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    16 settembre 2019
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ORGANIZZAZIONI

 
     

La Maschera




Erano alle porte gli anni della contestazione giovanile, e a San Sperate luogo d'origine del gruppo e "periferia dell'impero", in quegli anni nasceva un vasto movimento socio-culturale, denominato Paese Museo, del quale a tutti è nota l'importanza che assunse in tutta l'isola.
LA MASCHERA, partecipava attivamente a tutte le iniziative che venivano intraprese, vedendo così, in modo estremamente naturale, arricchita la formazione umana e professionale. Basti ricordare a questo proposito, la lunga permanenza dell'ODIN TEATRET di Eugenio Barba, è proprio in questo momento così importante della formazione che i Componenti della Compagnia decidono di abbandonare la farsa per mettere in scena le opere di A. Garau, sicuramente tra i grandi rappresentanti della commediografia isolana: le opere di Garau, di fatto, consentono loro di esprimere al meglio l'anima dei Sardi e le loro problematiche. Cominciano ad arrivare riconoscimenti e nel '76, partecipano alla rassegna ARTE E AMBIENTE della biennale di Venezia

Esperienze

Nell'ottobre del 1964 nasceva il primo nucleo dell'attuale Compagnia Teatrale LA MASCHERA, misero in scena nel cinema " IRIS " di San Speratela commedia in lingua sarda "BASCIURA" di Antonio Garau interpretata da: Antonio Sciola studente , Mario Fulghesu operaio , Ida Pillittu casalinga , Salvatore Mossa studente, Gennaro Ortu operaio, Maurizio Schirru operaio, Pinuccio Sciola Scultore, Ginetta Porcu casalinga.
(tratto dal documento della Preffettura di Cagliari)
Erano alle porte gli anni della contestazione giovanile, e a San Sperate luogo d'origine del gruppo e "periferia dell'impero", in quegli anni nasceva un vasto movimento socio-culturale, denominato Paese Museo, del quale a tutti è nota l'importanza che assunse in tutta l'isola.
LA MASCHERA, partecipava attivamente a tutte le iniziative che venivano intraprese, vedendo così, in modo estremamente naturale, arricchita la formazione umana e professionale. Basti ricordare a questo proposito, la lunga permanenza dell'ODIN TEATRET di Eugenio Barba, è proprio in questo momento così importante della formazione che i Componenti della Compagnia decidono di abbandonare la farsa per mettere in scena le opere di A. Garau, sicuramente tra i grandi rappresentanti della commediografia isolana: le opere di Garau, di fatto, consentono loro di esprimere al meglio l'anima dei Sardi e le loro problematiche. Cominciano ad arrivare riconoscimenti e nel '76, partecipano alla rassegna ARTE E AMBIENTE della biennale di Venezia, si esibiscono con successo all'Università di Cagliari, anche se il clima di contestazione del periodo lasciava poco spazio alle problematiche sulla Lingua , gli Studenti da prima diffidenti e chiassosi, si lasciarono coinvolgere con silenziosa attenzione. Nella crescita anche culturale che il gruppo ha maturato in quella "fucina delle idee", così era stata efficacemente definita la San Sperate di quel periodo, La Maschera non poteva non interrogarsi sul significato del suo fare teatro e si è scontrata con fermezza con quanti sostenevano (per certi versi ancora sostengono), spesso voci autorevoli, che la Sardegna non può vantare una tradizione teatrale isolana. Opposero argomentazioni tanto semplici quanto convincenti che fare teatro in Sardegna, al di là dell'esistenza o meno di una sua radicata tradizione, significa veicolarne la diffusione, operare da protagonisti nella tutela e salvaguardia della Lingua, della Cultura, della Storia e delle Tradizioni Popo-lari, il Teatro diventa strumento attraverso cui operare nella realtà Isolana e sempre di Antonio Garau mettono in scena varie Commedie che vengono rappresentate innumerevoli volte nei Teatri e nelle piazze di tutta l'isola.
Nel 1985 il gruppo, convinto che dalla Cultura possano nascere posti di Lavoro, da Associazione si costituisce in Cooperativa. E' in questo contesto che la compagnia "convince" a far parlare in Sardo Molière e Plauto. La scelta di fare ricorso ai classici è dettata dalle umane avversità, i mali della società o, di contro, le gioie della vita che non hanno confini, né spaziali né, tanto meno, temporali, l'Uomo vive al di sopra della storia e, ciò che conta in ogni tempo è capirne lo spirito che anima il suo operare.

La Coop. LA MASCHERA nel 1990 è fra i gruppi che danno vita all'Associazione Regionale del Teatro Etnico, cinque compagnie Sarde più rappresentative del Teatro Etnico

Nel 1992 si mette in scena una brillante commedia, firmata da S. VARGIU, Autore contemporaneo, con la regia di E. Parodo.

