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    20 settembre 2019
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CARTELLONE

 



Esce il nuovo album dei Fortun De Sarau

Ethic music from sardistan


 

Esce il 16 Giugno "ETHIC MUSIC FROM SARDISTAN” (prodotto da Gianni Menicucci per Tajrà Produzioni, distribuito da Fanzines e ME.TECA.), il nuovo lavoro dei Fortun de Sarau, formazione sarda dotata di nomi eccellenti come Alberto Cabiddu (voce, kalimba, udu, riq, percussioni, harmonium), G. Luca Pischedda (violoncello e voce), Massimo Cau (armonium, benas, melodica e voce), Alessandro Garau (batteria e percussioni) e da Carlo Cabiddu (chitarra e voce).

"ETHIC MUSIC FROM SARDISTAN” contiene 14 tracce inèdite in cui confluiscono stilemi tradizionali e proiezioni apolidi. 

La musica dei Fortun de Sarau presenta infatti alcuni elementi di riferimento alla musica di tradizione orale della Sardegna, ma non mancano strane parentele con sonorità “altre”, col Caucaso o con l’Asia Centrale, l’Africa (in particolare quella maghrebina) e Astor Piazzolla, nonchè brani di difficile connotazione geoculturale con bucce di rumori ambientali. I testi obbediscono a criteri di suggestione sonora e ritmica, e la voce ipnotica di Alberto Cabiddu, uno dei musicisti più originali e sorprendenti della scena musicale sarda, è quella di un narratore che s’è autodeputato cronista di una realtà musicale di confine.

 

 

"ETHIC MUSIC FROM SARDISTAN”si compone di quattordici piccole narrazioni, flash minimali di stati d’animo. Canzoni come “Andimironnai” e “Passu Torrau” (strofe amorose) vivono di fragili equilibri ma contengono quasi tutti i motivi di fascino del disco. “In Ora Mala” combina strutture aleatorie per descrivere del perduto senso della memoria o di oltraggi che arrivano da lontano, violenze sanabili solo dall’amore di “Cantu cuadu”. Con la sua ricchezza di sfumature “S’Arredu” canta il sogno di volare che un padre evoca per suo figlio. Nei vortici armonici di “Sid Yhs’Ag sa’Ahdorah” compare una lingua sconosciuta che canta di un libro sacro e del miracolo del ridere. Le vivaci chiavi ritmiche di “Dilliriu” narrano invece il delirio di un viandante in fuga da una fata infuriata. “Mariama Nega” è un insieme di lodi sacre mescolate ad un testo in portoghese approssimativo, creato con l’intento di descrivere il caotico coro ritmico di una ciurma multietnica. Le invenzioni armoniche di “Su Faddidorgiu” suggeriscono labirinti fortunati ed estatici, mentre le astratte nuvole sonore in “Tauron de Furas” raccontano la storia di un losco individuo che precipita in una voragine. “S.Maria strela dò Dia” - forse la più celebre delle Cantigas de S. Maria, canti religiosi del tempo di AlfonsoX – è una composizione dal sapore inequivocabilmente mediterraneo e ritmato. Il brano di chiusura, “In Bonora”, ballata atemporale, distillato di ritmi e micromelodie con intreccio di voci che, come l’onda, si rigenerano battuta dopo battuta, è un happy ending con contorno di arcobaleni.




12-06-2008
 
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20-09-2019
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