Home > Banca Dati: Produzioni > Danza > teatro danza > Playtime 18 maggio 2013
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Playtime

Citytime

Autore: Gabriella Borni

Regia: Gabriella Borni

Protagonisti

Musica: Marco Schiavoni Luci: Marco Lovato Interpreti: Simona Crivellone, Maurizio Formiconi, Mauro Carboni, Cristina Orrù, Caterina di Rienzo, Fabrizio Podaliri Vulpiani

Scene: Gabriella Borni

Costumi: Patrizia Sgamma

Nota Artistica

Ma c'é una logica nella nostra vita quotidiana? O siamo tutti attori di tante storie di ordinaria follia? La campana di antica memoria segna la sveglia della città. E lei, la barbona, la folle-saggia, in una filastrocca quasi senza senso enuncia tante cose, un po' ballando, un po' volando... E loro ballano al ritmo di Banana Boat, quasi automi in uno scalpiccìo, ognuno per conto proprio, mentre li accompagnano i rumori, i movimenti, i canti della città. E poi un ritmo di valzer e uomini e donne formano coppie che si scambiano fra loro, ognuno alla ricerca di qualcosa, solo in mezzo a tutti. Arriva l'autobus E via tutti alla propria corsa quotidiana con ritmo, con gioia, indiavolata o ossessiva? E mentre si affievoliscono i suoni della città un amore, no, un'illusione d'amore. Io voglio credere a questo amore... Ma lei al suono della fisarmonica (accordeon) ti ha usato e poi gettato via. Le sirene, le risate, gli spazi, i mille fatti di tutti i giorni e lei la folle, la barbona, ride quasi isterica mentre i maschi, sicuri e ridicoli, cercano di convincersi di essere dei duri. Esplode il ritmo ossessivo dei tamburi del Bronx, che incalzante, stimola, coinvolge e comanda la mia aggressività e poi macina tutto e tutti. E mi vesto a ritmo, mi svesto a ritmo, e quando rallento sono lentamente ossessionato dal ritmo che si affievolisce e crea l'ambiente in cui ognuno segue il suo percorso. Lei, la barbona, la folle - ma è veramente folle o è più saggia degli altri? - grida "Voglio dire qualcosa: non lasciate che le luci artificiali disegnino di voi strane ombre... "(da Vasco Rossi). Vagola, gira in una musica incerta, mentre lui cerca di mettere ordine, di raccogliere le sue cose, i suoi vestiti. Non è vero che sono sempre gli uomini ad aggredire, a violentare. Lui è una vittima della città. Riaffiorano anche gli altri. La fanfara della garde Republicaine, dal tono eroico, invita tutti al marziale: e in una girandola i ritmi vengono vissuti ad un passo di parata mascherata. E poi il fatuo, la gioia di vivere senza impegno e delle risate nella giornata che finisce. Tutti si spogliano e poi ballano, soli, al ritmo lento di un valzer che suona la fisarmonica e lei, la folle, unica sana, raccoglie e riordina i pezzi di vita, gli abiti degli altri.


Ultimo aggiornamento: 28/09/2007

 
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18-05-2013
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