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    29 ottobre 2020
Home > Banca dati: Produzioni > Teatro > prosa > Giovanni
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PRODUZIONI

 

Giovanni


Autore: Fabio Sanna e Filippo Kalomenidis

Regia: Fausto Siddi

Protagonisti

Fausto Siddi, Cécile Rabiller, Roberta Locci, Antonella Fiorina


Scene: Roberta Locci

Costumi: Roberta Locci

Nota Artistica

"Mi piace pensare che tra i confini dei popoli, delle culture, delle idealità e identità personali e collettive, spirituali e materiali esista una terra di nessuno in cui gli uomini possano scambiarsi possibilità di vita". Iniziava così la premessa della presentazione che Fausto Siddi fece per la prima edizione del Giovanni -Dicembre 2005 -, da questa data in poi sono seguiti adattamenti, riduzioni, fino ad arrivare ad una rilettura importante che ci ha spinto proprio in questo momento a mettere in scena la rielaborazione dello spettacolo. La premessa non è cambiata, il bisogno di credere nella speranza oggi ci appartiene più che mai, è infatti molto significativo il lavoro svolto su due ninna nanne, una araba e una ebraica che cantate all’unisono da due voci femminili si fondono in un’unica melodia.
La figura di Giovanni Battista diventa un simbolo che attraversa il corpo della scena e che ci permette di attraversare quella realtà che pur vivendo non sempre comprendiamo. "Essere o non essere? Essere. Essere o avere? Avere. E se non puoi avere? Far finta di avere come fanno tutti".
Sembro dunque sono, potremo dunque affermare, in sintesi è o non è lo schema mentale del tempo d’oggi? Il tempo….un tempo il tempo passava facendo sentire il suo passaggio; oggi scorre così in fretta che l’oggi è un oggi già passato” Fausto Siddi. Il regista ha lavorato facendo volontariamente affidamento sulle sue intuizioni, su ciò che sentiva giusto e ciò che invece non lo era, senza soffermarsi troppo su spiegazioni intellettuali di ciò che si stava creando.Questo ha permesso allo spettacolo di assumere una forma che non si schiera pro o contro avvenimenti e persone, ma si pone semplicemente ai margini di una grande piscina dove paralizzati dal dolore si intuisce ciò che accade ma non si comprende realmente.
Proprio per questo è importante parlarne.
Roberta Locci

Giona cerca di sfuggire all’incarico che Dio gli ha affidato (Antico Testamento, Giona 1).
Giovanni Battista è orfano di un padre vivo, è un veggente abbattuto. È immerso in un dramma sacro interiore, in un ingenuo incubo di gioia, evocato come tale secondo la sua logica interna. Vive il dramma del "primo", il dramma del precursore. Diamo per scontato il rapporto con Dio, mettiamo in dubbio la fiducia in Dio. Come Giona l’uomo disposto ad ascoltare sfugge e insegue Dio, si sottrae ma non nega. Nell’acqua battesimale benedetta da Giovanni, si scioglie la rappresentazione della sua impresa prometeica: ricondurre il cuore del padre ai figli. Nello scorrere dell’acqua sacra non affonda mai il destino.
Colui che ha capito il mondo ha scoperto un cadavere. (Vangelo di Tommaso)
Fabio Sanna e Filippo Kalomenidis



Ultimo aggiornamento: 25/09/2007

 
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29-10-2020
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