La ricorrenza del primo centenario , di un grave avvenimento del 1892, un'inondazione che distrusse il paese di San Sperate e provocò innumerevoli vittime, diede la possibilità, quasi una "necessità" del teatro, cioè guardare alla storia per capire il presente, attingendo a piene mani dalla storia e dalla memoria degli anziani per allestisce il dramma: S'UNDA MANNA di Alfonso Spiga con la regia di Giampietro Orrù. Successivamente con la regia di G. Boi, si mette in scena uno spettacolo tratto dal capolavoro del teatro russo: Il CANTO DEL CIGNO di A. CECHOV che diventa S'URTIMU CANTU. Una sorta di bilancio dell'intero gruppo, ma tanto più dell'interprete dell'opera Mario Fulghesu, che ha ormai dedicato al teatro trentacinque anni della propria esistenza.

Gli allestimenti successivi furono: BRULLAS DE ATTORI, tratto da un testo di Dario Fò e CUN D’UN OGU SERRAU, Commedia Brillante

Dal 2000 la Direzione Artistica viene affidata al Regista Teatrale ENZO PARODO, che ha già seguito diversi spettacoli della cooperativa come regista.

Nell’autunno del 2001 si da inizio al lavoro per la nuova Produzione imperniata sulla rivalutazione delle opere di Grazia Deledda, in una visione nazionale pur mantenendo le peculiarità regionali, entrando in profondità nelle tematiche tipiche di questa autrice: la regionalità, i sentimenti forti, le passioni e tutto quel mondo conosciuto, universalmente, come Deleddiano. Canne al Vento è sicuramente l’opera più popolare della Scrittrice, in questo allestimento sono racchiusi i temi più cari alla scrittrice Nuorese: passione, gelosia, fatalità, religiosità, amore. Ovviamente situati, come sempre, all’interno del mondo agro pastorale sardo.
L’opera teatrale Vincenzo Sulis “Un Eroe scomodo” liberamente tratta dall’autobiografia di Vincenzo Sulis, elaborazione di: Vincenzo Porcu, Regia di Enzo Parodo, è la nuova produzione del 2002. lavoro che si concentra su quattro momenti importanti vissuti dal Sulis e dall’intera Sardegna nel periodo storico che va dal 1700 al 1800: 1)La balentia giovanile del Sulis, 2) Il bombardamento di Cagliari da parte della flotta francese, 3) La cacciata dei piemontesi, 4) L'arrivo del re in Sardegna, L’arresto, il processo e la prigionia di Vincenzo Sulis.

I due atti unici dell’autore contemporaneo Salvatore Vargiu “L’amore per lettera e L’amore ladro” sono la nuova produzione della Maschera per l’estate 2003. I due atti unici della durata complessiva di 2 ore.

Lo spettacolo “SOLI” nasce nel 2004 come un vero e proprio contenitore, dell’arte recitativa: il monologo. Il tema psicologico della solitudine, affrontato con qualunque stile, in maniera drammatica o comica, senza limiti, possiamo senz’altro dire che il sottotitolo più appropriato che sintetizza meglio questo percorso sia ”Soli nella scena, Soli nella vita”. quattro storie, quattro attori. La prima di Padre Antonio Maria da Esterzili (1644-1727) il pianto della madre di Gesù Cristo davanti alla croce, interpretato da una delle attrici storiche della Maschera, IDA PILLITTU. La seconda, una breve ma intensa poesia di Anselmo Spiga dal titolo “SU NATALI DE S’ABURRESCIU” “Il natale del barbone”, interpretato da FULVIA IBBA. La terza, ispirata al “Canto del cigno” di Cechov interpretato dall’attore MARIO FULGHESU e la quarta, scritta da Damiano Oghittu (attore della Maschera ma che qui si cimenta come autore e regista) “ELIA SU MINCHIONI” è interpretato da LUCIANO MAMELI
Il progetto “SOLI” continua nel 2005 mettendo in scena: "CHE D'È UN AMORE MATERNO” di Enzo parodo, una graffiante ed ironica performance sul rapporto, a volte morboso delle madri nei confronti dei figli. Interpretato da Andreina Del Raso, mentre “SONO UNA SINGLE MILITANTE” di Enzo Parodo e Anna Pia , donna quarantenne che ha deciso di essere volutamente una single. Uno spaccato comico, grottesco e auto ironico sulla difficoltà odierna dei rapporti uomo donna. Interpretato da Anna Pia.
“L’AVARO” di Moliere, è la produzione presentata nel 2005, che in sardo diventa “S’ASURIU”. Con la regia di Enzo Parodo, le scene di Sandro Asara, essenziale e simbolica, costumi di Adriana Gervaso. Attori: Mario Fulghesu (Arpagone), Ida Pillittu (Frusina), Damiano Oghittu (Cleante), Massimo Muscas (Furitu), Nino Landis (Mastru Simoni e Mastru Giacu) ed Fulvia Ibba (Rosetta).

