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    25 ottobre 2020
Home > Banca dati: Produzioni > Teatro > prosa > Voci nel buio
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PRODUZIONI

 

Voci nel buio


Regia: Pascale Aiguier

Protagonisti

Valentina Angius, Josto Luzzu, Davide Piludu, Giuseppa Salidu, Laura Solla

Nota Artistica

Voci nel buio è un viaggio fantastico, nel cuore di un mondo che, a prima vista, non assomiglia al nostro. Uno specchio-spettacolo che tenta di riflettere un piccolo pezzo di ciò che vive l’Uomo oggi. Non c’è una narrazione, ma frammenti di vita: incontri con la dittatura, l’incomunicabilità, la tortura, la stupidità, la malattia, tutte percorse da atti di resistenza e di sottomissione assoluta ad un ordine pubblico. In una chiave grottesca e comica gli spettatori assisteranno ad un susseguirsi di quadri che apparentemente hanno una natura diversa e non sembrano avere nessun legame tra loro, ma che, in realtà, sono frammenti di uno stesso specchio, con un’assoluta coerenza in relazione all’insieme. Voci nel buio è uno spettacolo povero, una trasposizione in forma teatrale di una realtà accecata dai propri malesseri. La scena si svolge in uno spazio nudo. Solo azioni, pulsioni e storie che riguardano la natura più intima dell’individuo rappresentato attraverso personaggi simulacri della nostra epoca. Ecco uomini corrosi dalla solitudine, impotenti davanti al proprio specchio che inizia a farsi voce. Una voce fievole e poi sempre più assordante che porta alla ferita sconosciuta dell’esistenza. Dittature che obbligano alla luce accecante della conformità, uomini che subiscono e diventano pattumiere, voci in fuga, perse nel buio, incapaci di rendersi concrete. Una pluralità di storie, metafora di una realtà frammentata, interrotta da interventi in chiave comica da una macchietta da televendita che propone uno stage di formazione sull'arte del mendicare, o la vendita di una macchina che raccoglie e sotterra i cadaveri dopo la guerra, fino a propagandare i vantaggi del lavaggio di cervello. La funzione comica diventa importantissima. Il riso diviene, attraverso testi crudi e spregiudicati, un pensiero d’appartenenza e d’intesa che risveglia negli spettatori la percezione di sé stessi in quanto parte di un tutt’uno. Realtà surreali, comiche e realistiche, in uno spettacolo che ha raggiunto una coerenza, dopo un lungo studio sui testi dell’autore Matéi Visniec, costruito sul montaggio di singoli racconti, tratti da due delle sue opere Le théatre décomposé ou l'homme poubelle e Attention aux vielles dames rongées par la solitude.


Ultimo aggiornamento: 17/12/2007

 
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25-10-2020
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