuta in un cassetto e venuta fuori dopo la sua scomparsa.

I quattro quadri che si alternano in Quasi sera esplorano, a volte in punta di piedi, l’uomo Tenco, la sua poetica, ma anche il suo addio attraverso i documenti ufficiali di quel tragico Festival di Sanremo: il referto medico e la deposizione di Dalida, per arrivare all’epilogo dove ci chiediamo come De Gregori “Chi ha ucciso quel giovane angelo che girava senza spada?”...quesito rimasto senza risposta malgrado la recente perizia della procura di Sanremo che ha posto definitivamente la parola “fine” al caso.








28-07-2008
 
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15-11-2019
http://www.sardegnaspettacolo.it/index.php?nodo=cartellone&id=1375