Nella primavera del 2006 si allestisce In su zilleri: storie di uomini, di vino e di guerra”.
Un tavolo e un paio di sedie, una botte e un ramo di palma sullo sfondo. Pochi elementi scenici definiscono l’ambientazione: siamo in uno "zilleri", un "magazinu 'e binu", come si chiama nel Campidano l'osteria. Tre avventori ricordano, raccontano storie di due guerre mondiali, di uomini che sono tornati dall'inferno degli assalti alle trincee austriache e dai campi di prigionia inglesi in Africa. Episodi veri di un'epoca così lontana ma così vicina, di un mondo che non c'è più ma che in qualche modo ha continuità con il presente e con le storie che si raccontano da sempre in Sardegna, tanto meglio se in compagnia di un buon bicchiere di vino. Storie raccolte e narrate da Nino Landis, Giovanni Schirru e Giorgio Collu, regia di Enzo Parodo. Scene di Sandro Asara
“IL VECCHIO DELLA MONTAGNA”, l’altra Produzione del 2006, è la riduzione del romanzo omonimo di Grazia Deledda pubblicato alla fine dell’ottocento narrato a tinte forti, sia nella natura selvaggia descritta, sia nella psiche stessa dei personaggi, che sono un tutt’uno con il mondo pastorale. L’ovile e la roccia della montagna sono gli ambienti principali; anche quando l’azione si trasferisce in città, si respira un’atmosfera più vicina all’ovile che non alla città stessa. Si ha come la sensazione che i fatti e i personaggi di questa storia non siano circoscritti al solo ambiente nuorese, ma che siano, anzi, l’emblema arcaico e mitico del popolo sardo. La fierezza, l’orgoglio, l’onestà, la purezza, l’amore, le passioni, la gelosia, il sesso in questo romanzo sono vissuti come valori assoluti di un popolo, sono i nostri miti indelebili, genetici.
Ed è per questo motivo che la riduzione da noi curata non è ubicata nel territorio nuorese ma è assimilabile a qualunque provincia della Sardegna pur mantenendo i dialoghi originali del romanzo che sono in italiano, anche se in un italiano “sporcato” da una forte pronuncia sardofona.
Ideazione, riduzione scenica e regia ENZO PARODO con MARIO FULGHESU, DAMIANO OGHITTU, MASSIMO MUSCAS, FULVIA IBBA, IDA PILLITTU, NINO LANDIS scene SANDRO ASARA.

Salvatore Naitza, nel sito del Comune di San Sperate, definisce LA MASCHERA come il gruppo culturale che più di ogni altro possiede“…una formazione tra le più legate da un filo diretto con gli umori popolari, che procede senza mai cadere nella facilità di uno scontato “popolaresco”; che, al contrario, utilizza il linguaggio sardo del luogo non, come è stato per lo più nel passato, per la commedia in costume di impostazione farsesca, ma per sviluppare temi realistici e spesso incentrati su attuali drammi psicologici, secondo una consolidata tradizione del teatro e della cultura moderni”.


IMMAGINI


Componenti

La struttura si avvale di molte figure Professionali, tra le quali spiccano:

• Gli Attori Mario Fulghesu e Ida _illitu che con la loro esperienza di quarant’anni di Teatro e con la partecipazione a film importanti come Padre Padrone, Ibris, Sonetàula, sono da traino per gli altri attori : Damiano Oghittu, Fulvia Ibba, Luciano Mameli, Nino Landis, Massimo Muscas, Barbara Piu, Andrea Ibba Monni, Giorgio Collu, Giovanni Schirru, Porcu Gina, Andreina Del Raso, Susy Monni, Anna Pia, che attingono anche dalla loro esperienza.

• Giuseppe Pili, Presidente della Cooperativa, Responsabile della Gestione del TeatroArena e del Settore Tecnico di Service Audio-Luci e Trasporto e montaggio scene, che con la preziosa collaborazione dei Tecnici e Macchinisti, Roberto Cabras e Michele Collu, porta avanti questi comparti da più di un ventennio, convinto che siano di rilevanza strategica per un buon funzionamento di un’organizzazione che vuole porsi ai più alti livelli professionali dello spettacolo. Tutti gli spettacoli, di produzione, ospitalità e in decentramento, sono stati seguiti dai nostri tecnici con le nostre attrezzature per il Teatro e per la Musica con le quali sono state seguite Tecnicamente le Compagnie in decentramento come: Il Crogiuolo, Teatro Studio, Riverrun, Actores Alidos e tanti altri, con grossi riconoscimenti da parte di tutti gli Artisti.

• Il Regista Teatrale Enzo Parodo, responsabile della Direzione Artistica della Compagnia. La collaborazione, consolidata da anni, consente una gestione organica della Produzione Interna e dell’Ospitalità, legata da un unico filo conduttore rappresentato dall’esperienza trentennale, dall’amore per il Teatro e di tutte le manifestazioni artistiche.

• Il Responsabile Organizzativo, dott.sa Anna Maria Pia, una figura che si è resa necessaria dal sempre più ampio spettro d’azione della Cooperativa e dal sempre crescente numero di Produzioni e Impegni che la Cooperativa si prefigge di portare a compimento.


Ultimo aggiornamento: 05/11/2008

 
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