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    20 settembre 2019
Home > Banca dati: Organizzazioni > compagnie e gruppi teatrali > Gruppo Batisfera
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ORGANIZZAZIONI

 
     

Gruppo Batisfera




La batisfera ed il teatro


La batisfera è una massiccia palla di metallo.
La batisfera pesa più di due tonnellate ed ha pareti spesse 4 centimetri.
La batisfera non ha autonomia di movimento ma viene calata in acqua tramite un cavo.
Viene da chiedersi quale sia il collegamento tra questo sgraziato oggetto ed il teatro.

Il 6 giugno1930 William Beebe ed Otis Barton effettuarono la prima immersione all’interno di una batisfera. L’impresa era altamente pericolosa perché in caso di rottura del cavo o di alterazione delle condizioni all’interno della cabina nessuno avrebbe potuto soccorrere i due esploratori. La batisfera quel giorno raggiunse con successo i 250 metri di profondità dando il via ad una serie fortunata di immersioni che la portarono sino ai 923 metri.

I due esploratori furono i primi esseri umani viventi a raggiungere tali profondità ed a vedere gli esseri luminosi che come stelle di un cielo speculare vivono nell’oscurità degli abissi.

Chiamare il nostro gruppo batisfera non vuol dire che andremo più a fondo di altri né che saremo i primi a scoprire una strada od un concetto.

La batisfera rappresenta esattamente la nostra idea di teatro: un mezzo di conoscenza.

Fare teatro per noi non significa riprodurre una maniera codificata nei secoli o stravolgerla per il puro gusto di farlo ma trovare un percorso che ci permetta di osservare e capire la realtà attraverso l’atto teatrale.

William Beebe ed Otis Barton nelle loro esplorazioni non hanno inventato né gli abissi né le creature che ci vivono, sono andati semplicemente a vederli e per far questo hanno dovuto costruire un mezzo che fosse in grado di trasportarli adattandosi alle necessità esterne.

L’andare in scena è quindi per noi una tensione in divenire che si rapporta al reale in maniera multiforme con l’unico obbiettivo di comprenderlo. Cercare di comprendere il reale non significa mettere in scena la verosimiglianza delle cose come in uno specchio né elaborare una teoria veritiera e rappresentarla con spettacoli a tesi ma credere fermamente nel valore conoscitivo dell’attore e del suo mettersi in scena.

Per noi il teatro non è una rappresentazione di virtuosismo tecnico fine a se stessa né al servizio di un messaggio preconfezionato ma è allo stesso tempo il messaggio, il modo di elaborarlo ed il mezzo di comunicarlo.

Mettersi in scena quindi è una ricerca di senso nella quale chiunque vi prenda parte aspetta di essere stupito, una batisfera quindi che attende di poter intravedere dei frammenti di senso dai suoi oblò in quarzo.


IMMAGINI


Componenti

Stella Susanna Campisi, Valentina Fadda, Felice Montervino, Vanessa Podda, Angelo Trofa, Elio Turno Arthemalle.

Ultimo aggiornamento: 28/07/2008

 
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20-09-2019
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