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    26 agosto 2019
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CARTELLONE

 



La Compagnia çàjka presenta "Teatridimare 2007"

È giunto al settimo anno il progetto Teatridimare della Compagnia çàjka di Francesco Origo.



Il debutto infatti, è per sabato 28 a La Caletta di Siniscola con lo spettacolo Gastromachia.



I venti, tutt’altro che accondiscendenti, soffiano da quella stessa direzione e metteranno ancora una volta alla prova le capacità marinare della compagnia. Che è ormai temprata e ben motivata, anche grazie al riconoscimento per il valore artistico inaspettatamente giunto nei giorni scorsi della Camera dei Deputati, durante una tournée nel Lazio. Un premio che va innanzitutto alla coerenza della scelta di vita della Compagnia çàjka, che lavora per un teatro autentico e vicino alla vita, che parte proprio dalla condivisione di uno spazio – piccolissimo come quello di una barca – e si organizza secondo la disciplina della responsabilità.



Teatridimare proseguirà in Liguria, “adottato” dalla regione: ad Andora il 9 agosto debutta la nuova produzione di çàjka, Re Cervo, poi replicata a Varezze il 12 agosto.



Il ritorno in Sardegna è previsto il 21 agosto a Sant’Antioco, dove sarà messa in scena Gastromachia.



Entrambe le produzioni, Gastromachia e Re Cervo, saranno poi a Cagliari, il 21 e 22 settembre, in chiusura del progetto Teatridimare 2007.



In scena e in pozzetto, sotto la direzione di Francesco Origo, gli attori-marinai Massimo Zordan, Barbara Usai, Enrico Incani, Cristiana Cocco,Tiziana Pani, Diego Milia, Giuliano Pornasio, Marco Bisi.





Breve storia dei Teatridimare





Nel 2001 nasce il progetto permanente di navigazione teatrale a vela Teatridimare: a bordo di una barca a vela di 13 metri, gli attori della compagnia percorrono più di 250 miglia, recitando in dieci porti della Sardegna. Il successo dell’operazione è determinante nella scelta di rendere il progetto permanente e di estendere la navigazione teatrale al resto del Mediterraneo. La partenza della seconda edizione di Teatridimare è dal Porto Antico di Genova il 28 giugno 2002, con “Le furberie di Scapino”, protagonista Massimo Zordan, in occasione del “4° Festival Internazionale delle Arti Mediterranee”. Seguirà la Corsica e la Sardegna, per un tour che supererà le 700 miglia di navigazione. La terza edizione, nel 2003, supera le 900 miglia toccando i porti della Sardegna, della Corsica e dell’Arcipelago toscano. La quarta edizione, nel 2004, è ancora di circa 900 miglia, tra Sardegna, Corsica e Toscana. 950 miglia per la quinta edizione del 2005, con tappe in Sardegna, in Toscana e al Festival della Culture di Genova. La sesta edizione supera le 1200 miglia con gli spettacoli Gastromachia e Squarciò, tra la Sardegna , la Toscana e la Liguria.





Gli spettacoli





Gastromachia



Quarto anno di repliche di questo vaudeville gastronomico in musica che unisce alla tradizione della cucina sarda le narrazioni fantastiche e comiche del grande teatro.



Ai cruenti scontri navali delle Naumachie, alle singolari guerre tra topi e rane delle Batracomiomachie, alle lotte tra uomo e toro delle Tauromachie del mondo classico, il mondo contemporaneo non può proporsi altro che con la spietata quanto grottesca tenzone tra stomaci e frattaglie della Gastromachia, il testo scritto da Francesco Origo per gli attori della Compagnia çàjka. L’enorme divario tra un mondo, di pochi, ricco, opulento e ormai obeso, e un sud, di tanti, ormai allo stremo ci porta a costruire con comica ironia questo vaudeville dedicato al cibo e all’ingordigia di noi “pochi”. Nell’incalzante ritmo di questa Gastromachia, un Mastro Cuoco (Massimo Zordan), una Trinciante (Barbara Usai), un Topo (Enrico Incani), uno Scalco (Giuliano Pornasio), una Spenditrice (Tiziana Pani), un Coppiere (Diego Milia) e una Sguattera (Cristiana Cocco), la gerarchia di una cucina di corte del XVII secolo, cucinando una tradizionale zuppa sarda, intrecciano tecniche di recitazione provenienti da teatri diversi: le scene, i dialoghi, le canzoni, i siparietti, sono stati costruiti sui tempi reali della cottura dei vari ingredienti. Un rallentamento nel ritmo della recitazione o un tempo più largo di una canzone rischiano di alterare i tempi della cottura o, peggio, di far bruciare il soffritto.



Al termine dello spettacolo la zuppa è pronta per essere servita agli spettatori: una buona alternativa ai “bustoni” pre-confezionati, pre-digeriti, surgelati in atmosfere modificate della cucina globalizzata del popolo dei Gastroni.







Re Cervo



Magico-grottesco, commedia dell’arte, tragico-comico ed esotismo, sono gli ingredienti della fiaba di Gozzi. La storia straordinaria del Il re cervo può diventare una favola contemporanea che incute una terribile paura, ambientata in un mondo orrendo, violentissimo, cattivo, in cui tutti i personaggi sono invischiati in una rete di complesse volute barocche. All’esperienza del teatro barocco e della Commedia dell’arte arcaica Gozzi si ancora tenacemente: da alchimista clandestino, in una società che elegge Goldoni a cantore ufficiale di un mondo bottegaio e borghese di sicuro successo, Gozzi si rivolge al passato, alla tradizione orale e scritta della fiaba persiana, ai complessi artifizi che traducono la metafora in pulsione, per narrare, quasi profeticamente, di un futuro già intuibile.




10-09-2007
 
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26-08-2019
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