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    24 ottobre 2020
Home > Banca dati: Produzioni > Teatro > performance > ID su una - Indagine su una Donna
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PRODUZIONI

 

ID su una - Indagine su una Donna


Autore: Monica Serra

Regia: Marco Nateri

Musiche: Sonorizzazione di Monica Serra

Protagonisti

Monica Serra

Nota Artistica

Produzione 2011
micro fratture Teatro-L\\\'Effimero meraviglioso

Liberamente tratto dagli scritti di Mary Wollstonecraft

Era il 1797 quando Mary Wollstonecraft scrisse “Sui diritti delle donne”. Coraggiosa e giovane sostenitrice del femminismo moderno, aveva parole durissime contro una società che preparava le ragazze ad un futuro perfettamente funzionale alla società patriarcale: educate ad essere cocotte appetibili mentre erano giovani per poi finire a procreare figli e servire mariti. Pensava, lei illuminista, che tutto cominciasse con l\\\'educazione, che la ragione dell\\\'assoggettamento delle donne fosse da cercare nell\\\'ignoranza e nell\\\'esclusione dalla vita della città. Mary era durissima e severa con le donne del suo tempo perché remissive e docili; per questo da loro incompresa e avversata dagli uomini.
Sono passati 213 anni dalla stesura di quegli scritti, i quali poi man mano hanno dato vita ad altre voci di donna come Virginia Woolf , ma tante altre; le stesse che hanno dato origine negli anni \\\'60 a quel movimento di emancipazione sociale grazie al quale in Italia, in Europa, in America uomini e donne hanno lottato insieme per la conquista dei diritti fondamentali. Per una maggiore equità sociale.
Cosa sia rimasto di tutto questo a volte viene da chiedercelo. Forse abbiamo dato per scontato che la conquista di oggi fosse anche quella di domani. A distanza di decenni ormai, nulla è cambiato nella sfera sociale da quel dì. Nulla si è migliorato, anzi pare che la gestione del pubblico stia subendo una regressione. Dove prima c\\\'era l\\\'uomo nella gestione del potere, ora c\\\'è la donna che entra in campo grazie all\\\'uomo. Quindi parliamo di un potere il quale va rafforzandosi grazie alla volgarità di costume sempre più invasiva. Dove sono la dignità, la virtù, la bellezza. Sta alla donna ora gridare la sua indignazione, verso se stessa, verso il proprio operato. E come nel caso della donna vittima della violenza maschile e sociale anche nell\\\'altro è urgente che si levino voci di critica e di denuncia.

In scena una donna, elegante, indossa uno spiazzante tailleur fucsia, apparentemente perfetta e sicura. Nel tentativo di raccontarsi precipita inaspettatamente in un vortice che la conduce alla spietata storia del genere femminile. Da Eva fino ai giorni nostri, attraverso le quattro fasi della vita: nascita, adolescenza, maturità, vecchiaia, emergono storie di donne ognuna testimone di un vissuto che conducono la protagonista verso la frantumazione della sua stessa esistenza. In una costante ricerca d\\\'identità, la protagonista opera un tentativo di riscatto ed emancipazione dal ruolo che la società da sempre le impone. Il lavoro d\\\'attore si compenetra col suono, ottenuto in real time attraverso l\\\'amplificazione e manipolazione della voce che la stessa attrice gestisce sulla scena; le intonazioni vocali nell\\\'intento di descrivere un ambiente o un\\\'atmosfera creano una scenografia sonora. La parola recitata pur conservando la sua forza dialettica, assume così differenti significati, diventando anche materiale fonetico e sonoro. Voce, corpo e suono interagiscono fra loro, creando una partitura musicale e restituendo allo spettatore un panorama immaginifico di forte impatto emotivo.

Monica Serra


La performance “ID su una” è un urlo verso l\\\'impotenza femminile di potersi raccontare oltre il corpo, il suo utilizzo e direi il suo abuso in ogni sua forma. All\\\'interno di una scena sociale ed un momento storico in cui la donna sempre più risulta in conflitto con la sua stessa identità femminile, che non è solo corpo. Anzi non è mai questione di corpo. Mi piacerebbe poter pensare che sia invece una questione di opportunità e diritti. Diritti negati, in Italia: pensiamo ai tanti casi in cui il lavoro viene a mancare dopo la maternità oppure alle giovanissime che aspirano al successo mettendo in mostra la loro nudità che niente ha a che fare col concetto artistico di bellezza; alle tante donne che sfoderano come arma vincente il femmineo per scopi di carriera, dove la controparte che gestisce è quasi sempre maschile. Una volgarità e corruzione etica dilagante e disarmante, ancora poco messa in discussione dalla donna. Arriverà mai un tempo in cui invece di classificarci come maschi o femmine, ci potremmo pensare e considerare esseri umani?

“Un legislatore benevolo si sforza di far della virtù un interesse comune a tutti gli individui. In tal modo la virtù privata diventa il cemento della felicità pubblica e l\\\'ordine del tutto viene consolidato dalla tendenza di tutte le parti verso un centro comune.”

Marco Nateri

Durata: 50\\\'

Info

CONTATTI:

MONICA SERRA
Cell. 348 0349684
e-mail: monicserra@yahoo.it http://monicaserra01.blogspot.com


Ultimo aggiornamento: 07/05/2012

  ID su una - Indagine su una Donna
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24-10-2020
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