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    15 novembre 2019
Home > Banca dati: Produzioni > Teatro > prosa > Martah
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PRODUZIONI

 

Martah


Regia: Pierfranco Zappareddu

Protagonisti

Carlo Antonio Angioni
Valeria Cossu
Roberto Crobu
Laura De Pasquale
Nicola Ebau
Rossana Mele
Anna Mereu
Anna Maria Musiu
Andrea Perniciano
Tiziano Polese
Jimmy Ruggeri
Lorena Salis
Roberto Satta
Federica Sestu

Scene: Pierfranco Zappareddu

Costumi: Domus De Janas Teatro

Nota Artistica

"Per fare uno spettacolo non seguo alcun modello intellettuale, non analizzo il mondo per dire che le cose vanno in un certo modo. Faccio uno spettacolo come si presenta alla mia mente, come viene composta la musica.
Non si potrebbe chiedere ad un compositore perché ha fatto un pezzo in sol minore o in do maggiore. Uno spettacolo nasce in me come una poesia, e non può essere prevista o pianificata. Accade.
Il teatro per me non consiste nel fatto che una persona raffigura qualcosa sulla scena, un'altra guarda, poi si separano e ognuno va per la propria strada... In MARTAH la notte domina sul giorno. ..è nella notte che s'incontra chi ha male di vivere, chi ha voglia di vita.
MARTAH è una folgorazione, tra cielo e terra, tra essere e morire.
I personaggi sembrano angeli caduti, catturati dall'obbiettivo mentre tentano di volare via di nuovo.
Ma la gravità del vivere, e quella voglia carnale dei rossetti e delle scarpe col tacco alto, li trattengono a terra."
Pierfranco Zappareddu

Nota di Stampa

Dalle note del libretto di sala redatte da: _Barbara Fois_, saggista e critico teatrale.

Molto è stato detto e scritto su questo nuovo spettacolo di Pierfranco Zappareddu, su questo "sogno-viaggio nella memoria" , fatto da alchimisti-viaggiatori-attori, attraverso un "rito oscuro e toccante". E' stato scritto che lo spettacolo è una "tremenda ballata tra la copula e la morte: la morte che grida e reclama, la vita che dura una notte."
(..)zappareddu sfoglia i ricordi, li strappa come i petali di una margherita e dalle lacerazioni zampilla sangue e vino; sull'onda della memoria ogni parola diventa musica, suono, colore. E la luce taglia la scena come una lama, o diventa una cipria mortale e livida, nebbia e pioggia, acqua del mare e sangue. I ricordi diventano citazioni, sentenze, aforismi, piccole amare verità, esperienze. Sono parti di un monologo duro e sofferto, anche se spesso venato d'ironia, di chi ha attraversato l'inferno, la solitudine, l'abiezione, il deserto, la morte.
Ma ora è vivo, straordinariamente vivo e vitale, e sente scorrere il sangue nella carne e respira e grida e canta, afferma la sua presenza, pretende il suo spazio e il diritto di dire la sua verità.
Per chi conosce da sempre gli spettacoli di Zappareddu, la sua nuova, disarmante sincerità, quasi impudica, è una scioccante rivelazione.
L'erotismo, il sesso, l'amore fanno la loro comparsa - fra tenerezza e carne- come mai si era visto in un suo lavoro. Ma l'abbandono è solo apparente, è solo un escamotage per continuare a dirsi, per raccontarsi fino in fondo..
E la musica di fondo, bellissima, è la colonna sonora di un'anima. Negli autori, nel sound, nei testi li ritrovi insieme: da Baudelaire a Pasolini ci sono tutti, i maudits, gli emarginati, i diversi senza distinzione di epoca, di sesso, di nazione, di lingua: tutti insieme in un vortice, quasi una ballata degli impiccati, ma senza patetismi, senza alcuna rassegnazione.
Alla fine dello spettacolo vai via dal teatro, nella sera, accompagnato dagli attori, scortato dalla luce dolce delle loro lanterne, congedato da complici, sussurrati "bonne nuit", completamente vinto, sedotto, ancora una volta.

Info

Lo spettacolo "Martah" segna il ritorno di Zappareddu alla regia dopo una lunga pausa, ed è andato in scena nel SETTEMBRE 1998.

"E dove andare allora se non si ha più molta musica in sé, la somma sufficiente di delirio?"

"Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non è vanità
Avere, con discrezione, bussato
perché un Blunt aprisse
Questa non è vanità.
Qui l'errore è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che fece esitare."

"Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie.
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità."






Ultimo aggiornamento: 21/02/2008

 
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15-11-2019
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